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Siccità senza fine “Dighe asciutte, occorre prorogare emergenza” foto

Siccità infinita, le dighe sono asciutte e il Consorzio di Bonifica di Piacenza è costretto a fine ottobre ad erogare ancora "acqua irrigua", una situazione assolutamente fuori dal comune

Siccità infinita, le dighe sono asciutte e il Consorzio di Bonifica di Piacenza è costretto a fine ottobre ad erogare ancora “acqua irrigua“, una situazione assolutamente fuori dal comune.

La stagione secca sembra davvero senza fine per il territorio di Piacenza: dopo una primavera e un’estate con scarsissime precipitazioni, l’autunno finora non ha portato la tanto attesa acqua.

E anche se arrivasse finalmente la pioggia abbondante, non risolverebbe un problema la cui natura è strutturale.

Lo dicono i dati del Consorzio di Bonifica di Piacenza che, per bocca del suo presidente Fausto Zermani, lancia l’ennesimo allarme: “Lo stato di emergenza legato alla siccità scade il 2 novembre prossimo, ma la situazione non è mutata, serve una proroga”.

“Che al 27 di ottobre si stia erogando acqua irrigua è qualcosa di eccezionale – sottolinea Zermani – di solito in questa stagione il problema è quello opposto, di contenere gli effetti delle piogge”.

“L’invaso del Mignano è vuoto – continua – e comunque stiamo prelevando una piccola quota di acqua potabile per servire le zone abitate vicine. E anche la diga del Molato è a secco”.

SETTE PROGETTI DI NUOVI INVASI

Proprio ieri la Regione Emilia Romagna ha annunciato due bandi per 18 milioni di euro destinati alla realizzazione di nuovi invasi idrici. “Da agosto stiamo lavorando per presentare i progetti – afferma Zermani – in complesso sono sette dislocati nelle vallate più bisognose di acqua. Stiamo effettuando le indagini geotecniche per stabilire la compatibilità con il territorio e valutare i corsi di realizzazione”.

“E’ necessario investire sui nuovi invasi perchè – aggiunge – questo territorio non lo ha più fatto dagli anni ’60, oggi c’è un gap da recuperare.

Inoltre l’emergenza idrica ci ha fatto riscoprire la centralità della nostra rete di canalizzazioni in terra.

L’idea comune era che questi canali sprecassero acqua, invece si sono rivelati una rete filtrante capillare di fondamentale importanza per l’approvigionamento delle falde e per la tutela ambientale”.

I DATI DEGLI INVASI PIACENTINI

Nella diga del Molato all’inizio della stagione irrigua, alla fine di maggio del 2017, il volume dell’invaso era di un milione 760mila e 906 metri cubi, appena il 23,16 % rispetto alla quota media del periodo.

Al 26 ottobre la portata della diga è di soli 22mila 148 metri cubi

Le precipitazioni cumulate da inizio anno sono pari a 279,1 mm a fronte di una media annua di 750-800 mm

Nella diga di Mignano all’inizio della stagione irrigua, alla fine di maggio del 2017, il volume dell’invaso era di due milioni 272mila e 366 metri cubi, appena il 22,17 % rispetto alla quota media del periodo

Al 26 ottobre la portata della diga è di soli 101mila 444 metri cubi

Le precipitazioni cumulate da inizio anno sono pari a 245,2 mm a fronte di una media annua di 800-900 mm

PROSEGUONO I VIAGGI DELLE AUTOBOTTI

Le autobotti alimentano ormai regolarmente alcune zone della nostra provincia rimaste a secco d’acqua, in particolare aree rurali con la presenza di allevamenti di bestiame. Anche in questo caso il dato è eloquente:

2017: n. viaggi con autobotti sino ad oggi 407;

anno 2016 totale dei viaggi 39 (l’ultimo fatto il 14 settembre).

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