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Sogin, i sindacati “Basta cercare capri espiatori nei lavoratori”

Riceviamo e pubblichiamo l'intervento di Cgil, Cisl e Uil in merito a Sogin e al futuro della scuola di Formazione a Caorso (Piacenza)

Riceviamo e pubblichiamo l’intervento di Cgil, Cisl e Uil in merito a Sogin e al futuro della scuola di Formazione a Caorso (Piacenza)

Nella mattinata di mercoledì 3 maggio 2017, presso il Sito Sogin di Caorso, vi è stato un incontro tra l’Azienda e le OO.SS Territoriali e le RSU di Sito sulle innumerevoli questioni sindacali aperte ormai da tempo.

Nonostante la massima disponibilità Sindacale a trovare punti di convergenza, come si conviene in normali rapporti tra le parti, da parte aziendale non c’è stata nessuna forma di apertura, ma sono state ripetute le solite giustificazioni, ormai imparate a memoria, ovvero la responsabilità del precedente CdA, i tempi lunghi da parte di Ispra per le autorizzazioni e, soprattutto, le colpe dei lavoratori di Caorso.

A questo ultimo proposito, è stata ribadita la posizione di Sogin espressa nella convention svolta a Caorso nel febbraio scorso, durante la quale i lavoratori sono stati umiliati attribuendo al loro operato gli scarsi risultati raggiunti.

Nonostante il ripetuto invito da parte Sindacale a rivedere questa ignobile e falsa dichiarazione, che tende a nascondere invece l’inefficienza del vertice aziendale, sorprendentemente i rappresentanti Sogin hanno ribadito che la strategia adottata è stata “necessaria e giusta” per riuscire a centrare gli obiettivi 2017.

Non sappiamo su quali sacri testi questi dirigenti abbiano sviluppato queste curiose teorie, ma vogliamo ricordare loro che i lavoratori della Centrale sono gli stessi che hanno permesso in tempi recenti importanti risultati nel decommissioning: smantellamento Componenti Edificio Turbina, smantellamento Torri RHR, smantellamento Edificio Off-Gas, rimozione delle Rack dalle Piscine del Combustibile, allontanamento del Combustibile Irraggiato ecc…, completate in alcuni casi addirittura anticipando i tempi di realizzazione, garantendo alti standard di sicurezza per i lavoratori, la popolazione e l’ambiente.

Probabilmente, mentre a Caorso si faceva tutto ciò questi signori si occupavano di altro.

Anche per quanto riguarda le Relazioni Industriali e Sindacali del Territorio ci troviamo in totale contrapposizione con l’attuale vertice aziendale. Non siamo assolutamente concordi nel lasciare al solo Capo sito tali incombenze, a meno che non sia dato allo stesso anche le relative procure e quindi la possibilità di decidere le azioni. Vogliamo poter interloquire con chi può darci risposte certe e autorevoli.

I siti non vanno abbandonati e dimenticati in quanto sono la sola ragione d’essere dell’esistenza di Sogin.

L’ultimo punto per cui abbiamo chiesto chiarimenti riguarda la Scuola di Caorso, o meglio dire la ex Scuola di Caorso.

Vorremmo sapere come mai quella che è stata considerata fino a ieri il “Fiore all’occhiello” di Sogin, che ha conseguito risultati prestigiosi per la Società (dichiarazione della Società stessa in numerose occasioni) sia stata decapitata e portata di fatto a Roma. Anche a detta degli stessi dirigenti nell’anno passato la scuola ha prodotto 30-40.000 (30 o 40? non hanno nemmeno saputo darci dati certi) ore di formazione di altissimo livello, mentre a oggi, Maggio 2017, (vediamo noi)  grazie alla nuova organizzazione, frutto di un trend prepotente e arrogante di accentramento del potere, a Caorso non ci sono stati praticamente corsi di formazione. 

La Scuola deve rimanere a Caorso.
 
Come OO.SS Territoriali e RSU di Sito riteniamo scaduto il tempo della paziente attesa, del rimandare la soluzione dei problemi e del cercare capri espiatori delle proprie colpe e negligenze nel passato, nelle Istituzioni o, peggio, nei lavoratori. Questo atteggiamento è pericoloso per la vita della stessa Società e potrebbe avere pericolose ripercussioni sulla sicurezza dei lavoratori e della popolazione.

Mala tempora currunt, sed peiora parantur. 

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