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150 anni di credito popolare a Piacenza, la conversazione a Palazzo Galli foto

La storia e lo sviluppo del credito popolare nel nostro territorio provinciale è oggetto della conferenza tenutasi nel tardo pomeriggio di venerdì 24 novembre, nella Sala Panini di Palazzo Galli della Banca di Piacenza

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La storia e lo sviluppo del credito popolare nel nostro territorio provinciale è oggetto della conferenza tenutasi nel tardo pomeriggio di venerdì 24 novembre, nella Sala Panini di Palazzo Galli della Banca di Piacenza.

Quest’anno, infatti, ricorrono due importanti anniversari: 150 anni dalla fondazione della Banca Popolare Piacentina e 80 anni di operatività della Banca di Piacenza.

Due anniversari che sono stati contestualmente ricordati con una conversazione dal titolo “150 anni di credito popolare a Piacenza”, tema sul quale intervenuto l’avv. Corrado Sforza Fogliani, Presidente esecutivo della Banca di Piacenza, e con una intitolata “Desiderio Rizzi, Giacomo Fioruzzi, Luigi Lodigiani e Francesco Battaglia: da Soci promotori a Presidenti della Banca di Piacenza”, presentata dal giornalista Robert Gionelli.

Il Presidente Sforza ha ripercorso le tappe e i primi passi mossi dalla Banca Popolare Piacentina. Iniziò la sua avventura nel 1867 con tre impiegati e uno sportello, con il suo Presidente, il conte Douglas Scotti di Fombio. Un successo conquistato sul campo, diventando, con il trascorrere del tempo, solido sostegno e punto di riferimento per l’economia locale, per merito del Vicepresidente l’avv. Draghi.

Le dimissioni da Presidente del conte Douglas Scotti, consacrarono Draghi numero uno della Banca. Quest’ultimo aveva una visione più lungimirante dell’attività bancaria, e riuscì ad attuare politiche espansive che permisero all’Istituto di credito di crescere e consolidarsi. E gli effetti, infatti, non tardarono ad arrivare “La banca già nel 1872 registrò attivi per 1 milione di lire, quota che le permise di svolgere attività più complesse nell’ambito creditizio – ha illustrato l’avv. Corrado Sforza Fogliani – L’attività conobbe uno sviluppo notevole, annnoverando connotazioni importanti”.

Diventando la banca più grande della Regione. Entrò a far parte di Assopopolari, assieme ad una ventina di altre banche. Un’opportunità che permise di svolgere un’attività cooperativa e di mutuo scambio di opinioni, che negli atti atti era sempre rappresentata da Faustino Ceresa, un grande pioniere dell’attività bancaria. Industriale nel campo della seta (tutela dei bachi), un’attività imprenditoriale sviluppatasi per merito della posizione strategica della città. Ceresa era stato un direttore della Banca Popolare.

Egli si ricorda per un fatto di cronaca: la Banca Popolare subì un grande ammanco di cassa, 90mila lire, somma con la quale un cassiere della filiale di Bettola si diede alla macchia. Faustino Ceresa si autoaccusò di essere il responsabile dell’ammanco, definendosi “colpevole” di non aver controllato adeguatamente le scritture contabili, e rassegnò le dimissioni. 

L’attività di credito proseguì attraversando un periodo roseo interrottosi bruscamente durante il Ventennio fascista, anni durante i quali la Banca subì cattivi sguardi da parte del Regime”.

All’incontro ha fatto seguito una visita allo “Spazio Arisi – Galleria della Banca”, il museo che raccoglie immagini, oggetti e documenti relativi alla storia della Popolare e della Banca di Piacenza, allestito a Palazzo Galli proprio nei locali in cui l’Istituto di credito di via Mazzini iniziò la propria operatività il 2 gennaio 1937.

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