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Inceneritore, Rabuffi: “Piacenza non diventi la “pattumiera” d’Italia”

Interrogazione urgente presentata dal consigliere comunale di Piacenza in Comune sul tema rifiuti e inceneritore

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Quanti rifiuti sono stati conferiti all’inceneritore di Piacenza nel 2016? Quale la provenienza di quelli speciali? Cosa intende fare il Comune per evitare che Piacenza diventi la “pattumiera” d’Italia?

Sono alcune delle domande contenute in una interrogazione urgente presentata dal consigliere comunale Luigi Rabuffi (Piacenza in Comune) sul tema rifiuti e inceneritore.

“A Piacenza – scrive Rabuffi – saranno conferiti – per effetto del combinato disposto del Piano Regionale di Gestione Rifiuti e della V.I.A. – rifiuti speciali a libero mercato provenienti da tutta Italia, superando il principio di “solidarietà” già oggi garantito, determinando l’aumento dell’inquinamento dell’aria a causa della maggiore pressione di traffico di mezzi pesanti, che porteranno rifiuti speciali a Piacenza”.

“I nostri rifiuti solidi urbani, a far data dal 1 gennaio 2021, andranno all’inceneritore di Parma con un aggravio di spesa a carico dei cittadini, determinata dallo spostamento quotidiano di camion che, da tutta la provincia, faranno la spola con l’impianto di Ugozzolo; contestualmente la raccolta differenziata dei rifiuti nella provincia di Piacenza sta peggiorando il proprio trend, attestandosi nell’anno 2016 al 56,9% contro il 57,4% del 2015 e il 73% previsto nel 2020 dal Piano Regionale di Gestione Rifiuti”.

Per questo Rabuffi chiede a sindaco e giunta di conoscere “quali siano i contenuti dell’Autorizzazione Integrata Ambientale, attualmente in capo a Tecnoborgo, con particolare riferimento alla quantità massima di rifiuti conferibili all’inceneritore e alla loro tipologia (codici CER); quanti rifiuti complessivi siano stati conferiti all’inceneritore di Piacenza nel 2016, e di questi quanti rifiuti urbani indifferenziati e quanti rifiuti speciali; la provenienza dei rifiuti speciali conferiti nel 2016 all’inceneritore di Piacenza da fuori provincia; la qualificazione e la quantificazione della compensazione ambientale/economica riconosciuta da Tecnoborgo al Comune di Piacenza, per il funzionamento dell’inceneritore nell’anno 2016; la destinazione, da parte del Comune di Piacenza, degli eventuali introiti derivanti dalla suddetta compensazione”.

“Quali sono – conclude – le intenzioni dell’Amministrazione per evitare che Piacenza diventi la “pattumiera” d’Italia e riesca a raggiungere gli obbiettivi di produzione rifiuti e raccolta differenziata previsti dalla Regione per il 2020?”.

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