Più innovazione nel welfare: i candidati a confronto a “La Ricerca” foto

Un faccia a faccia sul mondo del welfare e sulle emergenze sociali. E' quello organizzato dall’associazione “La Ricerca”  con il confronto dei 7 candidati a sindaco di Piacenza

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Un faccia a faccia sul mondo del welfare e sulle emergenze sociali. E’ quello organizzato dall’associazione “La Ricerca”  con il confronto dei 7 candidati a sindaco di Piacenza.

L’incontro nel salone centrale dell’antico complesso della “Pellegrina” dove ha sede la casa accoglienza per malati di aids “Don Giuseppe Venturini”, è stato introdotto da Gian Luigi Rubini, presidente della storica onlus piacentina (“ci interessa non la politica dei partiti – ha detto – ma quella intesa come confronto pubblico”), da quasi quarant’anni al fianco delle persone in difficoltà

LUDOPATIE – Diversi i temi affrontati, posti dalla giornalista Tiziana Pisati, a partire da quello delle ludopatie e della dipendenza dal gioco d’azzardo.

“La prevenzione è fondamentale – ha detto Patrizia Barbieri – e occorre stare vicino alle famiglie, il vostro è il vero welfare di sussidiarietà. I due milioni di euro del bilancio comunale dedicati al welfare vanno utilizzati meglio e non a pioggia. Il compito delle istituzioni è quello di stare a fianco delle realtà del privato sociale e delle associazioni attraverso un patto di comunità”.

Sandra Ponzini, richiamando la sua professione di insegnante (“so quanto è importante l’educazione agli stili di vita”), ha citato un’indagine della Regione secondo cui il 45% degli adolescenti assume farmaci: “Dobbiamo interrogarci sulla crescita del mondo delle dipendenze tra i giovani. È necessario avere iniziative forti, speriamo di far partire un progetto sperimentale coinvolgendo il Miur per introdurre nei programmi scolastici uno spazio contro le dipendenze patologiche”.

Anche per Andrea Pugni la scuola ha un “ruolo fondamentale” e il comune “può sopperire alcune carenze educative”: “Il discorso legato alla persona va inserito in un piano strutturale con professionisti del settore e anche le risorse della cittadinanza attiva nel contrasto alla dipendenza”.

“Ho fatto l’assessore al lavoro per alcuni anni in questa amministrazione – ha ricordato Luigi Rabuffi – e ho compreso che al di là del sistema educativo lo strumento più importante sia il lavoro per contrastare queste dipendenze. Riuscire a fare lavorare le persone è fondamentale perché il lavoro significa dignità”.

Paolo Rizzi ha richiamato il proprio programma elettorale: “Abbiamo una parte denominata “Piacenza Sicura” e la nostra ottica è quella di un welfare di comunità, dove accanto all’ente pubblico ci sono i privati del terzo settore. Nel campo della lotta alle dipendenze c’è ancora molto da fare, vanno potenziati alcuni progetti e dobbiamo tornare a modelli educativi più forti. Per me la prevenzione è fondamentale”.

Stefano Torre ha spiegato di aver impostato la campagna elettorale sulla satira “per portare un moto di ribellione nelle vostre coscienze”: “Sono in difficoltà – ha però aggiunto – a parlare in maniera satirica di sociale. Negli ultimi 20 anni è cambiato il trend di durata media della vita che ha iniziato a scendere, per invertirlo serviranno almeno 10 anni”.

Per Massimo Trespidi “la storia de “La Ricerca” è la storia di vicinanza alle persone in difficoltà”: “L’educazione è la vera emergenza del nostro paese, è essenziale partire da percorsi educativi nelle scuole, dalla formazione anche da parte degli operatori delle forze dell’ordine, con la creazione di una task force con più soggetti per realizzare un percorso educativo condiviso sotto la supervisione del comune”. Trespidi ha poi parlato di un “ampliamento degli spazi giovanili a partire dalla Passerini Landi” e della necessità di un “contrasto maggiore alle sostanze stupefacenti da parte delle forze dell’ordine”.

SUSSIDIARIETA’ – Si è poi parlato di rete e sussidiarietà dei servizi.

“Non si può fare a meno della sussidiarietà e della prevenzione – sostiene Barbieri -, la soluzione al disagio non sta solo nel lavoro, che può arrivare soltanto al termine di un percorso che presuppone la cura. Prima serve un progetto e un impegno costante per dare risposte valide al disagio”.

“Non bisogna mai arrendersi di fronte ai problemi – è la posizione di Ponzini -, la città solidale opera per l’applicazione del principio di sussidiarietà nei servizi anche a fronte di una contrazione delle risorse disponibili. L’inserimento dei soggetti in difficoltà nel lavoro è un percorso di riscatto. Servono servizi innovativi anche per gli anziani partendo dai bisogni facendo un censimento accurato”.

