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I lavoratori Amazon in sciopero nel giorno del “Black Friday” foto

Blocco degli straordinari fino al 31 dicembre e sit-in dei lavoratori davanti alla sede Amazon di Castelsangiovanni (Piacenza) venerdì 24 novembre. La replica dell'azienda americana

“Basta dinieghi e rinvii”.

Sciopero nel giorno del Black Friday, blocco degli straordinari fino al 31 dicembre e sit-in dei lavoratori davanti alla sede di Amazon di Castelsangiovanni (Piacenza) venerdì 24 novembre dalle 10 alle 13.

L’assemblea dei lavoratori di Amazon con le segreterie provinciali di Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltucs e Ugl Terziario hanno diramato una nota che informa delle “mancate risposte” da parte di Amazon su una serie di questioni riguardanti, tra gli altri, i livelli retributivi, l’organizzazione del lavoro e la possibilità della contrattazione decentrata.

Lo scioperò comincerà con il turno mattutino del 24 novembre e terminerà all’inizio del turno mattutino del 25 novembre.

Oltre 500 i lavoratori, fanno sapere i sindacati, che “a larghissima maggioranza” hanno deciso d’indire lo sciopero ed anche di astenersi da qualunque forma di orario straordinario fino al 31 dicembre 2017.

“D’altro canto – si legge nella nota firmata da Pino De Rosa (Ugl), Francesca Benedetti (Cisl), Fiorenzo Molinari (Cgil) e Vincenzo Guerriero (Uil) – non era più francamente sostenibile il comportamento aziendale contraddistintosi fin ad ora con dinieghi accompagnati da rinvii.

Gli Rsa aziendali, 12 lavoratori in tutto tra le varie organizzazioni, insieme alle Segreterie Provinciali di Piacenza, hanno subito per oltre un anno la strategia di Amazon volta all’ascolto formale ed alle buone relazioni ma rigorosamente orientata alla sterilità del confronto. Si parli insomma finché si vuole a patto che non si arrivi a conclusioni veramente condivise.

“Sul tema dei riconoscimenti economici per i lavoratori, – sottolineano i sindacati – dopo un lungo confronto che ha ottenuto il giusto riconoscimento contrattuale per quanto concerne il livello retributivo, non vi è stata alcuna apertura concreta ai fini del miglioramento delle retribuzioni o della contrattazione di un premio aziendale. Si tenga conto che Amazon Italia ha avuto una crescita enorme. I soldi da redistribuire ci sono”.

“A supporto delle richieste delle maestranze – aggiungono – anche i ritmi lavorativi, che non conoscono discontinuità, le produttività richieste sono altissime ed il sacrificio ulteriore richiesto (straordinari obbligati, lavoro notturno ormai strutturale su quasi tutto l’anno e nel periodo di picco organizzato su 6 giorni settimanali, lavoro domenicale….) non trova incremento retributivo oltre i minimi del Contratto nazionale. Anche un premio una tantum per il picco natalizio ha trovato il no deciso”.

Sulla stessa scia, secondo i sindacati, anche i comportamenti che riguardano “il principio di equilibrio dei tempi di vita e di lavoro”: “La “filosofia” Amazon prevede come imperative le ragioni tecnico produttive e solo eccezionali le esigenze delle persone (intese come singoli) che vengono vagliate dal management solo alla luce di comprovate e certificate esigenze, finendo per essere talvolta respinte e talaltra paternalisticamente “considerate”.

“Già oltre un anno fa – fanno sapere le organizzazioni sindacali – avevamo presentato una piattaforma, votata dai lavoratori, per un contratto integrativo aziendale che ha trovato il netto rifiuto da parte aziendale”.

“Non poteva – concludono – e non può bastare ai lavoratori l’ennesimo invito ad attendere il “maturare” degli eventi”.

LA REPLICA – In una nota Amazon tranquillizza i clienti: “Il centro di distribuzione di Castel San Giovanni fa parte di un network italiano ed europeo – così continua il comunicato dell’azienda – Restiamo focalizzati nelmantenere i tempi di consegna ai clienti per la giornata del Black Friday e per le giornate successive”.

 “In Italia così come avviene negli altri Paesi in Europa – rposegue la nota del colosso americano – in cui siamo presenti, manteniamo relazioni con le rappresentanze dei lavoratori e le organizzazioni sindacali. Allo stesso tempo portiamo avanti la nostra politica di porte aperte che incoraggia i dipendenti a trasferire commenti, domande e preoccupazioni direttamente al proprio management team. Crediamo fermamente che questo rapporto diretto sia il modo più efficace per capire e rispondere alle esigenze del nostro personale”

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