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Inquinamento, M5S: “Coinvolgere tutti in una una seria programmazione “

L’Amministrazione uscente ha molte responsabilità. In particolar modo l’inconcludenza sul piano della mobilità (atteso da anni) che preveda veri parcheggi scambiatori al limitare del centro storico, navette elettriche, piste ciclabili, trasporto merci regolamentato, zone pedonali

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Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa del Gruppo consigliare di Piacenza del Movimento 5Stelle sul tema dell’ambiente.

La nota stampa – Ogni anno, in questo periodo ci troviamo a fare i conti con l’inquinamento atmosferico causato dalle polveri sottili che impregnano la Pianura Padana e ogni anno fioccano le polemiche. La nostra città non si salva da questo flagello.

Da parecchi giorni il valore degli inquinanti (macro e micro particelle) supera la soglia ammessa dalle normative internazionali. Le soluzioni, nonostante l’insediamento della nuova Amministrazione, sono sempre le solite.

Il centrosinistra piacentino ha avuto 15 anni di tempo per intervenire strutturalmente e non lo ha fatto e oggi esprime critiche verso chi invece si è sempre lamentato, e adesso che ha la possibilità di agire direttamente annuncia misure intempestive (come l’apertura anticipata della ZTL) e poco incisive (vedi blocco delle auto).

Il problema è molto complesso e riguarda anche fattori esogeni e non condizionabili come la collocazione geografica e l’andamento climatico. Poi c’è la variabile umana che ha portato ad un’eccessiva antropizzazione che ha livello locale sfocia in: sviluppo scriteriato della logistica (che viaggia non su rotaie ma su mezzi pesanti che producono alto inquinamento); presenza della centrale Edipower a 200 metri dal centro storico; attraversamento a 900 mt da palazzo Gotico dell’autostrada A1; presenza dell’inceneritore; cementificio in città e aziende insalubri di classe 1 in prima periferia; sistema del trasporto pubblico obsoleto e inefficiente (mezzi obsoleti, inquinanti e sovradimensionati per larga parte della giornata, sia come numero delle corse che come dimensione degli automezzi).
 
L’Amministrazione uscente ha molte responsabilità. In particolar modo l’inconcludenza sul piano della mobilità (atteso da anni) che preveda veri parcheggi scambiatori al limitare del centro storico, navette elettriche, piste ciclabili, trasporto merci regolamentato, zone pedonali. La nuova Amministrazione pare non interessarsi al problema tanto da non inserire misure efficaci nè predisporre un piano a lungo termine con vere alternative all’uso dell’auto (attendiamo impazienti le linee di mandato).

Nel nostro programma elettorale erano inserite una serie di provvedimenti per provare a contrastare in maniera strutturale l’inquinamento in città. Allora come oggi riteniamo necessario attuare una serie di misure quali: zone a traffico limitato (ZTL); zone pedonali e Zone 30; parchi e zone verdi allargate con progetti di riforestazione urbana ed un vero regolamento del verde; edifici migliorati nella loro efficienza energetica; incentivazione degli spostamenti a piedi, in bicicletta; mezzi elettrici; car sharing; trasporto pubblico moderno ed efficiente gestito da manager competenti e non da politici “in esubero”.

Un rimedio da attuare immediatamente potrebbe essere quello di adottare un nuovo modello per l’emissione delle ordinanze antismog sulla base delle previsioni meteo. Quando l’alta pressione persiste per periodi prolungati si ha un conseguente aumento dello smog con la stagnazione delle polveri sottili PM10 e PM2,5.

Le attuali regole prevedono l’intervento dell’Amministrazione solo dopo diversi sforamenti consecutivi. Le misure antismog invece dovrebbero essere prese sulla base delle previsioni meteo e non dopo 35 giorni di sforamento dei limiti. In questo modo si potrebbero adottare le contromisure adatte e studiate prima del verificarsi dell’emergenza.

Siamo consapevoli che tutto questo non sarà risolutivo sia per la complessità del problema sia per la dipendenza dalle scelte dei nostri “vicini di casa” ma da qualche parte bisogna partire per invertire la tendenza.

E’ necessario mettere da parte le ideologie e gli interessi di pochi e attraverso il coinvolgimento di tutti (associazioni ambientaliste, cittadinanza, forze politiche, ecc) proporre una seria programmazione.

I paesi del nord Europa insegnano che senza coraggio e programmazione qualunque intervento risulterà vano, in attesa della pioggia salvifica…Bisogna osare e, quando serve, fare scelte impopolari per provare a migliorare le cose…

 

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