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Rancan (Lega): “Disposizioni folli per chi organizza gli eventi”

È l’opinione del consigliere regionale della Lega Nord Matteo Rancan sulla circolare del ministero dell’Interno, che fissa le disposizioni per l’incolumità delle persone nelle pubbliche manifestazioni.

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«Se da un lato è doveroso proteggere i cittadini da eventuali attacchi terroristici durante gli eventi estivi, è oltremodo ingiusto gravare i piccoli Comuni, le associazioni volontaristiche e le Pro loco di tutti gli oneri relativi alla sicurezza».

È l’opinione del consigliere regionale della Lega Nord Matteo Rancan sulla circolare del ministero dell’Interno, che fissa le disposizioni per l’incolumità delle persone nelle pubbliche manifestazioni.

«La contraddizione che emerge – accusa l’esponente del Carroccio – è quella di un Governo che prima apre le frontiere a chiunque e poi chiede di blindare feste, concerti e sagre a spese di organizzatori spesso con ristrettezze economiche. La sicurezza contro il terrorismo non deve però essere applicata solo in occasione di certi appuntamenti di massa, ma deve cominciare dai nostri confini. A garantirla, dunque, dev’essere proprio lo Stato, che invece di farlo gioca a scaricabarile ed elabora misure e suggerimenti folli.

In primis – chiarisce Rancan – il presidio di tutti gli accessi alle manifestazioni, che in alcuni casi possono essere parecchi, con evidenti problemi per gli organizzatori. Oppure la richiesta di previsione dell’affluenza. E ancora il ritenere che nei piccoli paesi, dove presumibilmente tutti si conoscono, la popolazione del luogo possa individuare meglio atteggiamenti sospetti in mezzo a migliaia di persone provenienti da altri centri, anche lontani.

Il Governo smetta di rimpallare le proprie responsabilità ad altri soggetti e inizi a rendere sicure le nostre frontiere: se non si fa questo passo, sarà sempre elevato il rischio di attentati. E il ministro Minniti, se intende far ricadere sui Comuni la sua incompetenza, allora farebbe meglio a dimettersi».

SIAP: “LA SICUREZZA DEVE ESSERE GARANTITA DALLO STATO” – Leggo il comunicato stampa dell’amico consigliere Regionale Rancan e, sinceramente, rimango da una parte sbalordito e dall’altra rincuorato nell’apprendere che finalmente, forse, si è compreso che la sicurezza del territorio deve necessariamente essere garantita, come diritto primario, dallo Stato Sovrano. Ovvero, dalle forze di Polizia Statali – in Primis Polizia di Stato e Carabinieri”. 

Così Sandro Chiaravalloti, segretario provinciale Siap (Sindacato Italiano Appartenenti Polizia) replica alla nota del consigliere Matteo Rancan.

“Certo è che nella sicurezza partecipata i comuni devono fare la loro parte, ma negli anni, e non è cosa di oggi, grazie a scelte politiche che ho sempre giudicato scellerate, laddove si è voluto privilegiare il sindaco sceriffo agli investimenti alle forze di polizia – nessun partito politico che ha composto il Governo negli ultimi venti anni ne è immune -, ci troviamo e troveremo sempre più proiettati a subire una sicurezza urbana comunale e sempre meno statale per dare sfogo anche ad esaltazioni che sinceramente mi fanno sorridere e nello stesso tempo mi preoccupano”.

“In questo meraviglioso Paese tutti vogliono fare gli sceriffi e tutti vogliono fare i poliziotti o carabinieri, abbandonando quei territori urbanistici che garantiscono un controllo del territorio più consistente nelle scuole, nei giardini, nell’edilizia, nelle licenze, nelle residenze, nelle discariche e in tutto quello che contribuisce ad evitare il degrado ambientale”.

“Basterebbe che ognuno, orgoglioso di ciò che fa, facesse il suo in piena collaborazione, ma le ricette miracolose degli ultimi anni, a mio modesto parere, non mi sembra stiano dando buoni risultati e forse, grazie a quanto oggi scrive l’amico Rancan, è ora di ragionare sul fatto che ognuno faccia il proprio e lo faccia bene, senza formule magiche buone alle campagne elettorali che, come visto, nonostante i caroselli sulla sicurezza, alla fine il cittadino elettore non ci casca più in quanto credo voglia sempre più forze di polizia con compiti propri e in piena collaborazione, guidati da chi davvero è il responsabile della sicurezza pubblica, che a sua volta deve essere messo in condizione di operare con pieni poteri su tutte le forze di polizia che devono senza se e senza ma collaborare e non nascondersi dietro a vittimismi inutili”.

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