Il confronto (ridotto) in piazza: “Recuperare il rapporto coi cittadini” foto

Mi si nota di più se vengo o se resto a casa? Si può usare il celebre motto morettiano per descrivere i complessi preparativi del confronto (mancato) in piazza Cavalli tra i candidati

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Mi si nota di più se vengo o se resto a casa? Si può usare il celebre motto morettiano per descrivere i complessi preparativi del confronto (mancato) in piazza Cavalli tra i candidati a sindaco di Piacenza. 

Alla fine il dibattito pubblico c’è stato, sabato mattina sotto i portici di Palazzo Gotico, ma a ranghi ridotti. Presenti Massimo Trespidi, Sandra Ponzini e Luigi Rabuffi.

In un primo tempo pare avesse dato la propria disponibilità anche il candidato a cinque stelle Andrea Pugni, poi ritirata. 

Quanto a Paolo Rizzi e Patrizia Barbieri, hanno sostenuto di non essere stati invitati ufficialmente e comunque di aver preso precedenti impegni (la Barbieri era attesa da Matteo Salvini nella seconda passerella piacentina).

Davanti a qualche decina di persone (nelle foto), stimolati dal giornalista Mattia Motta, i tre contendenti si sono confrontati su diversi temi, rispondendo anche alle domande del pubblico.  

L’attività dell’inceneritore, la sicurezza, la scuola, lo scollamento tra cittadini e politica, la riqualificazione di via Roma alcuni degli argomenti toccati. 

Massimo Trespidi ha sottolineato il ruolo del Comune nel contesto amministrativo mutato dalla “disgraziata” riforma Delrio sulle Province: “Ricordiamoci che il nuovo sindaco di Piacenza sarà anche il sindaco dell’intera provincia”. 

Luigi Rabuffi ha affermato che “lo scollamento tra politica e cittadini si combatte con la credibilità, facendo seguire i fatti a quello che promettiamo”.

Sandra Ponzini ha fatto notare: “Mi sono candidata perché c’era da riempire un vuoto, per dare una risposta a tanti che si sono allontanati dalla politica. Penso che sia immorale spendere tante risorse per la campagna elettorale”.

Di seguito una sintesi dei tre interventi a cura degli uffici stampa dei candidati

Sandra Ponzini (Passione Civica): “Assesorato a un rappresentante comunità LGBT”. E sul confronto in piazza: “Bel momento di partecipazione popolare. Grazie a chi ha risposto e ai cittadini”
 
PIACENZA – “La mia Giunta? Sarà composta in maggioranza da donne, e ho in mente un assessorato con delega alle pari opportunità che affiderò a una rappresentante del mondo LGBT”. Così Sandra Ponzini, candidata sindaca della lista Passione Civica ha risposto a una domanda sul futuro assetto della Giunta comunale di Piacenza qualora venisse eletta sindaca di Piacenza, a margine del torneo di calcetto a sostengo di Telefono Rosa, che ha visto la lista civica arrivare in finale.

“Per fare di Piacenza la città aperta e solidale che abbiamo in mente, noi di Passione Civica, crediamo che sia arrivato il momento di lanciare un segnale forte nei confronti di quelle persone che ancora oggi, nella nostra città, vengono stigmatizzate per la loro sessualità. Per questo, una rappresentante del mondo LGBT nella Giunta comunale di Piacenza è necessaria”.

Un giornata intensa quella di passione civica, che in mattinata ha messo in scena un flash mob con suonatori ad accompagnare il volantinaggio dei candidati, prima e dopo il confronto in piazza organizzato dalla stessa Passione Civica. “E’ stato un momento di partecipazione che ha dato gioia ai presenti: vedere le persone che durante il mercato si avvicinavano, ascoltavano e ponevano le domande ai candidati senza filtro è stata, a nostro avviso, la conferma che questa campagna elettorale fatta dagli uffici marketing allontana la gente dalla politica.

Il progetto politico di Passione Civica è nato esattamente per questo: avvicinare le persone alla politica attiva. Inceneritore, qualità del lavoro, ambiente, viabilità, qualità dei servizi: i contenuti del confronto – conclude Ponzini – sono stati di qualità. Grazie a tutti i partecipanti e soprattutto ai piacentini che si sono dimostrati, se mai ce ne fosse bisogno, di essere attenti ai temi della città e con una gran voglia di partecipare”.

TRESPIDI RILANCIA UN NUOVO CONFRONTO PUBBLICO. “CHE NESSUNO SI NASCONDI DIETRO UN DITO”

Sette sedie per tre candidati: Massimo Trespidi, Sandra Ponzini e Luigi Rabuffi. Con loro si è svolto il confronto in piazza Cavalli davanti ai cittadini.

“Avrebbero potuto e dovuto partecipare tutti i candidati – ha detto Trespidi – io ho detto subito sì alla proposta di Sandra Ponzini perché credo che il primo confronto si realizzi con i cittadini. Mi spiace che ci siano sedie vuote di persone che stanno scappando dal confronto con gli elettori; la parola partecipazione è sulla bocca di tutti, poi quando è il momento di passare dalle parole ai fatti si scappa. Questo non è corretto. Mi sono candidato con coraggio fuori da ogni partito, vincolo, condizionamento.

Ho fondato il movimento Liberi proprio per questo. Oggi non ho bisogno, per girare le vie di Piacenza, di farmi accompagnare da personaggi politici nazionali. Lo faccio insieme alle persone che si sono candidate con me. E’ la gente stessa che mi riconosce e mi ferma per strada.

