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Violenze sessuali ed espulsione, ma è a Piacenza e si spaccia per giornalista

La reale identità dell'uomo, un 51enne di aspetto distinto che passeggiava sul Facsal, è stata scoperta dai carabinieri della stazione di Piacenza Principale

Alle spalle accuse per violenze sessuali, sequestro di persona e un espulsione dall’Italia perché soggetto pericoloso, ma di fatto è a Piacenza dove si spaccia per giornalista con un “nuovo” cognome.

Solo grazie alla bravura e all’intuito dei carabinieri della stazione di Piacenza Principale, è stata scoperta la reale identità di un 51enne bosniaco, dall’aria distinta, su cui gravava il divieto di tornare nel territorio nazionale per 10 anni. 

Nel 2008 lo straniero si era reso responsabile di più episodi di violenza carnale e sequestro di persona a Milano, nei confronti di donne di origine straniera. Secondo quanto ricostruito all’epoca dagli inquirenti, le avvicinava presentandosi come giornalista di una nota testata lombarda, cercava di convincerle a farlo entrare in casa loro con false promesse di lavoro e poi il suo comportamento, da affabile, si trasformava in violento.

I FATTI – Lo straniero è stato notato nel primo pomeriggio di lunedì 19 giugno, mentre passeggiava sul Facsal, guardandosi attorno con fare guardingo e dando l’impressione di voler passare inosservato.

I militari lo hanno avvicinato chiedendogli i documenti, che il soggetto ha consegnato senza problemi, spiegando di essere un cittadino di origine bosniaca che lavorava come reporter freelance nel nostro Paese.

Le carte erano tutte in regola, salvo che per l’assenza del timbro relativo all’ultimo ingresso in Italia sul passaporto, motivo per cui hanno deciso di portarlo in caserma per ulteriori accertamenti.

La verifica dei documenti, inoltrati dall’Arma alla polizia locale, dotata dei software necessari alla procedura, ha confermato la loro validità.

Il 51enne si mostrava però visibilmente agitato e inoltre aveva fornito versioni discordanti sul suo arrivo in Italia, che hanno spinto i carabinieri ad insistere negli accertamenti, sottoponendolo a fotosegnalamento. 

Il passaggio si è rivelato fondamentale, poichè dalla banca dati è emerso che il soggetto, effettivamente un 51enne bosniaco, era noto in Italia con un altro cognome, con il quale aveva collezionato una lunga serie di precedenti penali.

Per i reati di violenza sessuale e sequestro è rimasto in carcere per sette anni, fin quando non ha richiesto di mutare la pena con una misura alternativa. L’istanza è stata accettata dal tribunale di Bari, che l’ha trasformata in un ordine di espulsione per motivi di pubblica sicurezza, eseguito il 22 settembre 2015, con il divieto di rientro in Italia per dieci anni.

L’uomo, una volta rientrato nel suo Paese, si era però sposato con una connazionale, assumendo il suo cognome, come è possibile fare in Bosnia. 

Poi aveva rifatto tutti i documenti, ottenendo di  fatto una nuova identità perfettamente regolare, con la quale non era possibile collegarlo ai suoi trascorsi. Probabilmente si trovava a Piacenza da poco tempo (lui ha dichiarato di essere arrivato il 14 giugno), ospite di un conoscente, all’oscuro dei suoi precdenti. 

L’intervento delle forze dell’ordine si è quindi  concluso con l’arresto del 51enne per inottemperanza all’espulsione ed allontanamento dallo stato italiano per motivi di pubblica sicurezza.

Dopo la convalida dell’arresto, è a piede libero in attesa del processo, fissato per il 30 giugno.

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