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Borsa Beltrametti a neodiplomato Isii: “Gesto di fiducia nel futuro” foto

Il riconoscimento, assegnato al miglior studente diplomato allo scorso esame di maturità, è andato al 19enne Davide Paggetti, informatico

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“Un gesto di fiducia e di speranza nel futuro, questo il significato della borsa di studio per ricordare uno studente brillante e sensibile come Claudio Beltrametti“.

Sono le parole del vicepreside Emilio Sivelli dell’Isii “Marconi” di Piacenza, in occasione della consegna della terza borsa di studio dedicata al giovane ingegnere piacentino prematuramente scomparso nel 2015 in Germania, dove lavorava dal 2005.

Il riconoscimento, assegnato al miglior studente diplomato allo scorso esame di maturità, è andato al 19enne Davide Paggetti, informatico.

La consegna è avvenuta nel corso di una breve e commossa cerimonia, alla presenza dei genitori Luciano Beltrametti e Marinella, e degli alunni di alcune classi quinte dell’istituto tecnico più grande della città.

Davide Paggetti, che oggi studia informatica all’Università della Bicocca di Milano, ha espresso la sua soddisfazione per la borsa di studio: “Per me è una grande soddisfazione e sono grato alla famiglia per questa possibilità che sarà molto utile per me. Ringrazio anche i miei professori perché non è solo merito mio se ho potuto ottenere questo risultato”.

L’aspirazione di Davide è quella di diventare un esperto di informatica: “Preferirei lavorare in Italia ma se sarà necessario andrò anche all’estero”.

Nel suo ricordo, il professor Sivelli, che di Claudio Beltrametti è stato anche docente, ha parlato di un “brillante ingegnere, una persona gentile e moderata”.

“In questa occasione gioia e mestizia si mescolano insieme, assegnare una borsa di studio è un gesto di fiducia nel futuro e Claudio Beltrametti è stato certamente un esempio positivo non solo per l’impegno nello studio”.

“Claudio è stato un mio studente del corso di elettronica, si è diplomato nel ‘94 e nel 2005 si trasferì in Germania acquisendo anche la cittadinanza tedesca. Serbo un ricordo ricco di umanità, a volte il rischio dei primi della classe è che siano persone isolate nella loro torre d’avorio.

Invece Claudio era un primo della classe ben voluto da tutti, aveva la voglia di imparare e di capire tutte le materie, aspirava ad avere una cultura completa e vedeva lo studio come un mezzo per crescere.

Era una persona gentile e moderata che non ostentava le sue qualità, rispettando le opinioni degli altri. Averlo avuto come studente è stato un privilegio e il pensiero che può lenire il dolore della perdita è quello di aver condiviso con lui un pezzo importante di strada”.

Anche Claudio Ferrari, ex docente di religione di Claudio Beltrametti, lo ha voluto ricordare con affetto: “Claudio era una ‘zucca brillante’, era creativo e un critico, non mancava mai di stimolarci con le sue osservazioni.

E faceva gruppo con i suoi amici. Il mio rammarico di non aver potuto ragionare di più con Claudio del mondo che ci circonda. Ha lasciato una traccia importante anche in questa scuola”. 

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