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Foti: “Pd asfaltato in Emilia”. Calvano: “Impariamo dalla sconfitta” I COMMENTI

I commenti sui risultati dei ballottaggi a Piacenza e in Emilia - Romagna

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I commenti sui risultati dei ballottaggi a Piacenza e in Emilia – Romagna

Calvano: “Impariamo da questa sconfitta. Unità, umiltà e credibilità sono le parole d’ordine” – “Credo che oggi sia opportuno non cercare visioni consolatorie e affrontare la situazione con lo stesso tasso di realismo con cui si sono commentate tante vittorie. È stata una sconfitta. E per imparare qualcosa dalle sconfitte bisogna innanzitutto riconoscerle. Abbiamo perso in una tornata di ballottaggi in cui partivamo all’opposizione in tre comuni su cinque, Parma, Vignola e Riccione e governavamo a Piacenza e a  Budrio”.

Questo il commento del segretario del Partito Democratico dell’Emilia-Romagna, Paolo Calvano ai ballottaggi di domenica 25 giugno.

“Sono elezioni Amministrative che hanno avuto come sfondo un quadro nazionale non semplice, sia dal punto di vista politico che da quello sociale. E di questo bisogna tenere conto. Detto ciò, va rilevato che ci sono stati anche elementi locali che hanno inciso sull’esito del voto. Penso a Vignola con le dimissioni del segretario del PD nel momento in cui si decideva il candidato sindaco, a Riccione con la frattura all’interno del nostro gruppo consiliare pochi mesi prima delle elezioni e a Parma dove è mancata una ricomposizione vera di tutto il nostro campo dopo le primarie. Abbiamo provato in ogni modo a mettere delle pezze a queste situazioni, ma sempre pezze sono”.

“A queste dinamiche “di casa nostra” aggiungiamo quelle (più o meno recenti) di un centrosinistra che, soprattutto a partire dal livello nazionale, è carico di tensioni che specie nelle regioni storicamente posizionate a sinistra come l’Emilia-Romagna, le Marche e la Toscana si è riversato in un astensionismo che ha finito per avvantaggiare la destra. Perché le divisioni non danno mai un’idea di affidabilità e se la percezione è questa allora poi si capisce perché la gente non va a votare. E a Budrio e a Piacenza abbiamo pagato, non solo, ma anche questo”.

“Oltretutto – prosegue – queste elezioni sono l’ulteriore conferma che ormai bisogna giocarsela sempre, che non esistono più posizioni di rendita. Quella stagione, lo dimostrano anche studi recenti, è finita da un pezzo. E prima lo capiamo, prima saremo in grado di affrontare le sfide, consapevoli che si parte sempre da zero a zero”.

“Teniamo presente che, dove governiamo da un bel pezzo, ci viene chiesto un profilo di umiltà da un lato e di innovazione dall’altro, ancor più alto rispetto a chiunque altro, e credo che in Regione ci si stia muovendo in tal senso”.

“Già questa settimana – conclude – riunirò i segretari provinciali e i gruppi dirigenti del PD dell’Emilia-Romagna. Dobbiamo rilanciare il nostro profilo riformista, di cambiamento, la nostra capacità di parlare con le persone, di praticare e trasmettere buone attività di governo. Il PD è e resta il baricentro del centrosinistra italiano. Quando è unito. Se non siamo in grado di essere davvero una squadra, restiamo dei singoli destinati alla sconfitta”.

Foti (Fratelli d’Italia): “Pd asfaltato in Emilia – Romagna” – “Non si era mai verificato che il Partito Democratico, impegnato in cinque ballottaggi, li perdesse tutti e cinque. E’ il segno che il vento del cambiamento soffia forte in tutta l’Emilia-Romagna, i cui cittadini non ne possono più di una perpetuazione del potere fine a se stesso”.

Lo sostiene in una nota il coordinatore regionale di Fratelli d’Italia, l’on. Tommaso Foti, che aggiunge: “Il centrodestra vince in modo clamoroso il ballottaggio di Piacenza, avvicinandosi al 60% dei consensi, ed elegge i propri sindaci nei comuni di Vignola e Riccione. Ma anche dove non aveva contro il centrodestra, la sinistra frana. E’ il caso di Parma dove vince alla grande il sindaco uscente Federico Pizzarotti, che Giorgia Meloni aveva invitato a votare, e a Budrio, dove pure Fratelli d’Italia aveva invitato a sostenere  quello che è stato poi il vincitore, cioè Maurizio Mazzanti”.

“Non vi è dubbio – conclude Foti – che non siamo di fronte ad una semplice battuta d’arresto del Partito Democratico, ma ad un chiaro rifiuto da parte dei suoi elettori di una politica ondivaga e affatto chiara, tutta orientata a tutelare gli interessi di lobby ed extracomunitari ed affatto interessata ai problemi reali degli Italiani.”

