Rancan (Lega): “Evitare la chiusura della polizia postale di Piacenza”

"Non si coglie - afferma - alcuna argomentazione valida al fine di supportare la soppressione"

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“La Giunta regionale si impegni e si faccia portavoce presso il Ministero dell’Interno per il mantenimento della sezione di Polizia Postale sita nel Comune di Piacenza”.

Lo chiede il consigliere regionale della Lega Nord e segretario dell’ufficio di Presidenza, Matteo Rancan, evidenziando che “ad aprile il Ministero dell’Interno ha presentato alle organizzazioni sindacali il documento ‘Nuova architettura Polizia Postale e delle Telecomunicazioni’ che nell’ambito della razionalizzazione dei presidi di polizia prevede la soppressione di numerose Sezioni di Polizia Postale in tutto il territorio nazionale”.

“La soppressione delle sezioni di Polizia Postale – spiega Rancan – interesserà anche quella sita nel Comune di Piacenza, mentre verranno mantenute in Regione, oltre alla sede di Bologna, quelle di Parma, Ferrara e Rimini, così come si evince dall’ultimo incontro tra i vertici del Ministero e i sindacati del 20 luglio scorso”.

“Come denunciano i diversi sindacati di Polizia – continua -, non è possibile cogliere alcun criterio oggettivo nella selezione operata per il mantenimento o la soppressione delle singole sezioni di Polizia Postale e non si coglie alcuna argomentazione valida al fine di supportare la soppressione della sezione di Polizia Postale di Piacenza”.

“Per questo – conclude – invito la Giunta a impegnarsi e farsi portavoce presso il Ministero dell’Interno per il mantenimento della sezione di Polizia Postale sita nel Comune di Piacenza”.

IL SAP: “NESSUN RISPARMIO DALLE CHIUSURE” – Sul tema interviene con una nota anche il segretario provinciale del Sap (Sindacato Autonomo Polizia) Ciro Passavanti: “A chiudere dovevano essere inizialmente 97 sezioni, poi 74, poi 67, poi, poi, poi…sempre meno. A rimetterci le “ossa”, ovviamente sarebbero i più deboli, politicamente parlando. E non ci vengano a parlare di importanza strategica”.

“Nei precedenti governi (2012) si ventilava la chiusura di presidi di polizia con “tagli” pari a circa 65 milioni di euro. In realtà, quei progetti (da noi sempre avversati) sapevano solo di “epurazione” dei presidi di polizia sul territorio e quindi della sicurezza dei cittadini e dei diritti del personale, anziché procedere a tagliare i ridondanti posti di funzione, laddove in esubero”.

“E infatti – prosegue -, poco tempo dopo i famosi tagli delle province prima e delle prefetture dopo, avrebbero confermato che le idee ed i progetti in questo Paese possono cambiare di giorno in giorno”.

“Come allora, anche oggi ribadisco che i risparmi ottenuti dalla chiusura delle articolazioni della Polizia Postale sarebbero pari a zero euro. Il tutto corrisponderebbe unicamente ad una logica organizzativa degli Uffici e non ad economie alcune! Ma quale logica esiste se a seconda dell’entità politica territoriale al Dipartimento continuano a regalare “bonus”? Dietro a quegli sterili numeri o giochi di prestigio però, ci sono persone, uomini e donne, famiglie, cittadini, realtà territoriali spesso estremamente difficili che non possono essere affrontati solo con una logica di potere a discapito dei malcapitati di turno”.

“Le sorti della sicurezza di questo Paese e dei diritti dei lavoratori – conclude Passavanti – sono molto di più di un gioco”.

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