Dopo il Palabanca, il Garilli: ancora polemiche sugli impianti sportivi

Mentre per la vicenda Palabanca vi era piena sintonia tra gli utilizzatori (Lpr ed Assigeco), la questione stadio coinvolge i problematici rapporti tra Piacenza e Pro che da anni vivono in un rapporto di difficile convivenza

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E’ un’estate caratterizzata dalle polemiche intorno ai maggiori impianti sportivi piacentini.

Dopo la querelle sul Palabanca, risolta dal Comune con una sorta di proroga delle gestione affidata alla Lpr Volley in attesa nei prossimi mesi di un nuovo bando in sostituzione di quello andato deserto a giugno, è il momento dello stadio Garilli con la contrapposizione stavolta tra le due società calcistiche: Piacenza e Pro Piacenza.

Con una mossa inattesa la squadra biancorossa ha di fatto messo a disposizione le gestione dello stadio direttamente a Palazzo Mercanti a cui ora spetta la soluzione della diatriba.

Troppi per il Pro i 7mila euro di affitto a partita richiesti dei biancoross,i che significherebbe un esborso annuo di quasi 140mila euro, compresi gli eventuali match di Coppa Italia: oltre il doppio rispetto a quanto sostenuto nella passata annata.

Chiaro ed evidente l’intento dei Fratelli Gatti di rientrare della metà delle spese di gestione ordinarie e straordinarie che ad oggi sono quantificabili in 280.000 euro, anche se i rossoneri utilizzano l’impianto solo per i match interni a differenza dei cugini che hanno sede e campi di allenamento in via Gorra.

Mentre per la vicenda Palabanca vi era piena sintonia tra gli utilizzatori (Lpr ed Assigeco), la questione stadio coinvolge i problematici rapporti tra Piacenza e Pro che da anni vivono in un rapporto di difficile convivenza; non ipotizzabile che Burzoni possa accettare un sensibile impennata di costi, in considerazione del nullo incasso dai paganti e dello scarso pubblico (circa 300 spettatori di media) che riempie solo una parte della tribuna centrale con il resto dello stadio chiuso.

D’altra parte il Piacenza ha necessità di coprire le ingenti spese si gestione di una struttura sovradimensionata e certamente non di “primissimo pelo” che pregiudica quasi del tutto gli introiti dalla vendita dei biglietti

E’ probabile che l’ingresso del comune nelle trattativa possa portare ad una mediazione tra le parti per arrivare all’accordo su un canone in grado di rappresentare una via mediana tra domanda ed offerta: il Piacenza ha infatti interesse a sub-affittare al Pro lo stadio per coprire parte delle spese e il Pro
non può certo pensare di andar via da Piacenza per non perdere quel poco seguito di cui dispone.

Senza dimenticare il terzo giocatore della partita, quel Comune che non pare avere idea di farsi carico degli oneri di gestione del Garilli nel caso in cui i fratelli Gatti rinuncino al diritto acquisito con il bando aggiudicato a giugno.

Giancarlo Tagliaferri

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