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Che fare del vecchio ospedale? “Un polo per mantenere viva la città” foto

Che fare degli spazi urbani che saranno lasciati liberi in caso di realizzazione di un nuovo ospedale cittadino? Questa la sfida di idee con la quale si sono cimentati 32 professionisti

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Premiati in Confindustria a Piacenza i progetti vincitori del concorso di idee “Nuova vita all’Ospedale”, bandito lo scorso mese di aprile. Che fare degli spazi urbani che saranno lasciati liberi in caso di realizzazione di un nuovo ospedale cittadino?

Questa la sfida di idee con la quale si sono cimentati 32 professionisti che attraverso 9 gruppi hanno presentato 9 proposte progettuali di riqualificazione dell’area.

A vincere il progetto presentato dal team composto da Valentina Meroni, Giorgio Bosisio, Carlo Adriano Proserpio: i vincitori propongono di demolire completamente il polichirurgico attuale, realizzando un mix di verde, residenze, un polo di servizi sanitari, un incubatore di idee e spazi di coworking, insomma una serie di attività – sostengono – per mantenere viva quella zona della città senza creare alcun “buco nero”. 

Un progetto che si integra con il parco delle Mura e vuole proporre una nuova porta di accesso alla città, con residenze nel verde, una casa della salute, un polo della cultura e dell’innovazione, residenze assistite e un Francigena Hub.
 
Ecco i tre progetti vincenti:

Primo classificato – Premio 8000 euro
Capogruppo: Alberto Claudio Proserpio
Componenti: Valentina Meroni, Giorgio Bosisio, Carlo Adriano Proserpio
 
Motivazione
Il progetto viene decretato vincitore in ragione della sua capacità di proporre convincenti strategie di trasformazione dell’area d’intervento coniugando elevata qualità degli spazi urbani, aperti e costruiti, con l’esigenza di valorizzare il patrimonio immobiliare esistente.

L’identificazione di un disegno unitario del suolo, che definisce la continuità tra l’area ospedaliera oggetto del Concorso d’Idee e il circostante sistema degli spazi pubblici e del verde, anche esterno alle mura, determina un convincente inserimento del comparto all’interno del tessuto urbano unitamente a un adeguato bilanciamento delle destinazioni d’uso ipotizzate.

Le suggestioni architettoniche proposte evidenziano riferimenti culturali non banali che possono valorizzare ulteriormente le rilevanti potenzialità di trasformazioni dell’area, coniugando interventi connotati da un linguaggio contemporaneo con la valorizzazione di un rilevante patrimonio storico, culturale e identitario.

Secondo classificato – Premio 2000 euro
Capogruppo: Alessandra Brizzolari
Componenti: Marco Cattivelli, Emilio Tirelli
 
Motivazione
Il progetto è stato apprezzato per la sua visione fortemente innovativa in relazione alla possibilità di promuovere una radicale trasformazione delle destinazioni d’uso degli spazi oggetto di concorso, anche attraverso il riuso delle strutture esistenti e il coinvolgimento della popolazione residente.

L’idea di introdurre tecnologie e pratiche produttive avanzate evidenzia la necessità che la città ha di ragionare sulle sfide che la contemporaneità pone in relazione all’identificazione di processi innovativi per la trasformazione urbana.

In tale ottica il progetto evidenzia l’imprescindibile necessità che la città si doti di una visione strategica, capace di guardare al medio e al lungo periodo, provando ad innescare una riflessione sulle condizioni necessarie a garantire la sua prossima sostenibilità economica, ambientale ed ecologica.
 
Menzione speciale
Capogruppo: Matteo Tagliafichi
Componenti: Stefano Maggi, Stefano Nicoletti, Erik Raffaini

Motivazione
Il progetto è segnalato in ragione dell’approfondita analisi dei luoghi e della scelta di valorizzare l’oggetto d’intervento attraverso interventi mirati, puntuali, misurati.

La qualità complessiva degli spazi architettonici di nuova formazione proposti si armonizza in modo pertinente con il delicato contesto di riferimento evidenziando come sia possibile procedere a un processo di riqualificazione urbana fondato sulla valorizzazione del patrimonio, architettonico ed ambientale, esistente.

La presentazione dei nove progetti che si erano candidati si è svolta venerdì pomeriggio nella sede di Confindustria Piacenza alla presenza del direttore generale dell’Ausl Luca Baldino e dell’assessore comunale Massimo Polledri.

Il presidente di Confindustria Alberto Rota ha ricordato: “Avere un nuovo ospedale è fondamentale per la qualità della vita di Piacenza. Abbiamo quindi deciso di far partire un progetto dedicato al recupero dell’ospedale attuale, per evitare che si venisse a creare un vuoto all’interno della città. La richiesta era di valorizzare al massimo possibile questo spazio”.

Maurizio Croci ha aggiunto: “Hanno partecipato 32 progettisti con 9 progetti, tutti buoni con varie proposte. Siamo soddisfatti del lavoro che ci è stato proposto. Grazie ai tecnici Asl perché hanno fornito planimetrie, dati e hanno accompagnato i progettisti durante sopralluoghi. I progetti riqualificano veramente l’area, le idee sono tutte buone e di questo vi siamo davvero grati. Sono un punto di partenza per evitare che l’area dove adesso si trova l’ospedale resti vuota’. 

Guya Bertelli del Politecnico di Piacenza ha affermato: “E’ stata un’esperienza molto interessante stare in giuria, il confronto tra noi è stato molto positivo. Abbiamo avuto come obiettivo l’evitare il formarsi di un vuoto, un’assenza sociale e culturale, soprattutto per in una zona così strategica, e farla invece diventare una nuova porta urbana. Noi abbiamo scelto i progetti che hanno risposto meglio alle domande poste dal bando, abbiamo scelto i progetti più pertinenti rispetto anche all’estetica”. 

Il direttore Ausl Luca Baldino ha sottolineato la necessità di disporre di una nuova struttura ospedaliera: “Questo tema lo stiamo discutendo da tempo, l’ospedale attualmente lavora molto bene con i suoi professionisti ma ha problemi strutturali. È sufficiente vedere le lunghe code che intasano via Campagna. È strutturato per padiglioni, mentre adesso è cambiato il modo di assistere i pazienti, con un’azione integrata di più reparti.

C’è una drammatica assenza di spazi. Colgo l’occasione per ringraziare Confindustria e Ance per questo concorso, perché una città che non sa pensare al proprio futuro non ha futuro. I progetti sono tutti molto interessanti, adesso quello che è importante nei prossimi mesi è di arrivare a una ipotesi concreta, sia per l’area su cui realizzare il nuovo sia su cosa fare dell’attuale. Ricordo che, per quanto riguarda i finanziamenti per la costruzione del nuovo, c’è la volontà politica di costruire il nuovo ospedale. I soldi ci sono”. 

Infine l’assessore Massimo Polledri: “E’ un onore partecipare all’inizio di un’avventura. Spero che questo iter sia il più veloce possibile. Piacenza ha tutte le carte in regola per vincere questa partita”.

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