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Viterbese bestia nera per il Piace. I Top e i Flop

Seconda sconfitta consecutiva per il Piacenza che ancora una volta trova disco rosso dalla Viterbese, un match vibrante, spettacolare ed a tratti teso ma giocato da entrambe le parti a viso aperto

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Seconda sconfitta consecutiva per il Piacenza, che ancora una volta trova disco rosso dalla Viterbese. Un match vibrante, spettacolare ed a tratti teso, ma giocato da entrambe le parti a viso aperto. 

Merito degli ospiti, saliti al Garilli con uno schieramento iper-offensivo e decisi a dimenticare lo scivolone interno con il Monza, ma anche onore ai biancorossi, che nonostante l’inferiorità numerica ed alcuni episodi sfavorevoli hanno probabilmente giocato la loro miglior partita in stagione.

I TOP – Meglio il Piacenza nella ripresa con l’inedito 4-4-1. Franzini dopo il rosso di Bertoncini ha ridisegnato una squadra con Romero boa centrale ed un centrocampo folto pronto ad inserirsi sulle sponde dell’attaccante piemontese.

Bene i padroni di casa, in grado di tenere in scacco per buona parte del secondo tempo una Viterbese ancora in campo con quattro uomini offensivi ma visibilmente in impaccio nel gestire la superiorità in termini di uomini e abili nel creare almeno quattro palle gol, vanificate solo dalla giornata di grazia di Iannarilli.

Tra i singoli si sono distinti soprattutto Masciangelo, motorino inesauribile sulla sinistra, e Scaccabarozzi autore di alcune giocate pregevoli in zona gol e sfortunato nell’episodio della rete (ingiustamente) annullata.

Sull’out di destra Mora ha confermato ottime qualità balistiche e può rappresentare una valida alternativa in caso di difesa a quattro, mentre Segre si è egregiamente disimpegnato come esterno di centrocampo in tandem con Mora e Di Cecco.

I FLOP – Gara difficile da giudicare quella di lunedi scorso e sicuramente alterata dalle espulsioni e dall’eccessivo nervosismo latente. Sino alla parità numerica il Piacenza ha sofferto ai lati le incursioni di Vandeputte e Tortori, senza scordare che al centro giostravano due centravanti fisici come Bismarck e Razzitti che tenevano impegnati i tre centrali biancorossi il quali con difficoltà potevano scalare sulle fasce. 

Problemi di personalità ancora a centrocampo, dove Cenciarelli ha vinto alla distanza il duello con un troppo timido Pederzoli: è evidente come attualmente un giocatore dalle caratteristiche di Morosini sia imprescindibile in quanto sia Della Latta che Pederzoli stesso non hanno peculiarità da incontristi.

In avanti tanta corsa ma scarso costrutto per il duo Romero-Zecca. De guardiamo il tabellino le maggiori occasioni sono nate da difensori e centrocampisti, segno che in attacco ancora qualcosa manca in attesa di scoprire cosa potrà dare Corazza in zona-gol.

Giancarlo Tagliaferri

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