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Smog, Piacenza “maglia nera” in Regione con otto sforamenti

Sono in vigore da oggi martedì 17 ottobre, sino a giovedì 19 incluso, le misure emergenziali previste dal Piano regionale integrato per la qualità dell’aria

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Valori di Pm10 sopra al limite a Piacenza, scattano i provvedimenti di emergenza. Stop anche ai diesel Euro 4
 
Sono in vigore da oggi martedì 17 ottobre, sino a giovedì 19 incluso, le misure emergenziali previste dal Piano regionale integrato per la qualità dell’aria, a seguito del superamento continuativo – nei quattro giorni precedenti l’odierno bollettino Arpae – dei valori limite di Pm10 sul territorio provinciale.

Ieri, lunedì 16 dicembre, a Piacenza le centraline hanno rilevato l’ottavo giorno consecutivo di sforamento dei limiti per le polveri sottili con 60 microgrammi al metro cubo. La qualità dell’aria nella nostra città è la peggiore di tutta la Regione in questa prima fase dell’autunno.

Per questo, come richiesto dalle nuove norme regionali, sono scattate le prime restrizioni alla circolazione e altri divieti.

L’allerta di 1° livello prevede che le consuete limitazioni al traffico già in vigore dal lunedì al venerdì, dalle 8.30 alle 18.30, si estendano anche alla categoria Euro 4 per i veicoli a diesel, confermando invece il fermo fino all’Euro 1 per i mezzi a benzina e pre-Euro per i ciclomotori e motocicli a due tempi. Permane per tutti l’obbligo di spegnere il motore dei veicoli in sosta.

La prima fase di emergenza comporta inoltre il divieto assoluto di combustioni all’aperto di qualsiasi tipologia (falò, barbecue, fuochi d’artificio, ecc.), il divieto di spandimento di liquami zootecnici e di utilizzo di generatori domestici di calore alimentati a biomassa legnosa (in presenza di impianti di riscaldamento alternativo), se di classificazione inferiore a 3 stelle.

Obbligatorio, infine, ridurre di almeno un grado centigrado le temperature negli ambienti riscaldati, fino a un massimo di 19° C nelle case, uffici, luoghi di culto, commerciali o ricreativi, non oltre i 17° C nelle sedi di attività industriali e artigianali.

Con il prossimo bollettino, la cui emissione è in programma giovedì 19, Arpae comunicherà l’eventuale rientro a una situazione di normalità, il mantenimento dell’allerta di 1° livello o l’eventuale passaggio all’emergenza di 2° livello.

“INTERVENIRE SU TRAFFICO E INDUSTRIE” – La nota di Legambiente Piacenza Si, diciamolo, un po’ l’avevamo sperato. Avevamo sperato che quell’accordo tra le quattro regioni della Pianura Padana (Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna e Veneto) avrebbe portato qualche piccolo vantaggio alla qualità dell’aria che respiriamo quotidianamente. Ma ci siamo illusi!

Siamo oltre la metà di ottobre ed è già emergenza!! Nei primi 15 giorni di ottobre il limite dei 50 microgrammi per metro cubo stabilita come massimo giornaliero è stato superato per ben 10 volte con oltre 7 giorni di superamenti consecutivi e la prospettiva per i prossimi giorni è pessima.

Il protocollo tra le quattro regioni comprende quel bacino padano che è il centro dell’inquinamento in Italia e doveva rappresentare una forte azione di contrasto al verificarsi di situazioni di emergenza. Ma evidentemente, almeno per ora, non è in grado di mitigare gli effetti di una condizione atmosferica avversa che si mescola con le emissioni prodotte da traffico, industrie inquinanti e riscaldamento.

O meglio, per ora, scartiamo il contributo del riscaldamento in quanto non ancora in funzione e che da più parti è stato considerato tra gli elementi principali, se non il principale dell’inquinamento. Non è evidentemente così!

Rimangono il traffico veicolare e le industrie inquinanti. Su questi due fattori è quindi necessario intervenire sia da parte dei cittadini con comportamenti virtuosi, ma soprattutto da parte delle istituzioni locali, tutte le istituzioni, affinchè, sul territorio, con azioni puntuali di emergenza e strutturali si cerchi di arginare un fenomeno deleterio per la salute e la sicurezza delle persone.

Salute e sicurezza che rappresentano il bene primario e che, con consapevolezza ed oculatezza, devono essere messe al centro dell’azione amministrativa nella programmazione e visione della città e conseguentemente delle scelte e autorizzazioni che non possono, nel modo più assoluto, prevedere decisioni che contribuiscano all’aumento o anche al solo mantenimento di una situazione drammatica per l’intera collettività.

Allora non si possono più perseguire scelte urbanistiche attrattive di traffico veicolare o che cementifichino ulteriormente il territorio, concessioni a industrie inquinanti a poche centinaia di metri dal centro della città, al continuo abbattimento di alberature senza una adeguata e programmata ripiantumazione.

E’ necessario quindi un ripensamento collettivo ed una nuova visione della città se vogliamo salvaguardare il benessere dei cittadini ponendo la tutela del territorio e dell’ambiente e quindi di una migliore qualità della vita al centro di ogni azione.

Siamo in attesa di verificare quali scelte intende fare la nuova amministrazione di Piacenza per risolvere i fenomeni di emergenza e soprattutto le scelte strutturali che, da anni, Legambiente pone all’attenzione delle Istituzioni locali, partendo da decisioni che vadano oltre la firma dell’accordo con le quattro regioni, ma che si concretizzino sul territorio partendo dal periodo di crisi che stiamo già attraversando e che hanno come conseguenza disturbi, malattie e riduzione della durata della vita soprattutto per persone particolarmente deboli come anziani e bambini.   

Vogliamo invertire finalmente la rotta? L’inquinamento non è certo una condanna.

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