Cgil: “Buon lavoro al sindaco Barbieri. Ruolo del sindacato non cambia” – “Auguriamo buon lavoro al nuovo sindaco di Piacenza, Patrizia Barbieri, e come prima cittadina rivolgiamo a lei una riflessione sulle elezioni comunali di Piacenza: l’astensione ha superato la metà del corpo elettorale, e nessun organismo istituzionale o di rappresentanza può girarsi dall’altra parte e rimanere indifferente di fronte alla disaffezione al voto che si è registrata in queste elezioni. Come ha dichiarato Barbieri dopo l’investitura ufficiale, avvicinare i cittadini alla “casa Comune” è un punto dirimente per il futuro delle politiche comunali”.

Così, in una nota, la Segreteria della Camera del Lavoro – Cgil Piacenza si rivolge al nuovo sindaco di Piacenza, Patrizia Barbieri.

“Da parte del sindacato – della Cgil e di tutta la Camera del Lavoro di Piacenza – garantiamo fin d’ora che seguiremo una strada precisa nei rapporti con l’amministrazione comunale, una strada lastricata dai problemi che si trovano oggi ad affrontare lavoratori, pensionati, disoccupati, precari e migranti”.

“Tariffe, servizi, welfare e accordi per governare contesti difficili (come quelli del comparto della logistica) sono alcuni dei temi che legano la contrattazione sociale e territoriale, i rappresentanti dei lavoratori e l’amministrazione. Il nostro ruolo non cambia: saremo un pungolo dell’amministrazione affinché vengano compiute scelte a tutela delle fasce più bisognose e fragili della cittadinanza”.

Galvani: “Ora cambi la musica in Conferenza Sanitaria” – “Durante la grande lotta dei 3 comitati nati per contrastare il piano di riordino della sanità piacentina – ricorda Bruno Galvani, presidente della Fondazione Anmil e componente del comitato Amici di Giuseppe Verdi presieduto da Valter Bulla – che tra le altre cose, prevede chiusura e trasferimento dell’Unitá spinale di Villanova, tagli all’ospedale di Fiorenzuola e Castel San Giovanni, tanti esponenti del centrodestra (tra gli altri, il consigliere regionale Tommaso Foti, il vice coordinatore regionale di Forza Italia Fabio Callori, il consigliere regionale della Lega Matteo Rancan e addirittura Matteo Salvini) sono stati al nostro fianco e anche pubblicamente hanno sostenuto in tante occasioni le ragioni degli oltre 40.000 cittadini che hanno firmato i vari appelli per contrastare quanto proposto dall’Ausl e successivamente approvato qualche mese fa nella Conferenza socio sanitaria, organismo che vede presenti tutti i sindaci dei 48 comuni piacentini, con neppure un voto in più del minimo necessario!”.

“Ora che il centrodestra ha vinto anche a Piacenza, Monticelli, Carpaneto e Bettola, se il loro impegno era sincero e non solo strumentale alla campagna elettorale, ci aspettiamo che “la musica” nella Conferenza socio sanitaria territoriale adesso cambi per davvero e la politica ritorni ad avere la supremazia sulla tecnocrazia, per il bene comune e per tutelare il sacrosanto diritto alla salute”.

“A breve ci saranno importanti decisioni da prendere nella Ctss e vedremo se la coerenza in politica esiste o se si verificherà nuovamente quanto successo con l’attuale amministrazione di Fiorenzuola d’arda. Intanto auguri di buon lavoro ai nuovi sindaci ed ai consigli comunali da poco eletti”.

Rifondazione: “Ripartiamo dall’opposizione” –  “Il ballottaggio – scrive Andrea Tagliaferri, portavoce Prc Federazione di Piacenza – conferma che i piacentini sono sempre più distanti dalla politica: con un’affluenza ben sotto al 50%, Barbieri è diventata sindaco con il voto di una minoranza di elettori (attorno al 20% degli aventi diritto). Un dato che dice una volta di più dei danni causati da leggi elettorali basate sul maggioritario e dalle politiche neoliberiste”.

“L’altro dato rilevante è l’ennesima bocciatura delle politiche renziane: il PD perde drammaticamente le elezioni dimostrando il proprio fallimento locale e nazionale. Un insuccesso in linea con quanto raccolgono un po’ dappertutto, in Europa, le forze cosiddette “riformiste” dopo avere espulso i temi dell’uguaglianza e della giustizia sociale dal proprio Dna”.

“Valutiamo con grande preoccupazione la vittoria – anche a Piacenza – di uno schieramento dai tratti esplicitamente fascistoidi e razzisti, il cui consenso è stato per l’appunto favorito dalle politiche impopolari della Giunta uscente, e per quanto ci riguarda i prossimi saranno anni di opposizione alla destra senza se e senza ma, in Consiglio Comunale e fuori dal Consiglio”. 

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