Una sorprendente “Cavalleria Rusticana” in S. Agostino  foto

Un successo oltre le più rosee aspettative ha arriso alla seconda opera in programma nella basilica di Sant’Agostino a Piacenza, davanti ad un pubblico assai numeroso ed entusiasta

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Un successo oltre le più rosee aspettative ha arriso alla seconda opera in programma nella basilica di Sant’Agostino a Piacenza, davanti ad un pubblico assai numeroso ed entusiasta, onorato dalla presenza di autorità quale il prefetto, Anna Palombi ed il comandante dei Carabinieri Colonnello Corrado Scattaretico.

La “Cavalleria Rusticana” di Pietro Mascagni ha conquistato tutti per la soave bellezza musicale e per la qualità degli interpreti.

Il tutto in un ambiente fortemente suggestivo tra archi, colonne e cupole, che la felice regia ed i costumi di Artemio Cabassi ha saputo intelligentemente sfruttare per esprimere l’asprezza del dramma tratto da una novella di Giovanni Verga.

La musica di Mascagni, a volte popolare ed a volte raffinata ma sempre uniforme nel seguire la drammatica vicenda dove la gelosia, il tradimento e la vendetta sono gli elementi preponderante di questo dramma, è sempre coinvolgente e trascinante in una cascate vorticose di note che tocca le corde anche più ruvide dello spettatore.

Grande merito, dunque, alla Tampa lirica di Carlo Loranzi ideatrice e realizzatrice di questa straordinaria iniziativa sia di livello artistico che culturale che promuove il patrimonio storico architettonico della nostra città con un’arte, quella operistica altamente popolare, a dimostrazione che la lirica, se portata tra la gente (ed a prezzi contenuti) potrebbe godere di un formidabile rilancio.

L’unico problema consiste nel far conoscere il libretto allo spettatore visto che, a differenza del teatro, non si possono far scorrere le scritte.

L’ESECUZIONE – Definirla sorprendente è senz’altro limitativo. Se del baritono Marzio Grossi (compare Alfio) già si conoscevano affidabilità vocale e padronanza scenica, la Santuzza della giovane Alessandra Floresta ed il Turiddu del siciliano Alberto Profeta hanno conquistato pubblico e critica per bellezza ed intensità vocale, per correttezza musicale e per capacità interpretative.

Pur alle prese con difficoltà d’acustica i loro attacchi ed i loro legati sono sempre stati puliti e puntuali. Per una ragazza ancor molto giovane come la milanese Floresta non sono qualità trascurabili.

Appropriate e ben in ruolo la Lola di Stefania Ferrari e Mamma Lucia di Leonora Sofia.

Un particolare plauso va al coro ed all’orchestra diretta dal maestro Stefano Giaroli capace di cogliere ed esaltare ogni vibrazione dello spartito quasi addomesticando anche gli echi di una acustica tutta particolare.

LA VOCE DEI PROTAGONISTI – La d.ssa Cristina Ferrari, direttrice artistica della Fondazione Teatri, non esprime giudizi sui cantanti ma si limita a sottolineare: ”Si è trattato di una splendida aggregazione tra lirica e gente popolare. Nella sala gremita ho notato tante facce nuove che normalmente non si vedono a teatro; e questo è un gran bel segnale”.

Il Colonnello Scattaretico è addirittura raggiante: “Bello, davvero un bello spettacolo che mi è piaciuto molto, specie i due interpreti principali”. Ancor più soddisfatta sarà poi la moglie quando dallo stesso Profeta saprà che è suo concittadino di Palermo.

Il tenore Alberto Profeta, infatti, è siciliano di Palermo, ha 39 anni ed una gran bella voce (oltre ad uno splendido fisico). Come mai un cantante così bravo e vocalmente dotato non è nel giro dei grandi teatri? “Non sono ancora entrato nel giro giusto. Non ho alle spalle un’agenzia che conta e così devo fare ancora gavetta, anche se l’attività fortunatamente non mi manca”.

Avrebbe dovuto fare il Trovatore invece l’abbiamo …trovato in  Cavalleria: “Il giorno prima è mancata mia suocera e non potevo lasciare la moglie sola con 5 figli. Comunque stasera sono veramente contento: ho trovato una compagnia di canto eccezionale. L’acustica? Sì, all’inizio è un po’ fastidiosa, ma poi ci si abitua.”

La giovane e carina Alessandra Floresta è contenta, soddisfatta e sorpresa: ”Sono davvero ancora molto emozionata. Non mi aspettavo un successo così caloroso. Era la prima volta che cantavo un’opera così impegnativa ed in più in un ambiente così particolare. Sono milanese e non ero mai venuta a cantare a Piacenza. Oggi ho visitato il teatro Municipale: stupendo”. In futuro è facile che torni nel teatro Municipale; questa volta, però, non come turista.

Luigi Carini 

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