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A Palazzo Ghizzoni Nasalli si discute della xenofobia degli italiani

Domenica la presentazione dell'ultimo volume del Senatore Luigi Manconi “Non sono razzista, ma. La xenofobia degli italiani e gli imprenditori politici della paura” edito da Feltrinelli.

Domenica 15 ottobre, alle ore 18 nella Serra di Palazzo Ghizzoni Nasalli, Fondazione Piacenza Futura e l’Associazione Alice ospitano la presentazione dell’ultimo volume del Sen. Luigi Manconi “Non sono razzista, ma. La xenofobia degli italiani e gli imprenditori politici della paura” edito da Feltrinelli.

Insieme a Manconi, in prima fila in questi giorni per l’approvazione della legge sullo Ius Soli, discuteranno del tema lo scrittore Maurizio Maggiani e Padre Zerai, sacerdote cattolico eritreo, indagato dalla procura di Trapani per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e già candidato al Nobel per la Pace.

Durante la serata sarà possibile firmare per sostenere la proposta di legge Ero Straniero, per modificare la Bossi-Fini. L’iniziativa si inserisce nell’ambito de La Notte Rossa 2017, un appuntamento nazionale, giunto alla sua quinta edizione, che coinvolge numerosi territori in tutta Italia, riuscendo ad animare per i tre giorni della manifestazione – il 13, 14 e 15 ottobre 2017 – oltre 200 luoghi nella penisola.

Per info: www.piacenzafutura.it

IL LIBRO Il libro illustra un meccanismo psicologico tanto elementare quanto diffuso, che mira a prendere le distanze dalle parole e dagli atti che ci tradiscono e contraddicono ciò che pensiamo di essere, o che magari vogliamo far intendere di essere.

Ma ormai è entrata in crisi l’interdizione morale nei confronti di parole e atti xenofobi, che aveva costituito una sorta di presidio linguistico e culturale, ma
anche sociale e politico, rispetto al ricorso a pratiche di esclusione e discriminazione. Forse davvero sta cadendo il tabù del razzismo nella società italiana.

Gli autori, L.Manconi e F.Resta, lanciano un grido d’allarme in questo pamphlet: l’intolleranza etnica ha trovato spazio nel discorso pubblico e nella sfera politica, legittimando comportamenti fino a ieri censurati, grazie a figure pubbliche che fanno del proprio ruolo istituzionale una risorsa significativa di produzione e legittimazione dell’ostilità sociale nei confronti dello straniero.

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