Il mondo della pubblicità a Piacenza, intervista a Sara Brugnoni (SantaFranca60) foto

Intervista a Sara Brugnoni amministratore e account di “SantaFranca60”, agenzia pubblicitaria di Piacenza tutta al femminile, gestita insieme alle colleghe grafiche Paola e Michela.

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Da qualche settimana Netflix ha pubblicato tutti gli episodi della serie tv Mad Men, dedicata al mondo della pubblicità negli anni Sessanta.

Un tema che ci ha incuriosito molto, e per questo motivo abbiamo deciso di intervistare Sara Brugnoni, amministratore e account di “SantaFranca60”, agenzia pubblicitaria di Piacenza tutta al femminile, gestita insieme alle colleghe grafiche Paola e Michela.

Da quanto tempo lavora nella pubblicità e come ha iniziato?
Il lavoro del pubblicitario suscitò in me grande interesse fin da subito, quando avevo 6 anni lessi su un giornalino per ragazzi un articolo che riguardava il lavoro del grafico pubblicitario e ne rimasi molto colpita. Successivamente non riuscii ad intraprendere un percorso di studi liceale a causa di problemi famigliari, ma in seguito riuscii, dopo alcuni lavoretti saltuari, a trovare un impiego di segreteria organizzativa presso un agenzia di grafica pubblicitaria e riuscii finalmente ad entrare nel mondo di cui avevo sempre sognato di far parte.

Quali sono gli aspetti più complessi e quali quelli più belli del lavoro di pubblicitario?
L’aspetto più complesso è sicuramente la gestione dei rapporti con il cliente, capire che cosa il cliente desidera veramente, aiutarlo a capire quello che vuole, perché spesso non lo sa nemmeno lui, infatti è dal confronto di più idee e dal dialogo che nascono i lavori migliori. Questo è anche uno degli aspetti più belli del mio lavoro.

Ritiene che un’agenzia che si occupi di pubblicità possa essere valorizzata o penalizzata da una piccola realtà come quella di Piacenza?
Un piccolo, ma prezioso territorio come il nostro può garantire ad un pubblicitario maggior flessibilità, ovvero può aiutarlo a non fossilizzarsi in un singolo settore della pubblicità, ma aiutarlo a lavorare in maniera trasversale e quindi acquisire più capacità, inoltre permette di avere clienti provenienti da vari settori.

Conosce la serie tv Mad Men, ambientata nel mondo della pubblicità a New York negli anni ‘60? Se sì, cosa ne pensa?
Non ho ancora avuto occasione di vederla, anche perché guardo davvero poco la televisione, tuttavia ne ho tanto sentito parlare e sarei molto curiosa di vederla.

Nel corso della serie il mondo della pubblicità negli anni ’60 viene dipinto come molto maschilista, è ancora così? E sulla base di ciò, un’agenzia pubblicitaria formata da sole donne può avere dunque un valore aggiunto?
Negli ultimi anni ci sono stati grandi passi in avanti in ambito lavorativo per le donne, tuttavia la strada è ancora lunga. Ultimamente il settore pubblicitario conta una forte presenza femminile, questo è anche dovuto ad una particolare sensibilità che hanno alcune donne, quelle in grado di mantenere la propria identità senza portarla agli eccessi oppure snaturarla. Noi siamo un gruppo di donne pubblicitarie che sono state istruite da un uomo: Valter Adami, questo ci ha permesso di soddisfare esigenze di pubblicità più maschili, come quelle del settore della meccanica.

Qual è stato il lavoro che le ha dato più soddisfazione nel corso della sua carriera?
Sicuramente i lavori per Saib S.p.A, un’azienda che produce pannelli truciolari, che investe molto nella comunicazione e con cui è molto piacevole collaborare.

Ha una pubblicità preferita tra quelle che si vedono in televisione o sulle riviste?
No, non una in particolare, tuttavia mi piace molto una tipologia di grafica che presenta sovrapposizioni all’interno delle immagini, come ad esempio un profilo femminile all’interno del quale è possibile vedere delle nubi o scene naturali.

Ha qualche consiglio per i giovani che desiderano approcciarsi al mondo della pubblicità?
Lavorare molto con il web e le nuove tecnologie, ma soprattutto credere molto in quello che si fa e in ciò che si può diventare, ponendosi meno limiti possibili, ma cercando di puntare sempre al massimo risultato.

Leonardo Chiavarini

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