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Bitumificio di Gossolengo, la Lega Nord Media Valtrebbia dice no

"Dall'impianto solo vantaggi economici, deve prevalere la vita della valle e dei suoi abitanti" sottolineano i rappresentanti del Carroccio. 

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“Difendere il territorio significa, in primo luogo, difenderne la popolazione e la sua qualità della vita – scrivono i rappresentanti del gruppo Lega Nord Media Valtrebbia di Piacenza -. Oggi riteniamo doveroso, da parte di Lega Nord, schierarci con tutte le nostre forze a difesa della Val Trebbia, minacciata nella sua parte terminale, ma con questo non meno degna di essere apprezzata e conservata il più possibile intatta, da uno sciagurato insediamento industriale”.

“Il nuovo impianto di produzione del bitume che sta entrando in questi giorni in produzione tra Gossolengo e Rivergaro, pur formalmente conforme a leggi e regolamenti vigenti (fatta salva la sentenza che deve essere ancora pronunciata dalla Corte Europea), è in realtà un vero e proprio “mostro ecologico”.

“E’ evidente infatti come non solo si stia parlando di una delle tipologie di impianti a più alto tasso di inquinamento atmosferico, ma pure tale da indurre un ulteriore inquinamento da parte della logistica correlata”.

“Con l’impianto a regime, infatti, al fiume di autocarri che giornalmente si riversa sulle strade da e per l’adiacente cava, si andrà ad aggiungere il notevole apporto degli altri mezzi che movimenteranno verso l’esterno il prodotto del nuovo stabilimento” osservano i rappresenanti del Carroccio. 

“Quindi, oltre all’inquinamento atmosferico prodotto (i documenti autorizzativi si riferiscono sempre e solo ai livelli di inquinamento dell’impianto, mai a quelli dell’indotto, da considerarsi “danno collaterale” e pertanto trascurabile), la popolazione si troverà a soffrire di un sempre maggiore inquinamento acustico, dell’appesantimento del traffico e di tutte le negatività conseguenti”.

“E’ lecito a questo punto chiedersi: in un’ottica economica territoriale, e non meramente aziendale, qual è il bilancio vantaggi/svantaggi per la comunità?”

“Su un piatto della bilancia metteremo i nuovi posti di lavoro creati (che si contano sulle punte delle dita) e le imposte locali pagate dall’azienda; sull’altro piatto, invece, dovremo porre il danno sociale prodotto dal peggioramento delle condizioni dell’aria con il conseguente peggiorare delle condizioni di salute dei cittadini, a cominciare dai più deboli (bambini e anziani), il danno economico provocato ad una economia della valle basata su agricoltura e turismo, oltre alla ferita incurabile provocata ad una zona del Trebbia che, a parte il ponte di Tuna, sembra aver attraversato i secoli senza snaturarsi, dominata dalla torre del castello di Rivalta”.

“E’ evidente da quale parte penda la bilancia: per questa ragione Lega Nord Media Valtrebbia intende fare proprie tutte le ragioni del territorio e della sua popolazione e dare inizio ad una opposizione dura all’impianto, perché non possono essere le ragioni del profitto aziendale (ma non dovrebbero essere altre le motivazioni dell’esistenza delle cooperative rosse?) a prevalere sulla vita della valle e dei suoi abitanti”.

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