Secondo Trespidi “fragili non si nasce ma si diventa”.”Non ci sono solo i giovani in difficoltà, – ha proeseguito – ma c’è un mondo adulto che è fragile e contagia i figli. Credo che il Comune non debba fare l’imprenditore nei servizi sociali ma dovrebbe cominciare a sostenere il privato. La mia amministrazione provinciale ha praticato la sussidiarietà nei fatti. Il welfare che dobbiamo costruire è un modello di comunità dove al centro ci sia sempre più il capitale umano della persona”.

Rabuffi ha ricordato: “Conosco il settore pubblico e le ristrettezze economiche che lo caratterizzano. È importante che vi siano soggetti privati che affrontano temi come quelli che trattate voi della Ricerca. Ribadisco che il lavoro è una forma di prevenzione del disagio e riuscire a essere utili alle persone in cerca di impiego è una grande forma di cura”.

Stefano Torre ha denunciato: “La situazione nelle scuole è di analfabetismo totale dal punto di vista civile e politico e questo è una grande emergenza. Se facessimo semplici domande ai giovani fuori dalle scuole scopriremmo una grande ignoranza. Per questo occorre ribellarsi”.

Andrea Pugni ha fatto notare: “Non sono convinto che il lavoro sia la soluzione unica dei problemi di disagio e dipendenza. La volontà di spendersi per gli altri e di impegnarsi nel volontariato c’è in ognuno di noi e questo va valorizzato tra i cittadini. Vogliamo introdurre il tema del baratto amministrativo e un’azione per calmierare alcuni costi per i poveri”.

Paolo Rizzi ha infine sottolineato come “Tutte le crisi economiche portino ad aumentare i tassi di povertà, e anche a Piacenza è stato così. A fronte di questa situazione, il sistema welfare piacentino è già oggi fortemente misto tra pubblico e privato: qui si danno risposte a tanti bisogni. Siamo al terzo posto in Italia per spesa sociale, ma aumentano i bisogni talvolta più delle risposte. Il nuovo emporio sociale è una delle risposte innovative. La strada da percorrere è quella della coprogettazione dei servizi”.

TRESPIDI SULL’ACCOGLIENZA MIGRANTI “SIA GESTITA E CONTROLLATA DA FIGURE SPECIALIZZATE”
 
E’ soprattutto sul tema della gestione dei richiedenti asilo che si è concentrato il confronto tra i candidati sindaco organizzato dall’Associazione La Ricerca Onlus nella sede della Casa Accoglienza Don Venturini.

“La responsabilità della gestione è in capo allo Stato e alla Prefettura. – ha detto il candidato Trespidi – il Comune non ha precise competenze. I prefetti, ormai, sono diventati agenti immobiliari, incapaci di gestire il fenomeno. È necessario trovare soluzioni che rispondano a logiche complessive rispetto alle problematiche di ordine pubblico. Per essere concreti, nel nostro programma abbiamo inserito tre proposte: strutture dedicate all’accoglienza dei profughi che siano presidiate da educatori, mediatori linguistici e culturali in grado di organizzare la convivenza. Coinvolgimento in contesti sociali grazie all’opera dei volontari e prestazioni lavorative a beneficio delle collettività. Corsi di lingua italiana, che è il veicolo più adeguato per l’integrazione. Corsi di educazione civica per favorire il rispetto della nostre leggi e consuetudini”.

Una tematica questa strettamente collegata al tema della sicurezza: “nel programma abbiamo inserito un presidio costante delle forze dell’ordine nelle zone più a rischio, il potenziamento dell’illuminazione pubblica e più agenti della polizia municipale sulle strade. La situazione in cui versa via Roma è il risultato di un mercato degli affitti incontrollato e irregolare”.

Nell’incontro spazio anche ai temi dell’educazione e della prevenzione. “L’educazione è la vera crisi – ha detto Trespidi – l’Italia ha il triste primato europeo per la presenza di net, ovvero giovani da 15 a 24 anni che non studiano né lavorano. E’ essenziale partire da un percorso educativo nelle scuole con testimonianze di giovani che sono caduti nelle dipendenze, con le forze dell’ordine, con i medici. Occorre creare una task force che coinvolga Comune, Asl, privato sociale e famiglie per creare un percorso condiviso con la regia dell’amministrazione. Fondamentale il potenziamento degli spazi aggregativi e un percorso multidisciplinare che riguarda le dipendenze da internet e gioco d’azzardo.

Per contrastare le fragilità occorre guardare alla famiglia. Il Comune non deve fare l’imprenditore sociale ma favorire e sostenere il privato sociale. Durante il mio mandato da Presidente della Provincia la sussidiarietà è diventata il motore di sviluppo del nuovo welfare. Un esempio è stato finanziare lo sportello d’ascolto nelle scuole, fondamentale per un percorso educativo condiviso. Quello che dobbiamo costruire è un welfare di capitale umano che ha bisogno di essere valorizzato”.
 

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