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Profughi a Niviano, Lega: “Referendum per raccogliere la volontà dei cittadini”

Voci ufficiose, infatti, - spiega il Carroccio - darebbero in arrivo un gruppo di richiedenti asilo minorenni in questa piccola frazione della provincia piacentina, ipoteticamente ospitati presso la canonica della parrocchia

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“Chiediamo all’istituzioni locali e alla Parrocchia di indire un referendum rivolto a tutti i cittadini del comune di Rivergaro per esprimersi sul collocamento a Niviano di 20 presunti profughi”.

Voci ufficiose, infatti, – spiega il Carroccio – darebbero in arrivo un gruppo di richiedenti asilo minorenni in questa piccola frazione della provincia piacentina, ipoteticamente ospitati presso la canonica della parrocchia di Niviano (Piacenza).

La sezione della Lega Nord Media Val trebbia ha raccolto queste indiscrezioni, mettendo un freno all’eventualità: “I nostri cittadini non devono subire l’imposizione del Prefetto, che rappresenta lo statalismo assoluto messo in atto da Roma e dagli uffici dei burocrati. Perciò chiediamo al Comune e alla Parrocchia di aprire le urne – sul modello di quanto sta avvenendo in altre piccole realtà europee, tra cui Lombardia e Veneto – per chiedere il parere diretto di chi vive il territorio”.

“La mala gestione di questi presunti profughi infatti, oltre al peso che grava sulle casse pubbliche, si riversa sulla quotidianità dei residenti: sulle donne che temono di girare sole per strada, sui furti che scaturiscono dalla nullafacenza, e sulle tradizioni stesse della comunità che vengono minacciate e compromesse. Il centro parrocchiale è stato realizzato grazie al contributo volontario di tanti cittadini, che ora non meritano di subire un input dall’alto, vedendosi sottratti i locali per essere consegnati agli ultimi arrivati”.

“Aiutiamoli a casa loro! Il concetto è elementare: occorre lavorare per migliorare la situazione nei paesi d’origine, costruendo scuole, strade e ospedali. Ma, soprattutto, queste enormi somme di soldi pubblici, frutto delle tasse dei cittadini, smettano di essere destinate alle cooperative rosse e agli ecclesiastici che lucrano sull’accoglienza. Si utilizzino, invece, per aiutare i bambini, gli anziani e i lavoratori italiani”.

“Ci auguriamo – concludono – che raccolgano questo appello tutte le forze politiche elette a Rivergaro, compresi quegli esponenti di minoranza che non sempre fanno corrispondere gli slogan ai fatti”.

“PIU’ CONTROLLI SUI PROGRAMMI DI REINSERIMENTO PROFUGHI” – “A Piacenza la maggior parte degli arresti che vengono effettuati per spaccio, sono a carico di persone che parlano lingua straniera. Questo è quello che certificano i dati dello Sdi, i database delle forze dell’ordine che raccolgono dati sulle persone schedate: nei primi nove mesi e mezzo del 2017 uno su due è straniero. Se invece, andiamo a guardare il capitolo denunce, si capisce come gli immigrati a Piacenza siano un problema più grande di quello che si pensa: il 57% sono infatti immigrati denunciati. Nel capitolo crimini, ben 289 su 584 sono stati commessi da non italiani”.

E’ quanto affermano in una nota Lorella Cappucciati e Marco Montanari, consiglieri comunali Lega Nord di Piacenza.

“Questi dati – aggiungono – fanno emergere un aspetto sulla gestione dell’Asp che evidenzia una mancanza di controllo sulla qualità dei programmi di reinserimento di questi profughi. Stiamo, infatti, parlando di ragazzi che vedono nello spaccio un guadagno facile e questo è un aspetto che spesso tocca anche le ragazze, rimanendo coinvolte nella prostituzione. Conseguenze alle quali l’Asp deve prendere le giuste contromisure, altrimenti si rischia di fare un danno ai piacentini”.

La soluzione – propongono i due esponenti del Carroccio – è quella “di attuare, quindi, dei programmi seri di reinserimento nei quali devono essere presenti dei passaggi di valutazione dove un addetto al controllo può seguire passo dopo passo l’inserimento di questi profughi, senza lasciare a loro una seconda possibilità ma espellerli dal programma e dalla città se segnalati con precedenti”.

“A ciò, va aggiunto una accurata selezione delle cooperative: abbiamo notato troppo spesso come alcune di loro, vedi Ippogrifo, sono le responsabili della gran parte dei profughi che finiscono sotto la lente di ingrandimento delle forze dell’ordine”.

“L’Asp – concludono – sta svolgendo un buon lavoro con i nostri anziani, può e deve fare di meglio anche con i profughi, per il loro bene e di tutti noi piacentini”.

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