Nonostante 30 mila piacentini abbiano richiesto un parco pubblico alla Pertite, qualcuno qui vorrebbe costruirci il nuovo ospedale. La destra a Piacenza – attacca Trespidi – ha fatto gli accordi, per questa campagna elettorale, con la sinistra. Questo cancella la volontà dei cittadini. Nel centro destra sono tornati in campo i professionisti della sconfitta elettorale, già attivi e responsabili della sconfitta di Guidotti.

Nel centro sinistra, gli stessi che cinque anni fa hanno candidato Dosi, oggi candidano Rizzi. Per questo si scrive Rizzi ma si legge Dosi, così come si scrive Barbieri e si legge Foti. Se scrivete Trespidi, Trespidi sarà il vostro sindaco, perché il sindaco di Piacenza non sarà un partito, non potrà essere un burattino, ma una persona che sappia decidere, ascoltare e soprattutto con l’adeguata esperienza e competenza amministrativa per guidare Piacenza fuori dal declino. Vincere è una scelta, per il centro destra perdere sta diventando un’abitudine, noi a questo ci stiamo sottraendo. Noi vogliamo sottrarci a questa china che il centro destra ha assunto. Negli ultimi 15 anni l’unico candidato che ha sconfitto la sinistra è stato il sottoscritto”.

Numerose le sollecitazioni che sono arrivate dal pubblico, tra i temi l’inceneritore, la scuola, la politiche di integrazione e la graduale disaffezione dei cittadini verso la politica. “Fino a che la differenziata non arriverà a Piacenza tra il 70- 75%, non si può pensare di dismettere l’inceneritore. Fino ad allora la struttura di Borgoforte brucerà solo rifiuti piacentini”. Sul tema della scuola Trespidi ha detto che “non deve essere terreno di scontro ideologico, ma essere libera, vivere di autonomia. I protagonisti devono essere coloro che la comunità scolastica la vivono tutti i giorni, studenti, docenti, dirigenti e famiglie.

Nel nostro programma abbiamo intenzione di costruire una nuova scuola in periferia nel verde, eco sostenibile, innovativa nella didattica e nella strumentazione tecnologica.

Sul tema dell’integrazione scolastica, è nostra intenzione investire maggiori risorse per una integrazione migliore e più efficace di quella attuale partendo dall’alfabetizzazione e dell’acquisizione della lingua italiana, primo vero strumento di inclusione sociale. Occorre cambiare il sistema di rapporto tra comune e privato sociale, oggi troppo frammentato”.

Anche il tema del welfare è stato sollevato dal pubblico. “Ho in mente un welfare di sussidiarietà che dia la possibilità alle famiglie di scegliere come e dove indirizzarsi ed intercettare i bisogni di ognuno. L’Italia ha un triste primato, quello dei neet, giovani tra 15 e 25 anni che non studiano né lavorano, e degli anziani. Di questo un’amministrazione seria deve tenere conto. Un Comune non può destinare 850 mila euro per l’aumento di capitale di Piacenza Expo, quei soldi possono e devono essere investiti per aiutare chi non ce l’ha fa per non lasciare indietro nessuno e per sostenere soprattutto i nuovi poveri, le famiglie piacentine”.

Il tema dell’inquinamento non ha riflessi solo sull’ambiente ma anche sulla salute pubblica: “occorre essere concreti, siamo per la costruzione di nuovi parcheggi per liberare il centro storico dal traffico e anche per l’ospedale attuale, un parcheggio degno di questo nome. Ci impegniamo a rinnovare il parco mezzi pubblici con bus elettrici nei prossimi dieci anni e a riconvertire in sola energia pulita il riscaldamento negli enti pubblici. Questo per dare prima di tutto il buon esempio”.

Cittadini sempre più distaccati dalla politica? “I governi Monti, Letta e Renzi hanno smontato lo Stato italiano. La Provincia non ha i soldi ma ha gli stessi poteri di prima, per cui il sindaco di Piacenza sarà anche il Presidente della Provincia”. Al termine del confronto un nuovo rilancio, ancora una volta in termini di partecipazione concreta “rilancio di nuovo la proposta perché i mezzi di informazione locali abbiano il coraggio di organizzare un nuovo confronto pubblico, qui in piazza Cavalli tra la gente, perché più nessuno si possa nascondere dietro un dito”. 

Rabuffi: Cento posti in più al “Vittorio Emanuele”

 <>. La proposta è arrivata dal candidato sindaco Luigi Rabuffi (Piacenza in Comune) nel corso del confronto pubblico in piazza Cavalli a cui si sono presentati solo 3 dei 7 candidati sindaco di Piacenza. <

A Piacenza oltre il 25% della popolazione è ultra 65enne e il Comune ha il dovere di dare delle risposte alle famiglie. C’è bisogno di maggiore assistenza domiciliare, ma dobbiamo anche incrementare i posti al Vittorio Emanuele, c’è una struttura interna da cui si potrebbero ricavare 100 stanze in più>>.

Rabuffi ha anche sottolineato la necessità di destinare maggiori risorse verso l’integrazione scolastica: <>.

Sollecitato anche dalle domande dei cittadini presenti, Rabuffi ha toccato il tema dell’inceneritore: <>.

Nel corso del confronto pubblico è stato toccato anche il delicato tema di quartiere Roma: <>.  

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