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Piacenza cinico, per il Pro sconfitta inattesa TOP e FLOP

Match di sofferenza per i biancorossi, capaci di sfruttare al meglio l’unico tiro in porta dei novanta minuti e resistendo nel finale grazie alle parate di Fumagalli

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E’ la prima vittoria in trasferta per il Piacenza, che dopo la netta sconfitta di Monza ed il pareggio di Olbia, trova i tre punti in casa della Lucchese con un match di sofferenza e contenimento nel quale i biancorossi sono stati capaci di sfruttare al meglio l’unico tiro in porta dei novanta minuti, resistendo nel finale, grazie alle parate di Fumagalli, all’arrembaggio dei padroni di casa.

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I TOP – La squadra è capace di massimizzare le occasioni create. Contro Arezzo e Arzachena l’attacco aveva sfruttato al meglio quanto costruito, a Lucca con un solo tiro in porta (per giunta deviato) sono arrivati i tre punti e la terza vittoria consecutiva.  Segno evidente della qualità dei singoli e della lucidità nei momenti che contano veramente.

La difesa, eccetto il quarto d’ora finale, ha retto in maniera eccellente le avanzate della Lucchese che con Fanucchi e Del Sante aveva elementi in grado di mettere in difficoltà il pacchetto arretrato.

A centrocampo la prestazione di Morosini è stata più che buona, con l’aggiunta di una certa intraprendenza nel lanciarsi negli spazi a supporto dell’unica punta Romero.

I FLOP – Se i punti arrivano non sembra convincere il gioco. Dopo il vantaggio la squadra ha smesso di giocare abbassando in maniera eccessiva la linea di difesa; solo la giornata di grazia del portiere ha salvato il Piacenza dalla capitolazione, ma senz’altro troppo si è sofferto e rischiato.

In avanti Romero è apparso troppo isolato ed il modulo con Scaccabarozzi a supporto non appare ideale per il centrocampista ex-Renate; se il centrocampo è in ascesa come propensione al filtro, ancora troppo poco è il livello di intensità nel supportare l’azione offensiva dove manca ancora continuità nei novanta minuti.

PRO, SCONFITTA INATTESA – Una sconfitta inattesa quella del Pro Piacenza in casa con l’Olbia.

Un 3-1 frutto soprattutto di alcuni episodi negativi, come i due gol annullati per fuorigioco e l’errore dal dischetto tutti con protagonista, suo malgrado, Danilo Alessandro, che confermano tuttavia le difficoltà di questo inizio di campionato nella fase offensiva del gioco dove i rossoneri raccolgono meno di quanto costruito.

I TOP – La squadra dimostra di esserci e di lottare sino all’ultimo. Se Alessandro avesse tramutato il penalty, il Pro Piacenza avrebbe poi avuto 20 minuti di superiorità numerica per chiudere un match da tre punti.

Dopo la prodezza di Ragatzu, la squadra di casa ha avuto la forza di recuperare immediatamente lo svantaggio con Barba mostrando soprattutto sulle fasce laterali, grazie alle sortite di Belfasti e Bazzoffia, una buona capacità di accelerazione e profondità. 

Se la difesa ha forse fatto un passo indietro rispetto alle precedenti uscite, il centrocampo con La Vigna ed Aspas ha confermato tenuta fisica a rilancio nell’azione, anche se la pecca è stata quella di spingere poco ai lati della difesa dell’Olbia.

I FLOP – L’attacco palesa enormi difficoltà a concretizzare in rete il lavoro degli altri reparti: Alessandro si sfianca in un lavoro di raccordo con la mediana, mentre Mastroianni deve ancora dimostrare soprattutto sui palloni aerei le sue doti di bomber. Il risultato è per entrambi di zero gol segnati su azione in sei turni giocati.

A ciò aggiungiamo la mancanza di adeguati rincalzi in grado si permettere nel secondo tempo quel cambio di passo che, Starita a parte, sembra mancare al Pro Piacenza.

Per una volta anche la difesa non è immune da colpe, in particolare sulla rete di Ogunseye nella quale sia Belotti che Belfasti si sono fatti trafiggere e sorprendere in velocità dall’attaccante ospite; anche sulla prodezza dello 0-1 di Ragatzu la percussione di Pinna sulla destra ha avuto vita facile grazie ad un’entrata troppo morbida dello stesso terzino mancino Belfasti.

Giancarlo Tagliaferri

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