Successo per il workshop dedicato all’E-commerce e turbologistica di Confapi

Il seminario ha affrontato innanzitutto la diffusione di internet e la conseguente crescita dell’e-commerce in Italia per poi focalizzarsi sui tratti distintivi della turbologistica

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E-commerce e turbologistica sono stati i temi affrontati nel corso del workshop promosso da Confapi Industria Piacenza in collaborazione con Dotlog ed NT Service che ha visto partecipare diversi rappresentanti delle realtà imprenditoriali del territorio.

Il seminario, che è stato tenuto da Giovanna Manganotti e Franco Zaffignani, ha affrontato innanzitutto la diffusione di internet e la conseguente crescita dell’e-commerce in Italia per poi focalizzarsi sui tratti distintivi della turbologistica.

La diffusione di Internet in Italia – Nel nostro Paese sono 42,6 milioni coloro che dichiarano di poter accedere a internet attraverso qualsiasi dispositivo, a cominciare dagli smartphone che hanno registrato una crescita dell’11,5 per cento nell’utilizzo. Sono circa due le ore che gli italiani dedicano ogni giorno alla navigazione in rete: in particolare sono le donne e i giovani dai 18 ai 34 anni i più attivi con punte di due ore e ventitré minuti dedicati alla ricerca in Internet.

Gli acquirenti on line in Italia: uomini e under 35 – Sono 13 milioni gli italiani che comprano online almeno una volta al mese, generando il 90 per cento del valore degli acquisti su Internet in Italia: il 53 per cento di loro è rappresentato da uomini che nel 56 per cento sono clienti abituali e il 42 per cento ha meno di 35 anni. Una nota a parte la merita il tasso del riacquisto, che sale al 62,5 per cento: meno di 4 acquisti online su 10 corrispondono infatti a una prima esperienza.

E-commerce in Italia: + 10 per cento in un anno con tempo libero e turismo capofila – È un fenomeno in costante crescita quello dell’e-commerce nel nostro Paese: il valore del fatturato è stimato infatti in 31,7 miliardi di euro nel 2016, ossia ben un 10 per cento in più rispetto al 2015. Attualmente le vendite on line sono il 4 per cento del volume complessivo della vendita al dettaglio, ma le stime parlano di percentuali di 25 o 30 punti in più: i settori di traino in questo senso sono il tempo libero e il turismo, che rappresentano oltre tre quarti del mercato.

I 16 mila venditori online in Italia e le tipologie di e-commerce – In Italia sono 16 mila le aziende che fanno commercio elettronico, ma entro il 2050 saliranno a 50 mila secondo le stime: Lombardia e Lazio sono le regioni più rappresentante con 3 mila e 1840 realtà presenti, seguite da Campania, Emilia Romagna, Piemonte, Veneto e Toscana. Sono queste le realtà che nel concreto fanno e-commerce secondo diverse tipologie: business to consumer, business to business, consumer to consumer, consumer to business e business to business to consumer. In particolare il modello business to business risulta importante perché questo genere di acquirenti che interagisce con più canali spende di più rispetto a chi utilizza un solo canale e può contare su pagamenti più puntuali dei fornitori.

Turbologistica: caratteristiche e aspettative della clientela – I caratteri minimi per parlare di turbologistica sono: la lavorazione entro la giornata dell’ordine, il delivery entro 24-48 ore, il processo di gestione dati in flusso automatizzato, la gestione dell’informazione dall’emissione dell’ordine al ritorno alla piattaforma di vendita (con qualificazione del feedback derivante dalla customer satisfaction), la configurazione del magazzino per classificazione di prodotto, il picking differenziato, l’ottimizzazione del costo e il contenimento dei costi di trasporto. Sull’altro fronte ci sono le aspettative del cliente: il ritiro a casa propria o in negozio, il packaging piacevole, il processo di reso semplice e agevolato, il trasporto veloce e monitorabile.
 

Il Direttore di Confapi Industria Andrea Paparo commenta così l’iniziativa: “Sono stati illustrati dati impressionanti e, se confrontati con paesi come USA o UK, è evidente che il trend dell’e-commerce sarà in continua crescita. È in atto una vera e propria rivoluzione da cogliere e non sottovalutare non solo nel “tradizionale” e più noto in questo caso B2C (business to consumer) ma anche nel B2B (business to business) tra aziende. Abbiamo intenzione di approfondire con altri workshop il tema che merita tutto l’interesse da parte delle imprese”.

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