Mancano i medici “Più borse di studio per la formazione”

E’ una delle richieste avanzate dall’Ordine dei Medici di Piacenza davanti alla commissione “Politiche per la Salute e Politiche sociali” della Regione Emilia Romagna nel corso dell’udienza di presentazione del Piano sociale e sanitario regionale 2017-2019.

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“CARENZA MEDICI, PIU’ BORSE DI STUDIO PER LA FORMAZIONE”. LE RICHIESTE DELL’ORDINE DEI MEDICI DI PIACENZA A REGIONE E FNOMCEO
 
Pagani e Arcelli: “Senza programmazione mirata rischio emergenza assistenziale”
 
PIACENZA, 20 giugno ‘17 – Aumentare le borse di studio per le Scuole di Specializzazione Mediche e per il Corso di Formazione Specifica in Medicina Generale. 
 
E’ una delle richieste avanzate dall’Ordine dei Medici di Piacenza davanti alla commissione “Politiche per la Salute e Politiche sociali” della Regione Emilia Romagna nel corso dell’udienza di presentazione del Piano sociale e sanitario regionale 2017-2019.
 
Un piano, fa notare l’Ordine Piacentino, nel quale non viene fatto alcun riferimento ad investimenti sulla formazione di medici. “Si sa con certezza – spiegano il Presidente Augusto Pagani e Nicola Arcelli, Revisore dei conti autore di un documento capace di raccogliere nel giro di poche ore 600 adesioni con il quale si chiede di adeguare urgentemente la formazione medica alle necessità del Sistema Sanitario Nazionale – che nei prossimi 10 anni usciranno per pensionamento dalla professione 47.300 medici specialisti, 8.200 tra medici universitari e specialisti ambulatoriali, 30.000 medici di medicina generale”.
 
Nella sola Emilia – Romagna, considerati i dati anagrafici forniti dall’ENPAM (l’Ente previdenziale per medici e odontoiatri), saranno almeno 1048 i medici di medicina generale che da qui al 2023 andranno in pensione per compimento dei 70 anni; numero al quale va aggiunta una quota variabile di altri 1302, considerando anche quei medici che potrebbero andare in pensione a 68 anni con 2 anni di anticipo. A fronte di tali dati, saranno solamente 400 circa i professionisti che in Regione verranno formati nel corso di Formazione Specifica di Medicina Generale.
 
“Da ciò – sostengono Pagani e Arcelli – l’urgenza di iniziare una programmazione precisa e mirata per non trovarsi in una vera e propria emergenza assistenziale”. “Se non verranno aumentate da subito le borse di studio per le Scuole di Specializzazione Mediche e per il Corso di Formazione Specifica in Medicina Generale – è l’allarme lanciato – fra pochi anni il Sistema Sanitario Nazionale non sarà in grado di garantire l’assistenza né sul territorio né in ospedale”.
 
“In più – aggiungono -, il ritardo nella pubblicazione del bando per l’ammissione alle Scuole di Specializzazione Medica, previsto in origine per il 30 aprile, determinerà l’inevitabile aumento del numero dei candidati, che arriverà alla cifra di 17000 medici per circa 7000 posti disponibili, rendendo ancora più difficile il completamento dell’iter formativo indispensabile per accedere alla professione”.
Vi è poi la questione dei tanti neolaureati che ogni anno lasciano l’Italia per lavorare all’estero: “Sono oltre mille su un totale di ottomila – fanno notare -, un danno non solo economico, ma di talenti e intelligenze che vanno perdute. Il nostro Sistema Sanitario deve tornare ad essere attrattivo per utenti e professionisti”.  
 
Quindi le proposte: “Riteniamo si debba mantenere il numero chiuso per l’accesso al corso di laurea in Medicina e Chirurgia e programmarlo a seconda delle necessità del Sistema Sanitario Nazionale, allo stato attuale con una rimodulazione verso il basso dal momento che il numero di accessi al corso è superiore al fabbisogno reale di medici; dall’altra parte è necessario aumentare il numero di borse di studio per le specializzazioni e per il Corso di formazione Specifica in Medicina Generale, seguendo una corretta programmazione basata su dati anagrafici certi e sulle risorse umane al momento disponibili, così da permettere al giovane laureato di poter completare la propria formazione ed essere utile ai bisogni del Sistema Sanitario Nazionale, che richiede appunto medici specialisti o di medicina generale”.
 
“Serve inoltre una stabilizzazione del precariato e un adeguamento dei salari agli standard europei. L’universalismo e l’equità delle cure, principi cardine sui quali si fonda il nostro Sistema Sanitario, passano anche attraverso la valorizzazione del medico, uno dei muri portanti di questo sistema”. 
 
“Apprezziamo – concludono Pagani e Arcelli – le aperture degli ultimi giorni sul tema da parte di Regione, con l’annuncio dell’assessore Venturi di portare la questione della formazione dei medici di famiglia in Conferenza Stato-Regioni, e Governo, con il decreto firmato dal Ministro Lorenzin che modifica le modalità di accesso al concorso per l’ammissione ai corsi di formazione specifica in medicina generale: un segno della presa di coscienza del problema ed primo passo che speriamo possa portare a modifiche più sostanziali in linea con le nostre proposte”.
 
Proposte e richieste che lo stesso Arcelli, insieme ad un gruppo di giovani medici piacentini, ha portato all’attenzione del Comitato Nazionale della Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici e degli Odontoiatri, e della Presidente Roberta Chersevani, a margine del convegno nazionale sulla medicina potenziativa tenutosi nei giorni scorsi a Piacenza. A loro la delegazione ha chiesto di farsi promotori delle istanze dei giovani medici al Ministro Valeria Fedeli ed alle autorità competenti.

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