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Piacenza capitale cultura: “Impegno di tutti” Intesa bipartisan in commissione foto

L’assessore Massimo Polledri ha parlato in commissione consiliare a Palazzo Mercanti sull’iter che sta portando alla candidatura di Piacenza a Capitale Italiana della Cultura 2020

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“Una candidatura di tutta la città, che si è dimostrata unita”.

Piacenza Capitale Cultura, sabato il comitato incontra le associazioni

L’assessore Massimo Polledri ha parlato in commissione sull’iter che sta portando alla candidatura di Piacenza a Capitale Italiana della Cultura 2020.

Polledri ha ricostruito il percorso di questa candidatura, “partito in consiglio comunale e che finirà nello stesso luogo, la casa di tutti i piacentini”.

“Piacenza vuole diventare un luogo in cui non si deve passare per forza, ma dove è bello fermarsi; siamo una città che non ha eccessi ma con un alto livello di tutte le cose, una città in cui si vive bene e che può proporsi con un’idea forte anche come Capitale della Cultura”.

“Guercino – ha fatto il punto la dirigente comunale Antonella Gigli – ci ha insegnato che possiamo lavorare insieme e ottenere dei risultati, perché non avere delle ambizioni e tentare? Alla candidatura partecipano diverse altre cittadine, alcune anche di piccole dimensioni come Piacenza, prendere parte a questo percorso serve anche a capire come si lavora, in ambito culturale, in altre città”.

LA DISCUSSIONE – “Dal cassetto allora qualcosa è saltato fuori – ha detto ironicamente Stefano Cugini (Pd) – eventi come Guercino e l’adunata degli Alpini non hanno colore politico, ma devono mettere in evidenza l’impegno di tutti”. A sottolineare l’importanza della coesione anche Paolo Rizzi (Pd): “È il criterio che è risultato vincente per Matera, ad esempio. Confermo la nostra volontà di collaborazione, è disponibile anche l’ex assessore Albasi. Dobbiamo puntare però anche su alcune tematiche forti, lavoro già fatto durante la missione a Expo 2015, e che andrebbe recuperato”.

Sulla stessa linea Michele Giardino (Forza Italia): “Dove c’è coesione e collaborazione, al di là degli steccati ideologici, arrivano risultati positivi. L’impegno per la candidatura di Piacenza è difficile, ma con la stessa abnegazione dovremo affrontare le tematiche di carattere sociale”.

Davide Garilli (Lega), ha parlato delle “tante peculiarità nascoste che dobbiamo far conoscere anche ai piacentini, al di là della vittoria o meno. Importante sarà fare lavoro di squadra, la cultura non ha colore politico”, mentre Sergio Dagnino (M5s) ha indicato “nel bene comune” l’obiettivo per il quale superare le ideologie politiche e “dimostrare quella maturità che la città si aspetta”. 

Nicola Domeneghetti (FdI-An) ha ringraziato l’assessore Polledri “per il lavoro svolto e la prontezza di tutta la giunta che è stata determinante nel partecipare a questo progetto ambizioso”. Ringraziamenti, estesi anche ai predecessori, a cui si è associato Luigi Rabuffi (Pc in Comune): “Anche se la nostra candidatura non dovesse essere accolta – ha aggiunto – sarà un’occasione unica per ribaltare i principi che hanno governato Piacenza negli ultimi anni, recuperando coesione sociale e attenzione all’ambiente”.

“Il 31 luglio – ha ricordato Massimo Trespidi (Liberi) – durante il consiglio comunale chiesi al sindaco di sapere lo stato dei lavori, per quanto riguarda la candidatura a Capitale della Cultura. La risposta del sindaco, forse incautamente, fu che nel fascicolo c’era solo un pezzo di carta. Non credo di sognare, dalla ricostruzione dell’assessore Polledri mi sembra che quelle dichiarazioni devono essere smentite”.

“Dalle sue dichiarazioni risulta un lavoro quantomeno istruttorio fatto dall’amministrazione precedente, nei cui confronti non nutro alcuna simpatia, ma che va riconosciuto. Su un tema come questo non esistono divisioni o ruoli di maggioranza e opposizione”.

“Sono contento di vedere oggi – prosegue – che rispetto a quella presa di posizione c’è stata una correzione di tiro. Credo che questa sia la strada giusta, se l’amministrazione intende perseguirla vogliamo sostenerla. Chiediamo però di leggere la relazione di 50 pagine, chiedendo anche se sia possibile fare integrazioni”.

“Ho fiducia nella competenza della dottoressa Gigli, nel portafoglio della Fondazione, nella rete di relazioni dell’onorevole De Micheli e nella nostra capacità di fare squadra”.

A Trespidi ha replicato Francesco Rabboni (Per Piacenza Forza Italia Berlusconi): “Il sindaco ha detto che c’era un lavoro da incanalare, cosa che è stata fatta dall’assessore Polledri. Assessore e sindaco lavorano in massima collaborazione per il traguardo di Piacenza capitale della cultura”.

A prendere la parola anche Nelio Pavesi (Lega), che pure non fa parte della commissione: “Va bene parlare di lavoro di squadra, ma riusciremo a sistemare quello che non va a Piacenza? Parlo della stazione, di piazza Cittadella, dei Giardini Margherita”.

“Quella dei Teatini è una bellissima sala, ma non c’è un pianoforte di proprietà, il bagno è accessibile solo passando dal camerino degli artisti: i rappresentanti della commissione che dovrà scegliere, si recheranno sul posto nelle 46 città? O vinceranno solo i rapporti di forza?”. 

SEGALINI PRESIDENTE DELLA COMMISSIONECarlo Segalini (Lega) eletto presidente della commissione cultura e affari sociali, Michele Giardino (Fi) è il suo vice.

Elezione avvenuta non senza frizioni: astenuti Rabuffi (Pc in Comune), Cugini (Pd), Dagnino (M5s) e Rizzi (Piacenza Più), mentre Trespidi (Liberi) non ha partecipato al voto.

L’opposizione si è detta infastidita dalle anticipazioni rilasciate alla stampa in merito alle presidenze già designate e altri incarichi nelle partecipate.

Un aspetto questo che non è piaciuto anche a una parte della maggioranza (su questo tema è intervenuto Davide Garilli della Lega), che ha comunque votato compatta per Segalini.

Il neo presidente ha detto di “credere nel lavoro di squadra, non è un modo di dire. Mi interessa il sociale, da tempo per motivi professionali ho a che fare con le difficoltà dei cittadini (Segalini è medico, ndr) ma voglio approfondire i problemi della vita quotidiana dei piacentini”.

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