Piroli e Buscarini (Pd) “Caos immigrazione dovuto alla Bossi – Fini”

Comunicato stampa delle consigliere comunali Pd Giulia Piroli e Giorgia Buscarini 

Comunicato stampa delle consigliere comunali Pd Giulia Piroli e Giorgia Buscarini 

Piacenza – Le consigliere comunali del Partito Democratico, Giulia Piroli e Giorgia Buscarini, si uniscono alla condanna delle espressioni usate su Facebook da Abid Jee, ritenute «incompatibili con il suo lavoro di mediatore culturale. Non ci può essere alcuna tolleranza verso chi ha scritto frasi così gravi. È un individuo pericoloso. L’atroce stupro di Rimini sta facendo emergere nei commenti in rete tutta la violenza becera che c’è in alcuni uomini, italiani e stranieri, contro le donne».

Poi rispondono alle dichiarazioni della Segreteria provinciale della Lega Nord, che ha tacciato di “follia” le politiche dei governi di centrosinistra “che aprono le porte a un’accoglienza sregolata e senza limiti”.

«La verità non sta nella demagogia del centrodestra, ma nelle conseguenze pratiche e amministrative delle norme emanate negli ultimi anni. E la legge che ha complicato la gestione dei flussi migratori, incentivando lo sfruttamento degli esseri umani e il sovraffollamento burocratico, è proprio la Bossi-Fini, scritta e voluta dall’attuale Presidente a vita della Lega Nord Umberto Bossi», spiegano le due esponenti del Pd.

«La rabbia di cui parla il Carroccio non scaturisce dalle azioni del centrosinistra – che, anzi, sta proprio mettendo una pezza all’emergenza -, ma dalle modifiche attuate durante il Governo Berlusconi in merito al “Testo Unico delle disposizioni circa la disciplina dell’immigrazione e norme sulla condizione dello straniero”.

La legge Bossi-Fini, diretta espressione della propaganda leghista, ha di fatto legato il permesso di soggiorno al lavoro in maniera assurda: per ottenere un impiego occorre il permesso di soggiorno, ma per avere quest’ultimo serve un lavoro – aggiungono Piroli e Buscarini -. In questo modo, è cresciuto il lavoro nero (senza il versamento dei contributi) e lo sfruttamento, con il ricatto di regolarizzare la permanenza sul territorio.

Per un migrante, dunque, risulta sostanzialmente impossibile stabilizzarsi, a meno di provare a percorrere la strada della richiesta d’asilo. A causa di questa legge e della relativa ossessione a sfondo razzista dell’invasione, è stato messo in campo un inutile apparato repressivo che complica la creazione di canali di migrazione legale». 

«Il Ministro dell’Interno Minniti, con grande capacità istituzionale, sta finalmente agendo in modo chiaro ed efficace: gli sbarchi sono diminuiti, sono state introdotte delle regole e l’accordo fatto con la guardia costiera libica funziona.

Il Decreto Minniti ha introdotto la nascita di nuovi Centri di permanenza per il rimpatrio nelle Regioni, la riduzione dei tempi per la richiesta d’asilo, la possibilità per i richiedenti di svolgere lavori di pubblica utilità gratuiti e volontari e lo stanziamento di 19 milioni di euro per garantire l’esecuzione delle espulsioni. Fatti e non parole. Differentemente da altri».

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