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Al cimitero la commemorazione dei Caduti per la Patria FOTO foto

Alla celebrazione della santa messa presso il Famedio, è seguito il corteo con deposizione delle corone d’alloro e, con l’intervento del sindaco Paolo Dosi, l’allocuzione ufficiale presso la lapide dei Fucilati

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Tradizionale cerimonia di commemorazione dei Caduti per la Patria giovedì mattina 2 novembre, nel giorno del ricordo dei defunti, al cimitero cittadino di Piacenza.

Alla celebrazione della santa messa presso il Famedio (nelle foto alcuni momenti della mattinata), è seguito il corteo con deposizione delle corone d’alloro e, con l’intervento del vicesindaco Elena Baio, l’allocuzione ufficiale presso la lapide dei Fucilati.

Nel suo discorso, la vicesindaco ha ricordato “l’omaggio, sincero e profondo, a coloro che hanno combattuto e sono caduti nei conflitti che hanno insanguinato il Novecento. Tra loro, i 17 piacentini che tra il 1944 e il 1945 vennero fucilati perché avevano aderito alla lotta per la Liberazione.

Ogni anno, nel corso di questa cerimonia, il corteo delle istituzioni si ferma in raccoglimento nei pressi della lapide che rende onore alla loro memoria. Tra loro una donna, Luigia Repetti Stevani e don Giuseppe Borea, tra i primi sacerdoti a unirsi alla Resistenza, scegliendo di riconquistare e difendere la libertà e la democrazia”. 

“Nomi che si fanno simbolo dell’impegno civile per un futuro di pace. E’ scritto nelle loro storie, come in quella del capitano dell’Aeronautica Gaetano Mazza, di tutte le donne e gli uomini cui va oggi il nostro pensiero, un esempio di vita che ci richiama al significato della Medaglia d’oro al valor militare di cui Piacenza si fregia con orgoglio. Al tempo stesso, forte è la commozione nel rievocare gli anni drammatici e i caduti al fronte nella Grande Guerra del ’15-’18, così come coloro che vennero uccisi da bombardamenti aerei, rappresaglie, violenze inaudite durante il secondo conflitto mondiale”. 

“Piacenza rivolge un pensiero – ha concluso – anche ai suoi concittadini illustri, al poeta Valente Faustini, e ai ragazzi del Brentei che la nostra comunità, stringendosi alle loro famiglie, ha pianto come propri figli e porta sempre nel cuore. Anche per loro siamo qui oggi, tenendo sempre presente il monito della storia a trarre, dal passato, gli insegnamenti per il futuro”. 
 

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