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Il congedo di Dosi “Ora sostenere Barbieri e aiutarla a fare bene”

"Ora che ha vinto Patrizia, che io non ho votato avendo sostenuto Paolo, occorre sostenerla e aiutarla a far bene" scrive Dosi sul suo profilo social.

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Paolo Dosi affida a Facebook il suo saluto ai piacentini, prima di passare la fascia tricolore a Patrizia Barbieri, nuovo sindaco di Piacenza. “Ora che ha vinto Patrizia, che io non ho votato avendo sostenuto Paolo, occorre sostenerla e aiutarla a far bene” scrive Dosi sul suo profilo social.

Di seguito, il testo integrale. 

Da domattina non sarò più sindaco di Piacenza. Patrizia Barbieri inizierà la sua nuova avventura, dopo essersi aggiudicata il ballottaggio con Paolo Rizzi.

Ringrazio entrambi per la disponibilità a mettersi in gioco per interpretare un ruolo molto poco ambìto, e ricco, oggi più che mai, di problemi, grattacapi, tensioni ed insonnie. Ma anche di molti stimoli, generati dalla possibilità di conoscere tante realtà della tua città che prima non conoscevi.

Ma c’è una considerazione che vorrei condividere.

Ora che ha vinto Patrizia, che io non ho votato avendo sostenuto Paolo, occorre sostenerla e aiutarla a far bene.

Chi si rende disponibile a fare il sindaco compie tutti i giorni qualche errore. Si deve occupare di tutti i problemi che coinvolgono una comunità: urbanistica, lavori pubblici, investimenti, problemi sociali (che sono tanti e costantemente in crescita), innovazione, ricerca, politiche scolastiche e universitarie, cura del verde, bilancio, personale, politiche sportive, cultura, turismo, commercio ecc.

Tutto questo deve avvenire in concomitanza con tagli consistenti di bilancio (in cinque anni abbiamo avuto quarantacinque milioni in meno sulla spesa corrente), tagli di personale (sono entrato in consiglio comunale nel 2002 quando i dipendenti erano 1100. Oggi sono 613), tagli di dirigenti (erano 37 nel 2002. Ora sono 6), ma aumento di compiti e funzioni, che in questi anni ci sono state “generosamente” trasferite dai livelli di governo superiore.

A queste condizioni è sempre più difficile far quadrare i conti, se non tagliando i costi, contenendo le spese (anche quelle che abbiamo sempre considerato essenziali), e andando a cercare risorse in regione, in Italia o in Europa. Sapendo peraltro che i tempi per ottenere finanziamenti si sono fortemente dilatati per i maggiori controlli richiesti.

Per questo suggerisco ai miei concittadini di usare cautela prima di emettere una sentenza nei confronti di chi governa la città.

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