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Chiapponi e il populismo del M5s. La presentazione del libro foto

Il volume è stato presentato a Piacenza il 27 ottobre presso la serra di Palazzo Ghizzoni Nasalli (via Gregorio X, 9) alle 18. Interviene anche Sergio Dagnino, vicepresidente del consiglio comunale e consigliere del M5S

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Un populismo all’italiana o una versione che si colloca nello scenario più ampio dei populismi europei? E perchè il Movimento 5 Stelle ha avuto un grande successo di consenso? Il populismo è un fenomeno transitorio oppure è un dato strutturale del nostro sistema politico?

Sono alcuni degli interrogativi affrontati nel corso dell’affollata presentazione dell’ultimo libro di Flavio Chiapponi “Democrazia, populismo, leadership: il Movimento Cinque Stelle” a Palazzo Ghizzoni Nasalli.

Sotto la lente del ricercatore universitario di Piacenza che insegna all’Università di Pavia, le peculiarità del movimento politico di Beppe Grillo. Al suo fianco il moderatore Eugenio GazzolaSergio Dagnino, vicepresidente del consiglio comunale e consigliere del M5s. 

“Quella italiana è una platea affolata di populismi, quello del Movimento 5 Stelle si ricollega al ‘citizen populism’ – ha spiegato Chiapponi – quello in cui il riferimento principale è quello del popolo, nella sua versione di cittadini titolari della sovranità.

Naturalmente questo prinicipio viene interpretato in modo radicale e quindi in possibile conflitto con i meccanismi della democrazia rappresentativa.

Una studiosa di questi fenomeni ha usato una metafora felice, dicendo che populismo e democrazia sono una litigiosa coppia di fratelli siamesi, sono attaccati per un pezzo che si chiama sovranità popolare.

Il successo del Movimento 5 Stelle è legato al fatto che si è trovato al posto giusto al momento giusto. Nel senso che se andiamo a vedere quali erano le condizioni politiche e strutturali dal 2011 al 2013, è difficile capire come mai un partito come questo non fosse nelle migliori condizioni per non ottenere un successo. 

E mi riferisco alla convergenza di destra e sinistra storiche, governo Monti che sembrava fatto apposta per richiamare l’arma polemica della casta, provvedimenti impopolari e in più un leader molto avvezzo e capace di muoversi nel circuito mediatico, che in politica oggi conta tantissimo”.

Sulla legge elettorale appena approvata dal Parlamento, il cosiddetto “Rosatellum” il giudizio di Flavio Chiapponi è critico: “Per me non è una buona legge elettorale perchè mette al centro coalizioni che non sono tali, se guardiamo allo scacchiere politico italiano oggi ce n’è soltanto una di coalizione vera.

Inoltre per ottenere una maggioranza autonoma occorrerà avere una risultato altissimo nei collegi uninominali, questo denuncia uno stato di crisi del sistema. Se si voleva una legge chiara, che come diceva Renzi qualche tempo fa, ci dicesse chi ha vinto la mattina dopo le elezioni, con questo sistema non lo sappiamo neppure fra 15 giorni”. 

Il consigliere comunale di Piacenza del M5s Sergio Dagnino ha portato il suo contributo al confronto partendo dalla sua vicenda personale. “Ho trovato molti spunti di riflessione utili nel libro di Chiapponi. Perché ho scelto il Movimento 5 Stelle e non un altro partito? Perché la politica non funziona e questo continua a passare inosservato, questo è il vero problema”.

“Nonostante il nostro successo elettorale del 2013, i partiti tradizionali continuano a denigrarci. Ad esempio dopo l’approvazione di questa legge elettorale che noi come italiani non ci meritiamo. Eppure la protesta del M5s è stata definita ridicola.

La politica ha perso la sua legittimazione e la soluzione non può essere solo quella del nostro Movimento, ma pur nelle nostre contraddizioni, siamo una risposta alla voglia di partecipazione e a meccanismi che escludono dalla politica tante persone. Basti guardare alla scarsa partecipazione alle ultime elezioni comunali di Piacenza”.

Flavio Chiapponi è ricercatore in Scienza politica presso il Dipartimento di Scienze politiche e sociali dell’Università di Pavia, dove insegna Comunicazione politica e Scienza dell’amministrazione

Ecco la presentazione del libro:

Il nesso democrazia-populismo sta al centro di numerosi tentativi finalizzati a interpretare l’ascesa elettorale di attori politici nuovi, portatori di una sfida interna alla politica mainstream: dalla Francia all’Olanda, dalla Gran Bretagna all’Italia, nessun sistema politico europeo sembra immune all’attacco populista.

In questo volume, Chiapponi tenta innanzitutto di chiarire i confini definitori del fenomeno ed esaminarne i rapporti con i regimi democratici. Distinguendo i fattori strutturali da quelli processuali (tanto politici quanto sociali), isola e classifica le componenti che agevolano le insorgenze populistiche e ne propiziano il successo.

Applicando questa chiave di lettura al caso italiano, infine, mette in luce le condizioni che hanno favorito il boom del M5S. L’ultimo arrivato nella già affollata platea dei populismi italiani si caratterizza per la sua singolare articolazione organizzativa: come accade nel modello del partito personale, leadership e organizzazione tendono a sovrapporsi e a formare un unicum inscindibile agli occhi degli elettori e dei militanti.

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