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Annuario diocesano, il vescovo: “Abbiamo bisogno di sentirci popolo di Dio” foto

Sulla copertina è rappresentata l’opera dedicata al battesimo di Cristo dell’artista piacentino Luciano Ricchetti

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235 pagine per raccogliere tutti i dati e le persone e le strutture della diocesi di Piacenza – Bobbio: in Curia è stato presentato al pubblico, per la prima volta, l’annuario diocesano per l’anno 2018.

Ha partecipato anche Pietro Coppelli, direttore generale della Banca di Piacenza, da tempo finanziatrice delle iniziative delle parrocchie piacentine, che sottolinea “le parrocchie sono la spina dorsale della comunità piacentina”.  

Sulla copertina dell’annuario è rappresentata l’opera dedicata al battesimo di Cristo dell’artista piacentino Luciano Ricchetti, di cui si celebra, proprio nel 2017, il 120° anniversario della nascita e il 40° della morte.

“Nel battesimo, la Chiesa ci fa nascere come figli di Dio, ci dona la vita di Dio. Penso che la luce che brilla nell’opera di Ricchetti possa e debba risplendere in tutti noi, che abbiamo bisogno di sentirci popolo di Dio in cammino verso la vita santa, a cui tutti siamo stati preparati”. Parole del vescovo della diocesi di Piacenza – Bobbio, monsignor Gianni Ambrosio.

“La dignità della persona umana si trova in tutte le culture e trova il suo fondamento nell’essere a immagine e somiglianza di Dio. Nell’annuario viene ricordata santa Franca, di cui ricorrono, proprio nel 2018, gli 800 anni dalla morte. Lei ha dato molto alla città di Piacenza e noi, oggi, siamo partecipi di quella vita santa” afferma il vescovo.

Il professor Fausto Fiorentini, noto storico, si è invece occupato di un approfondimento storico sulla vita di Luciano Ricchetti, di cui si può trovare nota nella prime pagine dell’annuario: “Ricchetti, le cui opere si possono vedere nelle chiese piacentine, ma anche nella sede della banca di Piacenza, era un grande narratore, che ha rilanciato la tecnica dell’affresco quando era in crisi”. 

“Attraverso le immagini, – spiega il professore – l’artista ha fatto da intermediario tra il messaggio della salvezza e noi”.

La giornalista Gaia Corrao che già in passato si è occupata di diverse biografie di santi, ha curato la biografia di Santa Franca presente all’interno dell’annuario: “Una Santa di ieri, ma molto attuale, che ha vissuto una vita abbastanza breve in una città tormentata da un periodo storico complesso”.

“Il suo sì a Dio è stato definitivo – prosegue la Corrao – e ci insegna il coraggio e la fedeltà alla propria scelta, nonostante le difficoltà che si incontrano. L’intransigenza di santa Franca era scomoda: chi stimola il rispetto e il carisma è sempre una persona scomoda”.

Molto rigida e severa verso se stessa, Santa Franca è diventata Badessa a soli 24 anni e, dopo i primi momenti di esaltazione, non le sono mancati periodi di sconforto e di crisi, di fronte ai quali però si è sempre rialzata: “Santa Franca rappresenta la Chiesa che non si accomoda, che continua a guardare verso una meta da raggiungere, nonostante le difficoltà”.

Ciò che colpisce di più nella vita della Santa piacentina – evidenzia Gaia Corrao – “è il suo mettersi in gioco, cercando sempre mete nuove. È una donna straordinaria che si mette in ascolto della chiamata del Signore, che conferma il suo sì ogni giorno. È l’immagine del cristiano che, in nome di Dio, non si lascia abbattere e non si ferma mai”.

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