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Profughi, riparte il dialogo con la Prefettura “Venerdì incontro” foto

Il sindaco Patrizia Barbieri ha risposto in consiglio comunale ad una mozione sul tema della gestione dei profughi presentata da Stefano Cugini (Pd)

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“Il nuovo Prefetto, persona gentile e disponibile, si è insediato da poco, avrò con lui un primo incontro venerdì. Abbiamo già sperimentato le difficoltà, ci siamo trovati ad affrontare una situazione molto delicata, che non era di nostra competenza, e abbiamo impiegato tre mesi per risolverla. Il problema è di lungo corso, con una Prefettura che prende gli ordini a livello centrale”.

LA SEDUTA DEL CONSIGLIO COMUNALE – VIDEO

Così il sindaco Patrizia Barbieri ha risposto in consiglio comunale ad una mozione (poi respinta) sul tema della gestione dei profughi presentata da Stefano Cugini (Pd).

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“Abbiamo affrontato in un incontro preliminare con la Prefettura il tema della puntuale comunicazione sulle presenze di richiedenti asilo sul territorio, – è entrata nel dettaglio l’assessora Federica Sgorbati – definendo le modalità per poter tornare in possesso di questi dati e chiedendo inoltre la presenza di un addetto del Comune di Piacenza nell’organismo di monitoraggio dei centri di accoglienza”. “Siamo in attesa di una risposta – ha aggiunto -, fermo restando la titolarità della Prefettura relativamente alla stipula di contratti con i gestori”.

“Chiediamo – era stata la richiesta di Cugini – di intercedere con il nuovo Prefetto per sapere se ci sono indagini in corso sul territorio di Piacenza. La Prefettura non comunicava più i dati numerici relativi alla presenza di profughi a Piacenza, nonostante le nostre richieste”.

“Chiediamo poi la chiusura della struttura di cascina Bossina, perché sono stati superati i livelli minimi di accoglienza. Bisogna investire sulla rete Sprar, unico parametro serio di gestione del fenomeno e che ci tutelerebbe per le assegnazioni in numero eccessivo”.

“Auguro a questa amministrazione – ha poi aggiunto nel suo intervento Cugini – di avere un rapporto positivo con la Prefettura. Per noi questa istituzione invece essere elemento di sintesi ha creato un clima poco sereno, lo dicono i numeri. È una situazione che va gestita, va gestita bene”.

LA DISCUSSIONE – La situazione attuale – ha attaccato Carlo Segalini (Lega) – è frutto di 10 anni di lassismo del centro sinistra che ha creato un buonismo economico con queste persone che gestiscono i centri di accoglienza e intascano i soldi. Non si può chiedere a questa amministrazione di andare a trattare in Prefettura, a pochi mesi dall’insediamento, per chiedere quanto non è stato fatto in precedenza”.

Sulla stessa linea la collega Lorella Cappucciati: “A Piacenza sono arrivati troppi profughi, su questo bisogna intervenire, sul blocco dell’arrivo. Non ho visto nulla nella documentazione presentata relativamente al Vittorio Emanuele, si tratta di una struttura dedicata ai nostri anziani mentre al momento vi sono ospitati anche minori stranieri”.

“Durante la campagna elettorale – ha osservato Sergio Dagnino (5 Stelle) ci siamo accorti che l’immigrazione avrebbe giocato un ruolo importante e così è stato. Abbiamo visitato queste strutture, io non sono sicuro che vengano rispettate tutte le regole previste. Ma forse non lo facciamo neppure noi: non è possibile che debbano passare mesi senza che sindaco è Prefetto si parlino”.

Per Gloria Zanardi (Liberi) il tema “necessità di una soluzione strutturale”. “Sicuramente se si vogliono coinvolgere i profughi in lavori socialmente utili, è giusto che vengano formati adeguatamente rispetto alla convivenza civile e che il loro impiego non sia sostitutivo di lavoratori altrimenti regolarmente retribuiti”.

“Come mai – ha chiesto Tommaso Foti (Fratelli d’Italia) appoggiato da Sergio Pecorara finché era assessore Cugini il prefetto poteva anche non rispondere, ora che è sindaco la Barbieri è invece obbligato a rispondere? Su Cascina Bossina il Comune non può sostituirsi alla Procura. Non è possibile chiedere con questa mozione un indirizzo al consiglio comunale in merito ai rapporti con il prefetto, prima ancora che il sindaco abbia avuto modo di confrontarsi in merito con lo stesso”. “Il consigliere Cugini – ha poi aggiunto – parla di potenziare lo Sprar. Ma per il biennio 2016-2017 il Comune di Piacenza non risulta assegnatario di alcun finanziamento in tal senso”.

Luigi Rabuffi (Piacenza in Comune), ricordando Abd Elsalam “immigrato morto mentre stava lottando per difendere i diritti dei compagni”, ha sottolineato la necessità di smontare il business: molte strutture non seguono le indicazioni e regolamentazioni previste”.

Per Massimo Trespidi (Liberi): “L’immigrazione e l’arrivo di profughi non si possono affrontare con slogan da campagna elettorale. Dire stop all’accoglienza non serve. Su cascina Bossina la politica deve tacere, perché non è di competenza. Credo sia necessario ritirare la mozione, in attesa dell’incontro con il prefetto”.

LA SEDUTA – Prima seduta del consiglio comunale dopo la pausa estiva.

All’ordine del giorno mozioni e interrogazioni: fra i temi in discussione quello della gestione dei profughi sul territorio e della sicurezza.

La seduta si è aperta con la risoluzione presentata dai consiglieri di Fratelli d’Italia contro l’accordo economico Ceta tra Canada e Ue in materia di riduzione dei dazi doganali sul quale il Parlamento a breve sarà chiamato ad esprimersi.

“Se si vuole sottoscrivere – ha detto Tommaso Foti, tra i firmatari della risoluzione – riteniamo si debbano mettere paletti ben più stringenti rispetto a quelli attuali per tutelare la nostra produzione agroalimentare”.

Tema che ha trovato ampia condivisione fra i banchi del consiglio, che ha approvato la risoluzione con 25 voti favorevoli. Tra i contrari i consiglieri Pd e della civica Piacenza Più. “Siamo consapevoli di tanti aspetti dubbi, ma pensiamo prevalgano quelli positivi – ha detto Paolo Rizzi (Piacenza Più) – negli Stati Uniti e in Canada i nostri prodotti non sono difesi, con questo accordo almeno alcuni sarebbero tutelati”.

Il consiglio ha poi designato Marvin Di Corcia (Lega) e Francesco Rabboni (Fi) quali componenti della commissione incaricata di redigere l’elenco dei cittadini con i requisiti per esercitare le funzioni di giudice popolare.

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