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“La vera forza dei genitori? Mettere i propri figli nelle mani di Dio” foto

E' intervenuta all'interno della Grande Festa della Famiglia Madre Maria Emmanuel Corradini, abbadessa del monastero benedettino di San Raimondo a Piacenza

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Essere padri e madri: nel cercare di capire che cos’è questa “missione”, è intervenuta all’interno della Grande Festa della Famiglia Madre Maria Emmanuel Corradini, abbadessa del monastero benedettino di San Raimondo a Piacenza. 

“Quando ci allontaniamo da Dio – ha spiegato Madre Emmanuel -, ci pieghiamo a tanti idoli che vorremmo che riempissero la nostra vita. L’idolo può essere un cantante, un capo carismatico, il capo di un partito… Dio in quei momenti ci appare lontano: come il figliol prodigo ci siamo allontanati da Lui. La vera salvezza, la vera soluzione ai nostri problemi, è iniziare a camminare verso il Padre, è camminare verso di Lui. Questo non vuol dire aspettare di essere perfetti: dobbiamo iniziare a camminare, oggi, così come siamo, il resto lo fa Lui”.

Una questione di cuore – “Questo movimento di ritorno – ha aggiunto la benedettina – è una questione di cuore: «torno da uno che mi ama». Questa è la vera eredità che dà un senso alla vita, non i soldi o altre cose. L’eredità è ritrovare il padre, i suoi occhi, il suo volto. Quando i due – il padre e il figlio – si incontrano, il suo sguardo di padre mi genera a una vita nuova. Quindi, mentre cammino, la misericordia già cambia la mia vita, il mio cuore”.

“Che cosa vuol dire diventare padri e madri? – si è chiesta la religiosa. “È far capire al proprio figlio che, nonostante tutti i mostri sbagli, c’è qualcuno che ci ama. Anch’io – possono dire i genitori – ho sbagliato, ma ho capito che qualcuno mi amava ugualmente”.

In ospedale al reparto infettivi – “Quando ero medico nel reparto infettivi in ospedale – ha raccontato Madre Emmanuel – incontrai un giovane, a lungo tossicodipendente, che aveva scoperto di essere sieropositivo. Non accettava la sua malattia e si era chiuso in se stesso. Sua madre andava sempre a trovarlo e aveva addirittura «adottato» gli altri ragazzi ricoverati.

Un giorno lui mi disse: «Questa notte ho sognato che morivo, ero tutto piagato. Mentre salivo al Cielo, ho incontrato una Persona che mi ha stretto a sé e ho provato una pace indicibile». Io gli risposi che lui non sarebbe morto, non era così grave, ma dopo due giorni inaspettatamente morì. In quei due giorni aveva ripreso a parlare e a sua madre disse con grande serenità: «Mamma, ti voglio bene, grazie»”.

“Mi vuoi bene?” – “Ognuno di noi – ha proseguito Madre Emmanuel – ha bisogno di sentirsi amato. Mi ha colpito molto un’espressione di Ciro, il bambino salvato dopo diverse ore a Ischia dopo il recente terremoto. Al pompiere che cercava di salvarlo, ha detto: «Mi vuoi bene?».

Questa è stata anche la domanda di Gesù a Pietro dopo il tradimento e la risurrezione: «Mi vuoi bene?». Dio viene a mendicare il nostro amore di figli: questo bene ci genera alla vita. Lo stesso accadde a Gesù: al momento del suo battesimo, il Padre gli disse dal Cielo: «Questi è il Figlio mio, l’amato». Gesù è venuto a rivelarci che Dio ci ama, che ci è Padre”.

“Non dobbiamo cadere nell’inganno – ha aggiunto la religiosa – che essere padri e madri voglia dire riempire di cose materiali la vita dei propri figli. La nostra vera forza è metterci a pregare per consegnare ai figli l’essenziale, cioè il legame con Dio. Affidiamo con fede i figli alla braccia forte di Dio Padre, Lui non ci deluderà mai”.

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