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Dalla Lega Pro alla Serie A. Benevento e Spal insegnano 

Negli ultimi anni anche Carpi, Frosinone e Novara hanno assaporato la gioia della doppia promozione in serie A, senza dimenticare che Latina e Trapani hanno sfiorato negli anni scorsi la clamorosa impresa.

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La prima storica promozione in seria A del Benevento chiude una stagione della serie cadetta che ha visto come assolute protagoniste e sorprese quasi tutte le squadre neo promosse dalla Lega Pro.  

I sanniti, insieme alla Spal, hanno ottenuto una clamorosa ed inattesa affermazione, mentre il Cittadella, vincitore dei gironi di C del 2015-2016 (allenato dall’ex-biancorosso Roberto Venturato) ha chiuso con un ottimo sesto posto qualificandosi ai play-off promozione.

Unica eccezione il Pisa, arrivato come fanalino di coda ma falcidiato da gravi problemi interni societari. In poco più di un anno Benevento e Spal si ritroveranno nuovamente di fronte, stavolta non per la sconosciuta ed ininfluente Supercoppa di Lega Pro, ma per qualcosa di molto più stimolante e gratificante.

Sono sempre maggiori i casi di formazioni che fanno il doppio salto di categoria. Negli ultimi anni anche Carpi, Frosinone e Novara hanno assaporato la gioia della doppia promozione in serie A, senza dimenticare che Latina e Trapani hanno sfiorato negli anni scorsi la clamorosa impresa.

Caso limite quello della Spal che nel 2013 calcava ancora sui campi della serie D contro formazioni come Castenaso e Riccione e che ora, dopo 4 anni (anche grazie alla provvidenziale fusione con la Giacomense in Lega Pro), si ritrova a dover guardarsi da Juventus, Inter e Milan.

Sassuolo, Chievo, Crotone, Sassuolo, Spal e Benevento: la massima serie è ormai fitta a densa di realtà piccole e di provincia, che hanno fatto della programmazione, investimenti mirati ed entusiasmo dell’ambiente, uno dei capisaldi per raggiungere vette non pronosticabili.

Anni fa il passaggio diretto serie C – serie A era qualcosa di storico, ora è quasi all’ordine del giorno. Colpa senz’altro dell’abbassamento del livello dello ultime 6-7 squadre della massima serie che le ha avvicinate notevolmente alla media delle squadre cadetteria.

Il mantenimento del format a 20 squadre non aiuta di certo la qualità media, ma il merito è anche della maggiore competitività e serietà di molte realtà della terza serie, che attraverso scelte di mercato lungimiranti, politica dei giovani ed allenatori, sconosciuti ma preparati (come il caso di Semplici della Spal), riescono a saltare a piè pari la Serie B.

Quest’anno Cremonese, Venezia e Foggia (in attesa della quarta promossa che uscirà dai play-off) possono sperare e sognare una nuova stagione da protagoniste. Le altre squadre di Lega Pro possono prendere esempio dall’annata attuale per iniziare a programmare un futuro più radioso.

Anche per il Piacenza, dunque, nulla può essere precluso, a patto che non si deroghi dalla strada della programmazione pluriennale unita alle scelte azzeccate di giocatori e dirigenti.

Giancarlo Tagliaferri

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