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Alla Muntà di Ratt poesie e musica in vernacolo FOTO foto

Per una notte la Muntà di Ratt è divenuta un teatro all’aperto le cui gradinate hanno accolto il pubblico delle grandi occasioni, accorso per assistere allo spettacolo “Poesie e serenate sotto le stelle”, la tradizionale manifestazione organizzata dall'Auser sulla più celebre scalinata di Piacenza

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Per una notte la Muntà di Ratt è divenuta un teatro all’aperto le cui gradinate hanno accolto il pubblico delle grandi occasioni, accorso per assistere allo spettacolo “Poesie e serenate sotto le stelle”, la tradizionale manifestazione organizzata dall’Auser sulla più celebre scalinata di Piacenza.

All’arrivo della brezza serale il vicolo si è trasformato in un salotto pronto ad accogliere “i ver piasintein”, ma anche tanti altri spettatori che non sono nati qui, ma desideravano ascoltare buona musica tradizionale, belle voci e tante rime in vernacolo famose o composte per l’occasione.

Ha aperto la serata Bruno Morsia con le note della sua magica chitarra, capace di affascinare e coinvolgere il pubblico a cui ha dedicato magistralmente anche la canzone Ghost. Subito dopo Sergio Veneziani, presidente dell’Auser di Piacenza e il past president Sergio Danese hanno salutato i presenti ed illustrato i valori dell’Auser, ente di volontariato che si occupa soprattutto degli anziani e del loro benessere, adoperandosi per non lasciare solo nessuno di loro.

Madrina della serata, come di consueto, è stata Marilena Massarini, anima artistica dell’evento che, impugnando il microfono, ha preso in mano le redini dello spettacolo proponendo ai presenti “Pensami”, cantata in coro dal pubblico tra gli applausi e “Piacentini in USA” dedicata a chi, ieri come oggi, lascia Piacenza fisicamente per emigrare, ma mantiene vividi nel cuore i sentimenti della nostra terra.

E’ iniziata poi la carrellata di poesie alternate alle canzoni con Alberto Bettinardi, nato in “Strè Nova” ora via Mazzini, che, con un dialetto stretto e popolare, ha recitato con entusiasmo due liriche dialettali celebri, seguito da Alfredo Lamberti, neo vincitore del Premio Faustini, che ha presentato una poesia dedicata alla Muntà dei tempi in cui, da bambino, giocava proprio su quella che era una “muntà”, discesa lastricata di sassi, ora trasformata in scalinata, sulla quale si affacciavano tanti occhi di bottega.

Luigi Ruggeri, piasintei arius di Tuna, ha descritto con la sua poesia “La murusa” le difficoltà e le gioie dei primi amori in campagna, tra biciclette, strade sterrate e tanti spostamenti da un paesino all’altro, per poi passare alla spassosissima lirica “Gh’è un cuntrast”.  

Pierluigi Carenzi si è dimostrato più attento all’attualità proponendo una rima dedicata ai problemi attuali che affliggono la nostra società, per poi stupire il pubblico con una performance canora dedicata al grande compositore Umberto Lamberti. Enzo Boiardi, più intimo ed evocativo, ha recitato le sue composizioni “La ca ‘d sass” e “Che stramlon”, mentre Luigi Pastorelli, attore oltre che poeta, ha dedicato ai presenti “Che diavul d’un vacin” e “A brass avert” traduzione in vernacolo da un racconto di Ennio Concarotti che ha vinto il premio speciale “Luigi Paraboschi”.

Infine Pietro Pizzi, volontario Auser di San Nicolò, ha declamato una rima dedicata alle emozioni del divenire nonni, concludendo la rassegna dei poeti, sempre tanto apprezzati sia per le loro composizioni in lingua o in vernacolo, sia per la capacità di comunicare al pubblico ricordi ormai lontani nel tempo, ma di cui è importante serbare l’intimo insegnamento.

Tra una rima e l’altra si sono susseguiti i cantanti, primo fra tutti Maurizio Sesenna, lo chansonnier di Piacenza dal multiforme talento che ha proposto due brani tratti dal suo recital dedicato a Domenico Modugno.

Pietro Groppi, ultimo mandolinista popolare della città, nato a poca distanza dalla Muntà, ha cantato “Me ‘m sa cher” e “Gli amici della notte”, facendo sognare i presenti con sonorità ormai perdute.

Ma l’ospite d’onore della serata è stata Claudia Cassinari, piacentina, da ben 26 anni a Bruxelles e vincitrice del Festival della canzone italiana in Belgio 2017 con il brano da lei composto intitolato “Vola”. Visibilmente emozionata ha interpretato tre brani con voce limpida e sicura, conquistando il pubblico con le sue canzoni accattivanti e la grande gioia di poter cantare per la prima volta nella sua amata città, dopo le recite alla scuola elementare Giordani. Per lei scroscianti applausi e la promessa di tornare presto ad esibirsi a Piacenza.

In prima fila spiccava Wilma Solenghi, classe 1917, pittrice, cantante, musicista che, invitata da Marilena, ha cantato “In sal lugion dal Municipal”, senza dimenticare una parola e regalando una magistrale interpretazione ai presenti: alla domanda di Marilena che le chiedeva di svelare il suo segreto di longevità, Wilma ha risposto: “…la musica per me è la vita”.

Infine, sulle note di “Tal Digh in Piasintein” saluti ed abbracci a tutto il pubblico, rose alle interpreti e la promessa di ritornare tra un anno alla Muntà per proporre altre “Poesie e serenate sotto le Stelle”.

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