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Zootecnia 4.0: delegazione piacentina alle Bonifiche Ferraresi

Il progetto mira al rilancio della produzione di carne bovina italiana a fronte del calo dei consumi che - secondo i dati Censis analizzati da Coldiretti - ha portato alla chiusura di 4mila stalle dal 2010

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C’era anche una delegazione piacentina – guidata da Marco Crotti e Luigi Bisi, presidenti rispettivamente di Coldiretti Piacenza e di Terrepadane e dal direttore di Coldiretti Piacenza Giovanni Luigi Cremonesi – giovedì alla presentazione di un innovativo progetto per la zootecnia italiana.

L’evento si è svolto alle Bonifiche Ferraresi e il progetto mira al rilancio della produzione di carne bovina italiana a fronte del calo dei consumi che – secondo i dati Censis analizzati da Coldiretti – ha portato alla chiusura di 4mila stalle dal 2010.

All’incontro avvenuto quindi nella più grande azienda agricola d’Italia a Jolanda di Savoia è stata presentata la bistecca “green” per rilanciare i consumi, con la prima filiera di carne 4.0 totalmente ecosostenibile.

Coldiretti e Assocarni hanno infatti organizzato un importante convegno sul tema “Zootecnia 4.0: il modello italiano di allevamento bovino integrato e sostenibile per le sfide del futuro”. All’evento hanno partecipato tra gli altri Federico Vecchioni, AD di Bonifiche Ferraresi e Roberto Moncalvo, Presidente di Coldiretti.

I lavori sono stati aperti dal Ministro alle politiche agricole, alimentari e forestali Maurizio Martina, intervenuto in collegamento video, mentre le conclusioni sono state affidate a Beatrice Lorenzin, Ministro della Salute.

Tra i piacentini era presente anche il giovane allevatore Thomas Manfredi, recentemente insignito con l’Oscar Green di Coldiretti: “Il progetto di Ferrara è molto interessante e punta al rilancio delle carni italiane. Con la mia famiglia portiamo avanti un allevamento da latte a Pecorara e condividiamo l’attenzione al benessere animale e alla continua ricerca della qualità”.

Secondo i dati diffusi ieri, in Italia il numero degli animali allevati è il più basso dal dopoguerra, sceso ad appena 5,9 milioni, dopo aver raggiunto un picco record di 10 milioni nel 1968. Il risultato è che negli ultimi 25 anni l’Italia ha perso il 33% dei bovini da carne ma importa quasi la metà della carne consumata.

“Quando una stalla chiude – sostiene il presidente di Coldiretti Piacenza Marco Crotti – si perde un intero sistema fatto di animali, di prati per il foraggio, di prodotti tipici e soprattutto di persone impegnate a combattere lo spopolamento, un problema fortemente avvertito anche nel Piacentino”.

Per invertire la tendenza, la soluzione – continua la Coldiretti – è puntare alla qualità e all’ecostenibilità, portando sulle tavole dei consumatori un prodotto sempre più d’eccellenza.

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