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In serata black out in città, terza allerta rossa per il caldo previsioni foto

Per il terzo giorno consecutivo l’Agenzia regionale per la Sicurezza territoriale e la Protezione civile, sulla base dei dati previsionali del Centro funzionale Arpae E-R, ha emesso una Allerta Rossa

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Per il terzo giorno consecutivo l’Agenzia regionale per la Sicurezza territoriale e la Protezione civile, sulla base dei dati previsionali del Centro funzionale Arpae E-R, ha emesso una Allerta Rossa per temperature estreme e forte disagio bioclimatico. 

Il documento ha validità per tutta la giornata di sabato 5 agosto e indica una situazione sostanzialmente stazionaria nelle successive 48 ore.

BLACK OUT IN SERATA A PIACENZA – Un’interruzione dell’energia elettrica in alcune zone del centro Piacenza si è registrato nella serata di venerdì 4 agosto: dopo le 20 e 30 tra via Palmerio, Viale Malta e via Taverna, e anche in parte dello Stradone Farnese su è verificato un black out,  probabilmente causato dal massiccio utilizzo di impianti di condizionamento, le cause tuttavia sono al vaglio della rete di distribuzione. Al buio alcune strade, abitazioni private e anche la questura di Piacenza.

Persistono l’alta pressione e l’anticiclone africano, che spinge aria calda da sud-ovest. Solo la montagna emiliana occidentale risulta al riparo. Si prevedono temperature intorno ai 38° nei capoluoghi, fino a 33° lungo la fascia costiera. Tuttavia, alcuni segnali fanno ritenere che dal pomeriggio-sera di domenica il campo di alta pressione possa attenuarsi, provocando un percettibile calo delle temperature.

Rispetto al documento di ieri, la nuova Allerta modifica varie attribuzioni del “codice colore”. VAI ALLA MAPPA

In particolare, si riduce il numero delle Sottozone colorate di Rosso ma sono interessati tutti i territori provinciali, per complessivi 167 Comuni (erano 238 con l’Allerta precedente).

Si allarga, invece, l’attribuzione del Codice Arancione a 7 Sottozone pari a 121 Comuni – erano solo 33 con l’Allerta precedente.

Codice Giallo, infine per 32 Comuni.

Innanzitutto nei centri urbani e nelle pianure interne, questa persistente ondata di calore può comportare gravi pericoli per le categorie a rischio. Condizioni di scarsa ventilazione, forte umidità (in crescita al pomeriggio e in serata), temperature minime notturne sopra i 25 gradi; l’assenza di recupero notturno prolunga e aggrava le condizioni di disagio e di stress per l’organismo.

Dal pomeriggio di oggi, venerdì 4 agosto, è previsto un rinforzo di venti nell’ Appennino  con il conseguente aumento dell’indice di suscettività incendi.

L’Agenzia per la Sicurezza territoriale e la Protezione civile, in stretto raccordo con Arpae E-R, seguirà l’evoluzione dei fenomeni; si consiglia di consultare l’Allerta e gli scenari di riferimento sulla piattaforma web: https://allertameteo.regione.emilia-romagna.it.

L’ANALISI DI ARPAE (vai al sito)

I dati di questi giorni ci dicono che stiamo vivendo una delle più intense onde di calore dall´inizio delle osservazioni strumentali. E’ ancora prematuro fare un bilancio generale, anche perchè oggi è previsto il picco e le temperature potrebbero salire ancora localmente, specialmente in Romagna. Tuttavia, ad un primo esame, ermegono alcuni elementi di sicuro rilievo che riguardano la durata, l’intensità (dei valori massimi, minimi e medi) e l’interessamento dell´area appenninica.

Durata: 4 giorni (da martedì a venerdì) con temperature prossime o superiori ai 40° in alcune zone di fondovalle appenniniche e di pianura è sicuramente un dato record

Intensità: In molte località le massime hanno superato la soglia dei 40°C, in molti casi superando i precedenti record storici. Anche le minime sono state elevatissime e probabilmente da record anch´esse, oscillando intorno ai 30°C, soprattutto nella fascia collinare e nelle città. Complice la persistenza di uno strato molto caldo e secco (20-30% di umidità relativa) nei primi 500m di atmosfera dove la temperatura rimane sempre sopra i 30°C anche di notte, come rilvato dal radiosondaggio di S. Pietro Capofiume.  

Proprio la presenza di questa particolare alternanza di strati molto caldi anche in quota ha determinato dei fenomeni d´inversione (più tipici dell´inverno) con temperature localmente più alte in montagna e in collina rispetto alla pianura, soprattutto nella fase iniziale dell´onda di calore. Anche in alta quota si sono registrati valori estremi, ad esempio la stazione meteo di Lago Scaffaiolo (a 1794m) ha registrato una massima di 24.4°C, un grado in più rispetto al precedente record.

Infine come ulteriore elemento indicatore. Il confronto con la storica estate del 2003, ritenuta eccezionale, mostra che fino all´inizio di agosto le temperature del 2017 si sono mantenute su quei livelli (ad esclusione della prima parte di giugno più fresca) mentre questi ultimi giorni presentano valori termici nettamente superiori al picco dell´agosto 2003.

Se l’estate 2017 scalzerà il ricordo del 2003 dipenderà da cosa succederà nelle prossime settimane e le previsione a lungo termine indicano, che dopo un momentaneo abbassamento nei prossimi giorni, potrebbe tornare ancora una fase di caldo.

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