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A Monticelli monsignor Malvestiti affascinato dalla Cappella del Bembo

Il vescovo di Lodi ha visitato domenica pomeriggio la cappella affrescata da Bonifacio e Benedetto Bembo nella Rocca di Monticelli d’Ongina

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Il vescovo di Lodi mons. Maurizio Malvestiti ha visitato domenica pomeriggio la cappella affrescata da Bonifacio e Benedetto Bembo nella Rocca di Monticelli d’Ongina (Piacenza).

Solo amore dell’arte e di una pregevole testimonianza di religione? C’è da chiedersi. In realtà, c’è una ragione specifica.

La cappella (in verità, una cappellina) venne fatta affrescare da Carlo Pallavicino, signore della parte dello stato pallavicino che era costituito da Monticelli e dintorni, allorché egli venne consacrato vescovo di Lodi.

Volle, cioè, che la cappella della Rocca nella quale celebrava la messa durante la sua permanenza a Monticelli fosse resa più consona alla sua dignità ecclesiastica. Fu così che il lavoro venne affidato a Bonifacio Bembo, pittore bresciano/cremonese molto in voga, che non riuscì peraltro a condurre a termine l’affrescatura se non con l’aiuto del fratello Benedetto, e questo nella prima metà del XV secolo.

La cappella (oggi di proprietà della parrocchia di Monticelli, che acquistò l’intera Rocca per destinarla ad iniziative sociali nel 1967 dai proprietari marchesi Casali di Monticelli) presenta così un eccezionale esempio di pittura italiana del ‘400, così come ha recentemente sottolineato, durante una sua visita, anche Vittorio Sgarbi.

Mons. Malvestiti, che era accompagnato dall’avv. Corrado Sforza Fogliani, è giunto a Monticelli nel primo pomeriggio, accolto – oltre che dal parroco don Tarcisio Frontini – dal sindaco del capoluogo avv. Gimmi Distante, dal comandante della locale stazione dei Carabinieri lgt. Vincenzo De Luca e da altri.

Il vescovo non si aspettava tanta bellezza degli affreschi della cappella e una così buona condizione degli stessi a suo tempo restaurati dalla Banca di Piacenza.

In particolare, è rimasto e colpito dalla volta della cappellina e si è particolarmente soffermato ad ammirare l’affresco dell’ultima cena nel quale Giuda, il traditore, appare separato dagli altri apostoli e da Gesù, al di qua della tavola. Dal canto loro, gli apostoli sono dipinti come intenti a conversare tra di loro, con vesti caratterizzate da continue pieghe e con occhi grandemente espressivi.

Ammirata la cappella di Monticelli, il vescovo ha lasciato il capoluogo diretto a Pianello (dove ha reso visita a don Luigi Occhi, impossibilitato a raggiungere il santuario di Madonna del Monte) per poi proseguire per quest’ultima località per la celebrazione della messa e partecipare in seguito alla consegna da parte del prefetto del Premio solidarietà per la vita – giunto alla ventisettesima edizione – al prof. Luigi Cavanna.

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