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“A Vigolzone tricolore abolito” Ma è una “deroga per trasferire il consiglio” foto

Una polemica "tricolore" per Vigolzone (Piacenza). A lanciare la sfida una nota firmata dal coordinatore regionale di Forza Italia Elio Massimo Palmizio e intitolata: "Vigolzone (Piacenza) vuole rinunciare alla bandiera italiana".

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Una polemica “tricolore” per Vigolzone (Piacenza). 

A lanciare la sfida una nota firmata dal coordinatore regionale di Forza Italia Elio Massimo Palmizio e intitolata: “Vigolzone (Piacenza) vuole rinunciare alla bandiera italiana”.

Nel mirino dell’esponente forzista una delibera del Comune di Vigolzone che introduce una deroga al regolamento comunale e sospende l’obbligatorietà di esporre la bandiera italiana durante lo svolgimento dei consigli comunali. 

Una novità che accompagna la decisione dell’amministrazione del paese della Valnure di consentire le “trasferte” del consiglio comunale: la sede municipale non costituisce più infatti la sede unica per le riunioni consiliari, dando facoltà al sindaco di scegliere di volta in volta il luogo di trattazione.

“Sono rimasto basito – afferma Palmizio nella nota – quando ho letto la delibera del Comune di Vigolzone che mi ha inviato Gianluca Argellati (figlio di Werner Argellati sindaco di Vigolzone per 10 anni).
 
“Posso comprendere che i consigli possano – prosegue Palmizio – essere fatti estemporaneamente in sedi diverse, soprattutto se si tratta di consigli straordinari, magari per affrontare tematiche di quartiere o di borgate, ma non ritengo debba essere una regola.

Non posso invece concepire l’assenza della bandiera italiana che deve essere presente in tutti gli edifici rappresentanti delle istituzioni siano essi i consigli comunali, provinciali, regionali o nazionali.

Non è quindi per me concepibile una tale scelta e ne ho voluto informare il Ministro dell’Interno con una interrogazione parlamentare, chiedendo di ripristinare l’obbligatorietà della bandiera italiana durante lo svolgimento delle riunioni consiliari e di mantenere come sede unica la tradizionale sede municipale”.

La risposta a Palmizio arriva dal sindaco di Vigolzone Francesco Rolleri, che chiarisce il senso della deroga: “Abbiamo voluto introdurre la facoltà di far uscire le riunioni del consiglio comunale dalla abituale sede istituzionale del municipio per spostarci nel nuovo centro civico comunale, dove gli spazi sono più ampi e sono presenti maggiori servizi. 

La nostra volontà è quella di avvicinarci maggiormente ai cittadini e di rendere più flessibile la convocazione dei consigli comunali, non più vincolati a una sola sede.

Per questo abbiamo deciso di cambiare una norma che ci imponeva di dotare il luogo prescelto di riunione del consiglio con pennone e bandiera tricolore. Lo abbiamo fatto per un’esigenza meramente pratica e operativa”. 
 

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