Quantcast

Piccole librerie nella giungla ecommerce “Perdite fino al 50 %”

Le piccole librerie rischiano di soccombere nell’ "Amazzonia" di Jeff Bezos. A Piacenza, in pochi anni, si sono registrate perdite del 50 %

Più informazioni su

Le piccole librerie sperdute nella giungla dell’ecommerce
 
Le piccole librerie rischiano di soccombere nell’ “Amazzonia” di Jeff Bezos. A Piacenza, in pochi anni, si sono registrate perdite del 50 %.
 
La crisi è globale, i piccoli librai faticano a tenere il passo e ad essere competitivi con Amazon e in generale con l’ecommerce. Le più colpite sembrano essere le librerie locali, anche quelle che vantano un passato pluridecennale ora si trovano ad affrontare una battaglia a colpi di prezzi, sconti e fidelizzazione della clientela.
 
A dieci anni dall’entrata nel mercato azionario (Nasdaq) del titolo Amazon (Amzn), era l’estate del 1997, facciamo il punto della situazione con Claudia Gobbi, figlia del signor Romano, storico titolare della Libreria Romagnosi.
 
Il quadro non è dei più rassicuranti e anche a Piacenza la situazione non è delle più rosee.

Facciamo un passo indietro. Qualche anno fa, nel 2006, fu la scure della Ztl a far soccombere la Libreria del Teatro, che era situata in via Verdi, a pochi passi da Piazza Sant’Antonino. Venne quindi dislocata a Sant’Antonio, dove si trova tutt’ora. L’attività fu salvata, ma quell’atmosfera magica e retrò che si assaporava, è andata perduta.

Oggi la minaccia viene dalle vendite on-line e dal progresso tecnologico. Quella frenetica fretta di avere tutto subito a disposizione, direttamente a casa, è realtà, grazie ad un’app e ad un solo tocco di dito premuto sullo schermo dello smartphone.

Un po’ come in Jumanji – dove c’è la giungla nella quale prevale la regola del più forte, in cui vivono ragni giganti, enormi vespe e mandrie di rinoceronti e persino un cacciatore spietato, tutti pronti ad eliminare di giorno e di notte i piccoli e indifesi avversari – i colossi dell’e-commerce si fanno strada a colpi di prezzi ribassati (spesso sottocosto), velocità di consegne a tempi record e ciclo di lavoro di 24 ore.
 
Il 16 agosto scorso, anche il Presidente americano Donald Trump – con uno dei suoi consueti tweet mattutini – ha attaccato il colosso di Seattle, accusandolo di danneggiare i piccoli negozianti degli Stati Uniti d’America. “Amazon sta facendo danni enormi ai piccoli rivenditori che pagano le tasse. Paesi, città e stati in tutti gli USA sono colpiti, molti posti di lavoro spariscono”, ha scritto sul suo profilo Twitter. Il cinguettio, ritwittato da oltre 18,2 mila persone e con 70,7 mila like, si è rivelato un affondo che è costato ad Amazon una perdita di capitalizzazione del titolo in Borsa pari a 5 miliardi di dollari.
 
«Negli ultimi tempi – esamina Claudia Gobbi – sono numerose le attività che hanno accusato il “colpo”; Amazon ha prezzi con cui si fatica a competere, specialmente per quanto riguarda il trasporto (tempi di consegna, numero di consegne e costo del corriere) che le piccole librerie non possono concedersi.

Inoltre sappiamo che Amazon stipula contratti, con determinati distributori, che risultano essere parecchio vincolanti, ad esempio, per quanto riguarda il reso: se torna indietro un libro, anche rovinato, il distributore è obbligato a riprenderselo».
 
«Negli ultimi anni abbiamo registrato una flessione nelle vendite che in alcuni casi hanno toccato il 50%. In ogni caso non ci siamo trovati nelle condizioni di dover svendere i libri, e uno dei nostri punti di forza è rappresentato dall’usato. In ogni caso sui testi scolastici non riusciamo ad applicare sconti al pubblico, perché il margine non lo consente. Inoltre i nostri dipendenti sono tutti a contratto a tempo indeterminato, mentre nell’e-commerce, spesso, si applicano contratti molto più vantaggiosi per il datore di lavoro».
 
«Un’altra differenza sostanziale è che abbiamo sempre lavorato sul catalogo, e proseguiremo in questa direzione. Una libreria fisica offre un range di titoli e il cliente vedendo i vari titoli, girando tra gli scaffali, può incuriosirsi andando alla ricerca di ulteriori testi.

Tanti argomenti, tanti settori, che in una ricerca online risulteranno essere limitati: anzitutto dalla persona che effettua la ricerca e poi dall’azienda con i titoli che propone, in quanto mostrano (e vendono) quello che vogliono loro, a scapito delle piccole case editrici, le quali non si possono permettere di sostenere una struttura che consente loro di vendere su portali come Amazon.

Nella nostra libreria il cliente inoltre può trovare titoli introvabili, di vecchie case editrici oggi scomparse dal mercato: vere e proprie chicche per appassionati. Per il momento si vive anno per anno, sperando sia sempre lontano il momento in cui si dovrà abbassare la saracinesca per sempre».
 
Stefano Pancini

Più informazioni su

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di PiacenzaSera, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.