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Regole certe nei concorsi a premio. Anche i “social” non sono esenti

Capita spesso che associazioni benefiche, privati, aziende e negozianti decidano di avviare operazioni a premio che prevedono elargizioni di offerte di premi

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Estrazioni lotteria, estrazioni a sorta, manifestazioni a premio e concorsi sui social network. La burocratizzazione che non ti aspetti.

Capita spesso che associazioni benefiche, privati, aziende e negozianti decidano di avviare operazioni a premio che prevedono elargizioni di offerte di premi.

Se per i primi (associazioni benefiche, ma non solo) sono soggetti a rispettare una normative più “light” per quanto concerne le modalità di realizzazione del concorso, ditte private, negozianti e agenzie di promozione sono tenuti ad osservare precise regole al fine dio non incorrere in aspre sanzioni da parte del Ministero dello Sviluppo Economico.

Spieghiamo meglio. Prendiamo ad esempio una grossa catena di supermercati, che chiameremo Alfa, che decide di intraprendere una lotteria con estrazione di premi. I clienti, che per ipotesi, spenderanno un importo pari (o superiore) di una data somma di denaro, riceveranno dalla cassiera una cartolina da compilare e nella quale essi dovranno indicare le proprie generalità e recapiti.

Al termine della campagna, Alfa estrarrà a sorte un dato numero di clienti che saranno vincitori, ad  esempio di un’automobile dal valore di 10mila euro, di una bicicletta da 500euro e di un buono da 100 euro da spendere presso uno dei punti vendita.

Sintetizzando. Alfa dovrà, al fine di tutelare i propri clienti-vincitori, stilare un regolamento da comunicare al Ministero, indicare la modalità con cui avviene il sorteggio, avviare una pratica di fidejussione bancaria (o assicurativa) di pari importo al totale del montepremi (nel nostro esempio, pari a 10.600 euro) – in caso di default di Alfa, infatti, i premi spetteranno di diritto ai vincitori, e non entreranno a concorrere al patrimonio aziendale che spetterebbe ai creditori di Alfa – nonché sostenere i costi del notaio, al quale assolve il compito di responsabile della tutela del consumatore e della fede pubblica (ovvero che il concorso non sia truccato).

Ma le stesse regole valgono anche per il piccolo negoziante che intende, per mezzo di una operazione di estrazione a sorte di premi, pubblicizzare la propria attività?

Dipende. Sul sito internet della Camera di Commercio di Piacenza, all’indirizzo www.pc.camcom.it/regolazione-del-mercato/manifestazioni-a-premio viene in modo parzialmente esaustivo spiegato chi e come fare per avviare questo tipo di operazione di promozione. In allegato anche la modulistica specifica. Ma nulla si dice (se non in modo implicito) dei concorsi che vengono fatti sui social network.

Se il negoziante decide di intraprendere le medesime modalità che abbiamo descritto per Alfa (seppur con montepremi di importo decisamente più esiguo) dovrà necessariamente e obbligatoriamente effettuare e sopportare lo stesso iter burocratico.

Nessuna esenzione prevista per chi effettua questa tipologia di promozione attraverso i social network. Così, se il piccolo negoziante – spinto forse più dalla voglia di far crescere i propri follower che dalla volontà di incrementare le vendite – decide di mettere in palio un po’ di premi che, tramite un sorteggio consegnerà solo ad alcuni dei partecipanti potrebbe incappare nelle sanzioni previste: anzitutto qualcuno di questi potrebbe segnalare la cosa alla locale Camera di Commercio, la quale verificherà se il negoziante abbia ottemperato agli obblighi di legge (come nel caso di Alfa).

In caso contrario, seguiranno provvedimenti sanzionatori.

Tuttavia, se il negoziante, ma anche Alfa, una banca, o un ditta, decidessero di effettuare una manifestazione che prevede l’attribuzione di premi di minimo valore oppure (e forse, anche meglio) operazioni a premio ove i premi siano costituiti da sconti sul prezzo degli stessi prodotti (o quantità aggiuntive di prodotti dello stesso genere) allora non si rende necessario esplicare alcuna pratica burocratica. E questo vale anche per gli sconti promossi sui profili aziendali dei social network.
Stefano Pancini

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