Piacenza Calcio, si riaccende la partita per il nuovo stadio

Sul piatto pesano gli enormi oneri di manutenzione e gestione, sia straordinari che ordinari, che incidono annualmente nei bilanci di Comune e Piacenza Calcio nell’ordine di 300mila euro

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Ritorna caldo il tema del nuovo stadio di Piacenza. Già nei mesi scorsi era stato lo stesso Piacenza Calcio a riportare d’attualità il tema della costruzione di un impianto ex-novo, o in alternativa la ristrutturazione di quello attuale.

Sul piatto pesano gli enormi oneri di manutenzione e gestione, sia straordinari che ordinari, che incidono annualmente nei bilanci di Comune e Piacenza Calcio nell’ordine di 300mila euro.

Troppi per un impianto di non vecchissima data (la costruzione è degli anni settanta), ma sovradimensionato per le necessità della città e comunque mal tenuto negli anni con diversi settori chiusi al pubblico ed in condizioni strutturali-igieniche ormai non più non accettabili

DA LE MOSE ALLA MADONNINA – Erano state queste le due aree inizialmente indicate da Stefano Gatti per la realizzazione di un terreno di gioco ex-novo: la prima in prossimità del casello di Piacenza Sud, a ridosso dell’area industriale e del polo logistico, comoda per l’accesso viabilistico ma forse troppo angusta nel complesso; la seconda non lontano dall’attuale stadio, nella zona nella quale doveva sorgere la piscina olimpionica nella parte adiacente la Tangenziale, con la complessità di una viabilità di supporto (svincoli e parcheggi) tutta da reinventare.

GARILLI BIS – Alla fine è questa la soluzione condivisa da Comune e Società, con la ristrutturazione dell’attuale catino sulla scorta di quanto già effettuato a Torino con lo Juventus Stadium e ad Udine con al Dacia Arena.

Sfruttando il terreno di gioco esistente ed un urbanizzazione già completa ed efficiente, è possibile un notevole risparmio di costi e di tempo con la possibilità di una ristrutturazione “a blocchi” con senza comportare la chiusura completa dell’impianto.

Progetto già avanzato e condiviso tra le parti con una struttura leggera da 10.000 posti, con annessi supermercato e locali ricreativi. Restano da definire i nodi legati all’acquisto dell’area, attualmente di proprietà comunale ma che dovrebbe passare in capo ai fratelli Gatti attraverso un’operazione di accesso al credito sportivo che si autofinanzierebbe con i proventi di una sfruttamento più diversificato dell’impianto sportivo legato ad aspetti commerciali e ludici.

INVIMIT. Quando ormai la partita pareva giocarsi tra il Piacenza e la futura amministrazione entrante, ecco irrompere in scena a sorpresa un nuovo soggetto sconosciuto alla maggioranza. E’ la società di investimenti immobiliare del ministero del Tesoro demandata a valorizzare attraverso società di gestione create ad hoc immobili pubblici e privati.

Già in serie B si era parlato nel settembre scorso di una partnership con numerose squadre di calcio per cercare di uscire da impasse pluriennali, visto che la mancanza di fondi delle municipalità rende di fatto impossibile la realizzazione di nuovi impianti.

Ora anche Piacenza entra nei possibili beneficiari di questa nuovo modello di project financing. L’operazione è tuttavia abbastanza articolata e non di rapidissima esecuzione: l’amministrazione comunale dovrebbe infatti prima creare una Società ad Hoc partecipata conferendo come quota lo stadio, con altri possibili attori come Piacenza Calcio e Invimit stesso in qualità di soci, e successivamente indire un bando di gara per l’affidamento della gestione dei lavori (teoricamente aperto a tutti).

Il tutto utilizzando fondi del Credito Sportivo che andrebbero poi ripagati al termine dell’esecuzione dei lavori attraverso un canone annuo a carico della Sgr costituita appositamente, con l’aggiunta di un margine del 3% che sarebbe tuttavia compensato con i  proventi economici generati dal futuro stadio.

Operazione quindi sulla carta lodevole ed interessante, ma che rischia di scontrarsi con i tempi lunghi della burocrazia e con costi che potrebbero essere alla lunga superiori.

Da valutare anche se il progetto del Piacenza Calcio, già presentato al Comune, possa in qualche modo essere ancora valido e concorrenziale all’ipotesi-Reggi, oppure se vada completamente abbandonato in quanto non compatibile con le procedure Invimit.

Giancarlo Tagliaferri

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