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La vita nello spazio di Parmitano al convegno su scienza e informazione foto

Promuovere un’informazione attendibile e chiara su argomenti specialistici ma affascinanti, che interessano sempre di più il largo pubblico

Comunicare le attività umane nel cosmo, la ricerca nelle nuove tecnologie e nelle scienze della vita.

L’astronauta italiano Luca Parmitano è stato fra gli ospiti del convegno a Palazzo Gotico a Piacenza “Costruire il futuro: energia, scienza, innovazione e spazio nell’informazione di attualità”.

L’evento, organizzato da Fast- Federazione delle Associazioni Scientifiche e Tecniche, Fondazione di Piacenza e Vigevano e Unione Giornalisti Italiani scientifici con la collaborazione del Comune di Piacenza, è finalizzato a promuovere un’informazione attendibile e chiara su argomenti specialistici ma affascinanti, che interessano sempre di più il largo pubblico, anche grazie alle specificità italiane che si distinguono da sempre in questi campi.

Perciò si si sono alternati relatori di eccezione sui temi dedicati all’energia, allo spazio e alla scienza: dalle tecnologie per gli acceleratori del Cern alle strategie per affrontare con competenza ed efficacia la problematica energetica e trovare le giuste risposte, al fine di garantire lo sviluppo.

Significativo l’intervento su come la scienza potrebbe essere applicata e diventare innovazione, che secondo i recenti studi di vari economisti è il modo di operare nelle aree ad alto tasso di crescita.

L’esperienza a bordo della stazione spaziale internazionale, orbitante intorno alla Terra, è stata invece al centro dell’approfondimento di Parmitano: “A bordo dell’Iss la scienza è la stessa, ma il modo in cui la si realizza è diverso.

La permanenza nello spazio ci permette di lavorare liberi da gravità. I risultati sono sorprendenti e costruiamo anche così il futuro. Abbiamo una finestra sul mondo che è unica, riusciamo a dare un contributo unico all’osservazione terrestre”.

“L’occhio e lo spirito di osservazione dell’essere umano – ha fatto notare – non può essere emulato da nessun robot. Noi siamo gli unici a riuscire a legare a un immagine un ricordo e raccontare una storia. Quando racconto questa storia tutto ad un tratto diventa universale. Dallo spazio riusciamo a vedere i danni della deforestazione nei vari paesi del pianeta. Se questo non viene fermato, questi posti non esisteranno più. Vediamo il mondo cambiare”.  

“È vero che su oggi su Marte abbiamo inviato i robot, ma non saremo mai soddisfatti, perche dove manca l’uomo, manca la storia, l’uomo. Manca la sabbia rossa che scorre nei guanti”. 

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