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Piacenza, top e flop della sfida con l’Arzachena

Anche contro i sardi la squadra di Franzini è riuscita a sfruttare appieno le occasioni da rete create, trovando la rete del definitivo 2-1 proprio nel momento di maggiore difficoltà e spinta offensiva degli ospiti

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Seconda vittoria consecutiva per il Piacenza che, dopo l’Arezzo, supera di misura anche l’Arzachena in una dinamica di punteggio e andamento molto simile a quanto accaduto sette giorni prima.

Anche contro i sardi la squadra di Franzini è riuscita a sfruttare appieno le occasioni da rete create, trovando la rete del definitivo 2-1 proprio nel momento di maggiore difficoltà e spinta offensiva degli ospiti.

I TOP – Seconda rete decisiva per Nicolò Romero che si conferma cecchino quasi infallibile in area di rigore. Forse non sarà stilisticamente irreprensibile, ma quando capita la palla decisiva difficilmente si fa trovare impreparato. Tanto lavoro oscuro sulle palle alte per creare spazio agli inserimenti di Nobile e Scaccabarozzi e far salire la mediana, ma nel complesso è evidente la crescita complessiva di convinzione dell’attaccante piemontese.

Conferma anche per Edoardo Masciangelo che sull’out di sinistra corre e costruisce come pochi; la condizione atletica del terzino romano è invidiabile cosi come la tecnica di base sembra essere quella di un centrocampista.

La squadra dimostra di essere in grado nei momenti difficili di trovare la zampata vincente, segno di una ottima qualità dei singoli e di concentrazione mentale. Se il gioco tarda ad essere continuo, il Piacenza conferma di essere formazione in grado di lottare e soffrire contro qualsiasi avversario, portando a casa i tre punti anche in giornate non ottimali.

I FLOP – Nonostante la crescita del centrocampo, dove la coppia Morosini-Della Latta non è dispiaciuta, ci sono ancora lacune nella continuità di costruzione della manovra. Per troppo tempo l’Arzachena ha avuto in mano il pallino del gioco ed i biancorossi si sono limitati ad agire passivamente senza sfruttare a dovere le ripartenze.

Mancava nel giro-palla la figura che potesse dettare i ritmi del gioco senza gettare palloni nel momento della gestione del match e contemporaneamente alzare la velocità di azione nelle fasi difficoltà della squadra ospite: al di là delle critiche un giocatore come Pederzoli si conferma elemento unico in rosa.

Giancarlo Tagliaferri

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