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Spaccio di stupefacenti in 4 province, “capobanda” estradato in Italia

Era stato rintracciato a maggio a Valona, in Albania, dove si era rifugiato nascosto da un alias; utilizzava due vetture radiate dal Pra italiano

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E’ stato estradato in Italia e si trova ora in carcere a disposizione dell’autorità giudiziaria il 36enne albanese, latitante dall’agosto 2015, arrestato nelle scorse settimane a conclusione di una importante operazione antidroga condotta dai carabinieri del nucleo investigativo di Piacenza.

L’uomo era considerato a capo di una pericolosa banda attiva, oltre che nel piacentino, nelle province Novara, Alessandria e Pavia: aveva fatto perdere le sue tracce due anni fa, dopo l’emissione da parte della Procura nei suoi confronti di una ordinanza di custodia.

Era stato rintracciato a maggio a Valona, in Albania, dove si era rifugiato nascosto da un alias; utilizzava due vetture radiate dal Pra italiano.

Grazie alle indicazioni fornite dai militari piacentini in collaborazione con l’Interpol, la polizia albanese lo aveva raggiunto nella sua abitazione dalla quale aveva tentato di fuggire prima di arrendersi.

L’autorità albanese ne ha concesso la consegna in esecuzione del mandato di arresto europeo emesso nei suoi confronti.

Atterrato in Italia da Tirana nelle scorse ore, si trova al momento nel carcere romano di Rebibbia: sarà giudicato dal Tribunale di Novara, provincia nella quale si è verificato l’episodio più importante di spaccio del quale deve rispondere.

Era lui, secondo gli inquirenti, a conoscere i canali di approvvigionamento e a procurare lo stupefacente che sarebbe poi stato smerciato dagli altri componenti della banda.

Sei le persone che con lui erano finite in manette al termine delle indagini, avviate nel 2014 dai militari piacentini nell’ambito dell’inchiesta sulla cosiddetta “banda del grimaldello bulgaro”, accusata di una cinquantina di colpi messi e segno in abitazioni private, aziende, case di cura, supermercati e negozi “compro oro” di sei province del Nord Italia, ma soprattutto nel piacentino, che avevano fatto emergere anche un giro di stupefacenti.

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