Discoteche sicure, accordo in Prefettura. Ecco i doveri dei gestori foto

Tra i punti cardine dell'intesa più controlli, promozione del rispetto della legalità, lotta alle attività abusive e promozione dell'utilizzo del defibrillatore. L'accordo adatta alla realtà piacentina il protocollo del 2016 voluto dall'ex ministro dell'Interno Angelino Alfano

“Divertirsi è lecito, farsi del male no”.

Queste parole del prefetto Maurizio Falco sintetizzano il protocollo sottoscritto oggi nel palazzo di via San Giovanni, tra rappresentanti delle forze dell’ordine, sindacato dei locali da ballo, associazioni di categoria e servizi di vigilanza privata in forze a Piacenza. 

L’accordo adatta alla realtà piacentina il protocollo del 2016 voluto dall’ex ministro dell’Interno Angelino Alfano, e mira a definire una cornice di collaborazione tra tutti gli attori coinvolti, perché, ricorda il prefetto Falco “occorre lavorare insieme per la sicurezza”.

Quindi più controlli, promozione del rispetto della legalità tra i frequentatori dei locali, lotta alle attività abusive, sia per quanto riguarda le infrastrutture sia sotto il profilo gestionale, promozione dell’utilizzo del defibrillatore sono tra i punti cardine dell’intesa.

“Non sono accordi formali, – evidenzia il Prefetto Falco – monitoreremo l’efficienza di questo protocollo: si tratta della salute dei nostri figli”.

“La situazione piacentina è buona – afferma Roberto Carbonetti (Silb Piacenza) – in quanto tutte le norme contenute del protocollo sono uno standard adottato ormai da tutti i locali; l’intesa è importante perché serve ad evidenziare quei locali che sono nell’ombra e non adottano questi sistemi di sicurezza”.

Ecco gli obblighi per i gestori (SCARICA IL PROTOCOLLO INTEGRALE)

– collaborare con le Forze di Polizia e, in particolare, a segnalare tempestivamente eventuali situazioni di illegalità o di pericolo per la sicurezza e l’ordine pubblico di cui vengano a conoscenza presso gli esercizi;

– regolamentare l’accesso e la permanenza all’interno dei locali attraverso la preclusione dell’ingresso a persone pericolose per l’ordine e la sicurezza pubblica, con riferimento alle condotte non consentite, che costituisce parte integrante e sostanziale del presente Protocollo, al fine di prevenire comportamenti a rischio da parte della clientela e preservare all’interno dei locali un clima di sano divertimento. Tale regolamentazione, resa nota alla clientela attraverso appositi avvisi affissi all’ingresso dei medesimi, dovrà contenere le prescrizioni stabilite nell’Allegato medesimo;

– affidare i controlli finalizzati al rispetto della regolamentazione di cui al punto precedente, all’ingresso dei locali e al loro interno, esclusivamente a personale autorizzato e formato ai sensi del Decreto del Ministro dell’Interno 6 ottobre 2009, tenuto conto della capienza di ciascun esercizio delle sue caratteristiche logistiche e della sua abituale frequentazione;  solo nel caso di prevedibile e consistente afflusso di pubblico (ad esempio un evento musicale o di intrattenimento che richiami affluenza di pubblico) il numero degli addetti da impiegare sarà  concordato con la  locale Questura;

– valutare l’installazione, all’interno dei locali e agli ingressi, in caso di obiettivi e persistenti elementi di rischio, di apparati di video-sorveglianza gestiti dai titolari degli esercizi tramite i citati addetti ai servizi di controllo, per le finalità di cui al citato Decreto del Ministro dell’ Interno 6 ottobre 2009, o da istituti di vigilanza privata, nel rispetto delle norme stabilite a tutela della riservatezza;

– dotarsi volontariamente, previ contatti con il Progetto Vita Onlus di Piacenza, di defibrillatore automatico esterno (DAE) da sistemare all’interno dei locali di pubblico intrattenimento in posizione visibile ed accessibile, da tenere efficiente mediante periodica manutenzione;
segnalare alle Forze di Polizia territorialmente competenti un referente della sicurezza per ogni opportuno contatto nell’ambito della collaborazione prevista per ciascun locale gestito da associati aderenti al presente Protocollo d’intesa;

– prevedere che almeno un addetto ai servizi di vigilanza o altro dipendente dei locali che aderiranno al presente Protocollo d’intesa, possa frequentare con profitto, entro sei mesi dalla sua sottoscrizione, presso la Croce Rossa Italiana o altro organismo similare, un corso di formazione di primo intervento sanitario (se non effettuato ) e di operatore DAE al fine di garantire in casi di emergenza un primo presidio per la tutela della salute dei frequentatori;

– assicurare che il personale addetto ai servizi di controllo ed il personale che ha frequentato un corso di formazione di primo intervento sanitario e di operatore DAE sia visivamente ben individuabile;

– valutare l’impiego, con mansioni di supporto a ciascuno degli addetti ai controlli regolarmente iscritti nell’elenco prefettizio ( secondo quanto previsto Decreto del Ministro dell’Interno in data 24 novembre 2016) , di personale non ancora incluso nel citato elenco, ma per la cui iscrizione sia stata  presentata istanza alla Prefettura.

Per  il predetto personale devono ricorrere, comunque, le condizioni di cui all’art. 1 lettere a), b) e c) del citato Decreto del Ministro dell’Interno in data 24 novembre 2016. Tale personale deve essere, inoltre, in possesso di contratto di lavoro subordinato con il gestore del locale o con gli istituti autorizzati a norma dell’art.134 del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza.

– effettuare incontri periodici tra i soggetti sottoscrittori del Protocollo d’intesa per la verifica della relativa efficacia e per l’eventuale adozione di misure correttive e/o integrative;

VIDEO – INTERVISTA AL PREFETTO FALCO

VIDEO – INTERVISTA A ROBERTO CARBONETTI (SILB)

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