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“A mio fratello trovarono una costola rotta, denunciai il Manfredini”

Le forze dell'ordine svolsero, più di venti anni, fa alcune indagini sulla base di una segnalazione per maltrattamenti, ma non si arrivò ad alcun procedimento nei confronti di chi operava allora nel centro

Riaffiorano dal passato del centro “Manfredini” di Piacenza episodi che – dopo l’arresto per maltrattamenti del suo presidente Don Angelo Bertolotti – sono arrivati all’attenzione della Procura della Repubblica. 

Della chiusura del centro residenziale per disabili di via Beati, disposta nel 2001 dall’amministrazione comunale di allora, perchè i locali mancavano delle necessarie autorizzazioni di agibilità, abbiamo già parlato.

Anche la denuncia, che ha fatto scattare le indagini ambientali nelle settimane scorse all’interno del centro, non sarebbe la prima.

Le forze dell’ordine svolsero, più di venti anni fa, alcune indagini sulla base di una segnalazione per maltrattamenti, ma non si arrivò ad alcun procedimento nei confronti di chi operava allora nel centro.

A rievocare i fatti del 1993 è Alberto Gioacchini, che presentò una denuncia circostanziata per quanto accaduto al fratello gemello Bruno, ospite della struttura.   

Gioacchini ha segnalato la sua vicenda alla Procura di Piacenza e con ogni probabilità sarà oggetto di ulteriori approfondimenti.

“Da alcuni mesi mio fratello disabile era ospite del Centro Manfredini – racconta Gioacchini – e lamentava trattamenti violenti.

Rammento che era un venerdì mattina, quando decisi di recarmi in Questura a Piacenza per fare un esposto. La sera dello stesso giorno mio padre andò a prendere mio fratello che abitualmente trascorreva a casa il week end.

In quella occasione accompagnai mio padre e trovai mio fratello che diceva di avere dolori allo sterno, a causa di un colpo ricevuto da un volontario. Lo portammo subito in ospedale, dove i medici riscontrarono una costola rotta e due incrinate. Il sabato mattina trasformai l’esposto in denuncia”.

“Ricordo che nelle indagini svolte dai poliziotti incaricati – prosegue Gioacchini – vennero trovati riscontri. Ma dell’esito dell’inchiesta, a seguito della mia denuncia, non ho più saputo nulla.

Posso solo dire che gli agenti, di cui ricordo ancora i nomi, allora svolsero un ottimo lavoro. Ma l’iter si bloccò”. 

“Dal momento che non vidi nessuna incriminazione – prosegue – nei confronti dei responsabili, mi rivolsi anche a un noto avvocato piacentino, che purtroppo venne a mancare poco tempo dopo”.

“Non so di altre segnalazioni o denunce come la mia, ma ricordo che durante quelle indagini venne a galla tanto materiale”.

“L’arresto di Don Angelo Bertolotti mi fa sperare – conclude Gioacchini – che la storia non si ripeta e questa sia la volta buona per prendere provvedimenti di giustizia mai presi prima”.
 

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