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Grandi applausi per “Il Trovatore” in S.Agostino 

La ministagione lirica estiva piacentina ha avuto inizio ieri sera nella Chiesa di Sant’Agostino (Piacenza) con la messa in scena de “Il Trovatore” di Giuseppe Verdi. Proseguirà e terminerà lunedì prossimo con la rappresentazione de “La Cavalleria Rusticana” di Pietro Mascagni.

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La ministagione lirica estiva piacentina ha avuto inizio ieri sera nella Chiesa di Sant’Agostino (Piacenza) con la messa in scena de “Il Trovatore” di Giuseppe Verdi. Proseguirà e terminerà lunedì prossimo con la rappresentazione de “La Cavalleria Rusticana” di Pietro Mascagni.

L’importanza dell’avvenimento non è tanto nel livello artistico (peraltro buono) dell’opera, ma nel recupero funzionale di un patrimonio artistico ed architettonico di questa enorme chiesa-monastero del 16° secolo, senz’altro uno dei più importanti complessi rinascimentali dell’Emilia.

Il successo è stato addirittura clamoroso: tanta gente, tanta sorpresa, tanti consensi e tanti applausi hanno salutato la fine della rappresentazione fiore all’occhiello della “Tampa Lirica” , organizzatrice della manifestazione, ed in particolare del suo presidente dr. Carlo Loranzi a cui va riconosciuto l’idea e l’audacia dell’iniziativa grazie anche all’apprezzabile sensibilità dimostrata dall’Agenzia del Demanio presieduta dal direttore Roberto Reggi e da altri sponsor, prima fra tutti la Banca di Piacenza, sempre attenta e sensibile alla valorizzazione dei beni culturali della  nostra città.

L’ESECUZIONE – Alla presa con il grave problema dell’acustica, gli interpreti hanno superato brillantemente l’ostacolo, fornendo una prestazione convincente e coinvolgente.

In modo particolare sono piaciute le due donne protagoniste; ovvero la Leonora di Svetlana Kalinichenko, soprano dal nobile timbro vocale e musicalmente impeccabile, passata con estrema disinvoltura e pare efficacia dal ruolo di Gilda a quella drammatico dell’amante di Manrico.

Applausi prolungati e meritati anche per la mezzosoprano Claudia Forte, un’Azucena sempre in tono, sia vocalmente che scenicamente: Dei protagonisti il tenore messicano Hector Lopez, ingaggiato all’ultima ora al posto dell’impossibilitato Profeta, mentre era in viaggio per Torre del Lago per Tosca, è andato in crescendo terminando in gran bellezza.

Questa strana ed inconsueta acustica  -ci dirà al termine il simpatico e gentile messicano – inizialmente mi ha procurato parecchi problemi. Poi mi sono abituato ed è andata sempre meglio…” Se il baritono Marzio Giossi è apparso nel complesso un Conte di Luna convincente, i due protagonisti piacentini Juliusz-Loranzi ed Andrea Galli sono andati oltre le aspettative esibendo linee di canto ancora fresche ma già ben educate.

In modo particolare il basso Loranzi, alle prese con un personaggio senz’altro più impegnativo della sua iniziale carriera (22 anni),  ha confermato una  crescita artistica davvero interessante.

Positiva la regia alle prese con mille difficoltà e bene coro e musicisti diretti dal maestro Stefano Giaroli con esperienza e concretezza. “Il problema dell’acustica esiste – ammetterà il maestro – ma i pannelli sono risultati  efficaci e qualche volta addirittura propizi. E’ molto importanze la presenza di  molte persona perchè ogni persona attenua l’effetto di rintronatura”.

A conclusione sta al protagonista numero uno della serata, Carlo Loranzi.: “I giudizi dovete darli voi ma sono molti i motivi per essere soddisfatti. Adesso attendiamo lunedì per vedere l’esito della seconda parte anche se un fatto è certo: questo meraviglioso e grandioso edificio andava recuperato e consegnato alla città. Auguriamoci non resti un caso isolato e che altri edifici possono essere riportati al loro antico splendore.”

Luigi Carini

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