Quantcast

Nuovi canoni Erp, i consiglieri “Immorale aumento per fascia più debole”

Proteste bipartisan in commissione contro il nuovo regolamento degli alloggi Erp

“Questo aumento del canone di affitto per le fasce più deboli è immorale, una porcata della Regione ai danni delle famiglie in maggiore difficoltà”.

Non usa mezzi termini Filippo Bertolini, consigliere comunale di FdI-An, durante l’audizione in commissione 3 dell’assessore al Welfare Federica Sgorbati, intervento dedicato al nuovo regolamento per l’accesso all’edilizia residenziale pubblica. 

“Adeguamenti canoni Acer, convocare subito il tavolo di concertazione”

L’adozione del provvedimento è già stata rinviata nei mesi scorsi, e le uniche province a non averlo ancora applicato sono Piacenza e Modena. 

A far discutere è l’aumento dell’affitto previsto per gli inquilini con il reddito più basso, al di sotto dei 7.500 euro all’anno. Il nuovo provvedimento prevede che si passi da un canone mensile di 25 a 52 euro, ossia un importo non inferiore ai costi di gestone degli immobili dati in locazione.

“Su questo punto – dice l’assessore Sgorbati – non possiamo farci niente, perchè è la Regione che lo impone”.  Proprio su questa novità i consiglieri della commissione 3, presieduta da Carlo Segalini, hanno fatto quadrato in maniera bipartisan. 

Ma quali sono le novità previste dal nuovo regolamento? Il canone d’affitto, ribattezzato ”oggettivo”, sarà basato, oltre che sulle fasce di reddito degli inquilini, su una serie di indicatori come la metratura, le caratteristiche qualitative dell’appartamento, il comune e la zona in cui è ubicato. Criteri che saranno applicati uniformemente su tutto il territorio regionale. 

Gli affitti saranno modulati su 3 fasce, tenendo presente sia il reddito dei richiedenti (su base Isee)  sia il valore oggettivo degli alloggi. La prima fascia viene definita “di accesso” agli immobili, per cui è necessario avere un Isee compreso tra i 7.500 e 17.100 euro, la seconda è “di permanenza” negli stessi (Isee da 17.100 a 24.000 euro), la terza fascia è “di protezione”: una sorta di canone sociale riservato alle famiglie più povere, cioè quelle con un Isee massimo di 7.500 euro.

Gli inquilini che si collocano nella fascia di accesso potranno godere di uno «sconto» del 50% sul canone oggettivo (prima era del 35%) in proporzione al proprio reddito Isee. Proprio questa contraddizione, rispetto all’aumento introdotto per chi è in “fascia di protezione”, ha fatto alzare i toni degli interventi dei consiglieri. 

A farlo notare il consigliere Pd – e ex assessore ai servizi sociali – Stefano Cugini. “Gli aumenti riguardano solo chi è in fascia di protezione – fa notare -, mentre paradossalmente chi ha redditi più alti beneficia di riduzioni”. 

“Mi chiedo in base a quale norma siano state decise queste modifiche, che penalizzano i più deboli” osserva Luigi Rabuffi (Pc in Comune).  

“E’ una porcata decisa dalla Regione, è immorale togliere soldi a famiglie poverissime, 1500 in tutta Piacenza – dice il consigliere Bertolini -. Con questa manovra la Regione potrà intascare 200mila euro in più, importo che per Bologna equivale a un pacchetto di caramelle”. 

“Questo provvedimento rappresenta una stortura, sarebbe opportuno far presente in tutte le sedi la nostra protesta” aggiunge Michele Giardino (Fi).

Mauro Monti (Liberi) propone invece di ricorrere a qualche forma di compensazione per le famiglie che si vedranno aumentare l’affitto. 
 

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di PiacenzaSera, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.