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Hartmann, Beisso, Perotti: tris di musicisti per l’Appennino Festival

I prossimi appuntamenti in calendario celebrano i repertori classici del Settecento, ma anche quelli dei cantori erranti dell’Appennino, mescolando la tradizione dei compositori delle grandi corti europee allo spirito delle feste

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Christoph Hartmann, Bernardo Beisso, Federico Perotti. È un tris di talentuosi musicisti quello che l’Appennino Festival schiera in campo per i prossimi appuntamenti in calendario che celebrano i repertori classici del Settecento, ma anche quelli dei cantori erranti dell’Appennino, mescolando la tradizione dei compositori delle grandi corti europee allo spirito delle feste.

Bernardo Beisso, cantore storico delle Quattro Province, è il protagonista dell’appuntamento dell’Appennino Festival in calendario giovedì 17 a Morfasso alle 21.15: per l’occasione sarà lui, voce e musicista dello storico gruppo dei Banda Brisca, a esibirsi insieme al coro Eco della Valle di Farini per celebrare le avventure degli antichi musicisti erranti dell’Appennino.

Beisso è uno dei cantori storici dell’Appennino: ha iniziato a suonare nel 1965, diventando un vero cantastorie, e con i Banda Brisca ha sviluppato una ricerca sulle danze della cultura tradizionale dell’europa occidentale del Piemonte, dell’Occitania, della Bretagna, della Guascogna. Ad accompagnare Beisso sarà il coro Eco della Valle, nato nel 2001 dal desiderio dei componenti e dalla passione di don Piero Zanrei, primo direttore del gruppo vocale, e attualmente guidato dal maestro Graziano Beluffi.

Venerdì 18 nella chiesa di Pradello di Bettola alle 18 è in programma il concerto dell’oboista dei Berliner Philarmoniker Christoph Hartmann che sarà accompagnato da Federico Perotti alla spinetta.

L’evento offrirà l’occasione di ascoltare un raro repertorio classico del tardo Seicento e dell’inizio Settecento proposto da un talento internazionale come Hartmann e da un fine musicista come Perotti, entrambi già più volte ascoltati e apprezzati dal pubblico dell’Appennino Festival.

Per l’occasione si potrà anche visitare il magnifico torrione medievale nel quale, secondo la tradizione, sarebbe nato Cristoforo Colombo: a ricordarlo c’è un piccolo museo di memorie colombiane.

Venendo ai protagonisti del concerto, Hartmann ha ottenuto diversi primi premi in importanti concorsi internazionali: Tolone, Ginevra e Tokyo. È diventato docente alla Musikhochschule di Monaco e nel 1991 ha ricoperto il ruolo di 1° oboe nell’orchestra di Stoccarda per poi approdare, un anno più tardi, nei Berliner Philarmoniker. Qui è divenuto anche docente presso l’Accademia della medesima orchestra.

Nel 1999 ha fondato il festival di musica da camera “Landsberger Sommermusiken” al cui interno è nato l’Ensemble Berlin, formazione cameristica interna ai Berliner da lui diretta.

Perotti, classe 1993 e un diploma in Organo e composizione organistica e uno in Composizione al conservatorio Verdi di Como, ha già scritto un’opera lirica e un centinaio di adattamenti eseguiti in Germania, Svizzera e Italia; attualmente dirige l’ensemble Vox Silvae dal 2015 ed è organista in San Sisto a Piacenza, nel monastero benedettino di San Raimondo e nelle parrocchiali di Saliceto di Cadeo e Ponte dell’Olio.

Infine sabato 19 a Ferriere alle 21 è in programma “Suoni della Valnure”, la festa musicale con i cori spontanei e gli strumentisti tradizionali della vallata: diversi saranno i protagonisti che si alterneranno sul palcoscenico di Ferriere per dare voce ai repertori musicali, alle danze e ai canti che nel corso dei secoli si sono trasmessi di generazione in generazione.

Ci saranno i cori, i duetti, i fisarmonicisti che in più di un’occasione il pubblico dell’Appennino Festival ha imparato a conoscere e apprezzare. Ma soprattutto ci sarà la musica che sarà la vera protagonista di una festa vissuta come nel tempo che fu.

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